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04 ER 37C'erano vari problemi. Il primo era il ritmo... Tutti [gli attori] in TV avevano adottato da tempo una velocità di movimento e di dialogo che era molto più lenta della vita reale. […] Ma io volevo ER corresse ad un ritmo più veloce del solito [anche se] all'inizio, gli attori erano a disagio a parlare così in fretta.

E volevo che sapessero snocciolare il discorso tecnico [con] un atteggiamento professionale, il che significava che non avrebbero dovuto "relazionarsi” ai pazienti nei modi comunemente attesi. [...] È stato difficile convincerli a guardare la ferita e non i volti dei pazienti, quando stavano parlando con essi. Va contro l'istinto. Ma il comportamento professionale è ciò che dà allo spettacolo la sua qualità realistica. […]

Spesso una scena televisiva finisce con uno sguardo significativo o una pausa drammatica. Gli attori desiderano costruire le loro esibizioni attorno a quell'ultimo momento. […] Io volevo che lo spettacolo si interrompesse "prima" che accadesse "quel" momento.

04 ER 55Con queste parole Michael Crichton descrive il suo forzo rendere il "suo" ER totalmente diverso da tutti le serie ambientate nel mondo della medicina che lo avevano preceduto.

Per il medico-scrittore-regista quella puntata pilota (e tutte le altre che sperava seguissero) doveva andare veloce come la realtà e gli attori dovevano liberarsi delle pause e di quegli sguardi appesi che non significano nulla ma erano la norma nei medical drama alla "Marcus Welby": incontrare un paziente, ritrarre la malattia della settimana e finire con qualche finale straziante.

Un compito difficile anche per gli attori che erano stati scelti...

Per cui, se si vuole comprendere fino in fondo questa serie che cambiò il modo di fare le serie mediche in TV, è opportuno tracciare un breve profilo di ciascun personaggio - magari inquadrandolo all'interno del sistema sanitario statunitense - e fornire una succinta biografia del giovani attori e attrici che erano stati chiamati a far parte del cast di ER.

04 ER 15Partiamo con Anthony Charles Edwards (Dr. Mark Greene) che in precedenza aveva interpretato la parte del copilota di Tom Cruise in “Top Gun” (1986). Dopo quel ruolo recitò la parte di un malato terminale in Hawks (1988), con Timothy Dalton.

Sebbene ER sia una serie "corale", il Dr. Greene - il cui volto è stato il primo che gli spettatori hanno visto nella sequenza iniziale dell'episodio pilota - può essere considerato protagonista delle le prime otto stagioni. Egli, all’interno dell’ospedale ricopre l’incarico di Chief Resident nelle stagioni 1994-1995 e quindi Attending Physician nelle stagioni tra il 1995 e il 2002.

Come per altre medical drama molte persone hanno identificato l'attore con il personaggio. Edwards in proposito racconta che una volta, rientrando in aereo da New York, uno steward gli disse:

«God, I wished you were here yesterday, we had a stroke on the plane».  I said, if I have a stroke on a plane, I hope the pretend doctor isn't the one on the plane. I want a real doctor.
(«Sant’Iddio, avrei voluto che tu fossi qui ieri, abbiamo avuto un ictus sull'aereo». Al che gli ho risposto che se io avessi avuto un colpo su un aereo avrei sperato che un “finto” medico non fosse a bordo. Io voglio un dottore vero!)

Del Dr. Mark Greene avremo modo di parlarne ancora a chiusura di questa parte della nostra trattazione, dedicata a ER...

04 ER 16George Clooney interpreta il Dr. Douglas "Doug" Ross, Resident Physician presso il County General Hospital, dove opera in qualità di Pediatric Fellow, durante le stagioni 1994-1998, e quindi come Pediatric Attending, nelle stagioni 1998-1999.

[NdA: la Fellowship è il periodo di formazione medica negli Stati Uniti e in Canada – di norma regolata da una borsa di studio – che un medico o un dentista può intraprendere dopo aver completato un programma di specializzazione (Residency). Durante questo periodo il Fellow può operare come assistente medico o consulente medico nel campo generalista in cui è stato addestrato, come la medicina interna o la pediatria. Dopo aver completato la fellowship nella sub-specialità in questione, il medico è autorizzato a praticarla senza supervisione diretta di altri medici]

Clooney, al tempo, era un attore che stava ancora facendo gavetta. Pochi sanno che egli partecipò - come personaggio minore – ad un altro “ER” di ben diverso “spessore” la Sit-Com “E/R” .

In questo caso il logo presentato nell’openiong credit aveva uno “slash” tra le due lettere: sbarra che nel logo era rappresentata da… un cerotto.04 ER 17

Bastava questo a definire il mood della Situation Comedy che si fondava su un mix di umorismo e crisi mediche presso l’immaginario "Clark Street Hospital"di Chicago e che aveva come protagonista un “medico” stile M*A*S*H: Elliot Gould.

La serie fu trasmessa a cavallo del 1984/1985 dalla CBS per alcuni mesi ma venne cancellata dopo il flop degli ascolti.

Seguirono altre apparizioni minori in altre serie quasi tutte poliziesche: “The Facts of Life”, “Bodies of Evidence”, “Sisters”, "Sunset Beat” dove gli vennero affidate principalmente parti da detective.

Durante questo periodo egli continuerà per cinque anni a frequentare la “Beverly Hills Playhouse Acting School” con ottimi risultati, visto che la sua carriera di attore e regista dopo ER sta a dimostrare il suo spessore professionale (oltre che civile, aggiungiamo noi).

Un ultima chiosa su Clooney: in ER  egli impersona il ruolo di un pediatra che pensa unicamente al bene dei bambini, tenendo poco conto delle regole: nella sua ottima interpretazione all'interno di storie di malattie e “drammi” che coinvolgono l’infanzia, confluì una sua dura esperienza personale... Infatti, durante il periodo in cui frequentava le scuole medie, Clooney soffrì di una malattia che gli paralizzò parzialmente il volto: la Paralisi di Bell.

04 ER 19 Una condizione debilitante risultante da una disfunzione del VII nervo cranico (nervo faciale), che provoca l'incapacità di controllare i muscoli del viso dal lato colpito.

La malattia guarì in un anno di cure ma l’attore ebbe a confessare in una intervista rilasciata al quotidiano Daily Mirror:

That was the worst time of my life. You know how cruel kids can be. I was mocked and taunted, but the experience made me stronger. (È stato il momento peggiore della mia vita. Voi sapete come i bambini possono essere crudeli. Ero deriso e schernito, ma l'esperienza mi ha reso più forte).

04 ER 20John Carter, chiamato semplicemente "Carter" dai colleghi, è il personaggio interpretato dall’attore Noah Wyle. Caratteristiche del suo personaggio sono l'eleganza delle maniere, una certa timidezza di fondo e il desiderio di nascondere la ricchezza della sua importante famiglia, che ogni tanto entra nelle discussioni del personaggio.

Come gli altri protagonisti della serie, la carriera di Wyle parte con partecipazioni minori ad alcune miniserie. Poi interpreta una parte che lo mette in luce nel film "A Few Good Men" (1992) in Italia presentato con il titolo “Codice d’onore” diretto da Rob Reiner con Demi Moore, Tom Cruise e Jack Nicholson.

Sarà quella interpretazione che lo farà notare e scegliere per il ruolo di Carter, che ricoprirà dall’episodio pilota e sarà l'unico personaggio a rimanere nella serie fino all’ultima stagione del 2004/2005.

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Lo sviluppo della "carriera" di John Carter partirà dall’essere un semplice "Medical student" (stagione 1994—1996); per passare poi a "Intern" (stagione1996–98), quindi "Resident" (stagione 1998–2001), "ER Chief Resident" (Capo degli assistenti del reparto di medicina d’urgenza, (stagioni 2001–2003); "Per Diem" (stagioni 2003–2005). Quindi "Attending Physician" (stagione 2005) e di nuovo Per Diem nell’ultima stagione del 2009, prima della sua uscita dalla serie.

04 ER 22[NdA: il termine "Per Diem" di diretta derivazione dal latino con significato di “Giornaliero” indica un medico – o un infermiere/a - che pratica la professione all’interno dell’ospedale con compenso orario o giornaliero superiore a quello di un dipendente regolare, non godendo però di benefici come le ferie o contributi pensionistici]

Qui presentiamo il “primo giorno” di Carter, nelle vesti di tirocinante alle prime armi all’ER del County General Hospital.

Il giovane medical student non regge alla vista di un ferito da cui escono fiotti di sangue e - sentendosi male - deve uscire in cortile.

Il “veterano” Dr. Mark Greene, accortosi della defaillance, saprà infondergli la forza di proseguire gli studi e la carriera di medico di pronto soccorso.

04 ER 23Sherry Stringfield è forse una delle poche attrici del piccolo schermo già famose per le sue interpretazioni: "Blake Thorpe" nella soap opera “Sentieri” dal 1989 – anno del suo debutto – fino al 1992. Quindi sarà "Laura Kelly" in NYPD - New York Police Department dal 1993 al 1994, per poi approdare - nello stesso anno - a ER nella parte del "Dr. Susan Lewis", Emergency Medicine Physician. Ruolo che manterrà per alcune stagioni per poi abbandonare la serie. Rientrerà nel 2001 per lasciarla definitivamente nel 2005.

Il personaggio tratteggiato dalla Stringfield, a partire dall’episodio pilota, è quello di un medico altamente competente, ma che spesso fa fatica ad imporsi. È molto amica di tutti i suoi colleghi e soprattutto di Mark Greene, con il quale ha un intenso rapporto di amicizia. Susan e Mark sono ciò che nel gergo di Internet è una “OTP” - One True Pairing (una vera coppia): quei personaggi  che ci si immagina possano rappresentare la coppia perfetta in una serie TV.

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Ma la nave di Susan e Mark  è una di quelle che non salperanno mai dal porto: essi si frequentano al di fuori dall'ospedale molto più di tutti i loro colleghi. E deve davvero piacerti qualcuno per andarci a bere una birra insieme dopo un turno di 18 ore e non essere stufo di guardarlo in faccia. 04 ER 24

Ma la paura e l'amicizia impediranno loro di fare il passo successivo nella loro relazione.

E, quando Mark finalmente confesserà i suoi sentimenti a Susan, sarà troppo tardi. Lei ormai sta lasciando Chicago per una nuova vita altrove e potrà solo dirgli che lui non era l'unico a cui sarebbe piaciuto che la loro amicizia fosse stata qualcosa di più.

Anche la Dr. Lewis farà un ottimo percorso professionale ospedaliero, passando dall’essere una ER resident al secondo anno di internato (stagione 1994-1996) a “ER Attending” (nella stagione 2001-2005).

Essa terminerà la “carriera” - con la sua uscita finale dalla serie - con l’incarico di “Chief of Emergency Medicine” (responsabile del reparto di medicina d’urgenza) nella stagione 2004-2005.

Qui, presentiamo il primo intervento presso la Emergency Room dell’ospedale, quando la Dr Lewis viene svegliata da una infermera da un breve sonno, durante il secondo turno di lavoro ininterrotto, e deve precipitarsi ad intervenire su un neonato…

04 ER 25Julianna Margulies, interpreta il ruolo della "Nurse" (infermiera) "Carol Hathaway", con il quale ha vinto un Golden Globe, tre Emmy e otto Screen Actors Guild Awards (alcuni di essi grazie alla sua partecipazione alla serie "The Good Wife").

ll suo primo ruolo in un film fu quello di una prostituta, in “Out for Justice” (Giustizia a tutti i costi) del 1991, con Steven Seagal ma sarà ER a darle la fama. Ciò non era scontato in quanto, nell'episodio pilota di ER del 1994, il suo personaggio - nelle intenzioni di Michael Crichton - avrebbe dovuto suicidarsi, proprio nel pronto soccorso in cui ella lavora.

Ma, dopo il responso favorevole di un "panel" del pubblico sul suo personaggio e la tormentata storia d’amore vissuta con il pediatra Doug Ross, venne effettuata una correzione in corsa della sceneggiatura e così la donna riesce a essere salvata dall’equipe medica. [NdA: un panel è un campione rappresentativo di consumatori in grado di fornire le informazioni necessarie per formulare previsioni sull’andamento economico di un prodotto, in questo caso il gradimento dei vari personaggi del film pilota].

Da quel momento le vicende professionali di questa sfortunata ma caparbia infermiera e - soprattutto - la vicenda sentimentale che la Margulies ha saputo rendere insieme a Clooney - sarà uno dei cardini della serie. Serie che lascerà dopo sei stagioni, rifiutando un'offerta di 27 milioni di dollari per continuare a parteciparvi: un importo che l'avrebbero resa l'attrice più pagata della televisione.04 ER 26

Qui potevamo proporre molti collage della travagliata storia d’amore tra Doug & Carol. La nostra scelta è caduta invece sulla loro riunificazione (quando Carol decide di lasciare Chicago e si presenta alla porta di Doug, ormai trasferitosi da molto tempo a Seattle) che coincide con l’uscita dalla serie della Marguiles.

La sceneggiatura originale prevedeva che l’episodio terminasse con Carol che scende dall’aereo che l’ha condotta a Seattle, lasciando lo spettatore in forse sulla possibilità che i due personaggi tornino insieme. Ma Clooney si rese disponibile ad un “cameo”. Così la scena è stata ripresa nei luoghi in cui egli stava girando in quel momento “The Perfect Storm” (La tempesta perfetta).

Non è dato di sapere il compenso richiesto da Clooney. Quello che si sa è che egli lo ha completamente devoluto in beneficenza alla Anthony Edward's Charity.

04 ER 27Eriq La Salle, pseudonimo di Erik Ki La Salle, è un attore e regista statunitense che è noto prevalentemente per aver interpretato il "Dr. Peter Benton" in ER.

Dopo alcuni ruoli secondari in film tra cui “Il principe cerca moglie” trova successo in televisione interpretando il reporter "Mike Rivers" nella soap-opera “One life to leave”.

Benton è un Surgeon (chirurgo) che opera dapprima come Resident nelle stagioni 1994-1999; poi come “Trauma Fellow”, stagioni 1999-2000; e infine come Attending (nelle stagioni 2000-2001).

[NdA: la “Trauma Surgery” è una specialità chirurgica che utilizza sia la gestione operativa che quella non operativa per trattare le lesioni traumatiche. I chirurghi di traumatologia generalmente completano la formazione come Resident in Chirurgia Generale e spesso frequentano corsi di chirurgica critica. Il chirurgo specializzato in traumatologia è responsabile degli interventi iniziali di stabilizzazione del paziente, valutando e gestendo il paziente anche nelle fasi successive].04 ER 28

In una intervista presente nel DVD della prima stagione, i produttori di ER, dichiararono che La Salle si presentò molto tardi al provino, tanto che erano già iniziate le riprese per l'episodio pilota.

Ma ciò che lo “salvò” dall’essere cortesemente allontanato dal set, fu il fatto che egli si era presentato al provino portando con se uno stetoscopio e altri attrezzi chirurgici che aveva usato in uno suo precedente film. Ciò convinse i produttori e così fu scelto per la parte del Dr. Benton.

Arrogante, scorbutico e dispotico, il Dr. Benton è l'assistente di chirurgia a cui viene assegnato nella prima puntata il tirocinante John Carter. Il rapporto fra i due è pieno di alti e bassi, a causa dei caratteri opposti: Benton guarda il lato medico del paziente, mentre Carter è più interessato al lato umano.

04 ER 29Abbiamo inserito in questa presentazione dei personaggi della puntata pilota anche quello della "Dr. Kerry Weaver" il personaggio interpretato da Laura Innes - che sarà Inizialmente introdotto nello show nella seconda stagione e quindi diventerà un membro regolare del cast dalla stagione successiva fino al gennaio 2007 - per un motivo preciso:

In questo personaggio gli sceneggiatori hanno inserito moltissimi elementi di “rottura” con le figure belle ma stereotipate delle serie TV. In primo luogo la Weaver ha un evidente handicap - displasia congenita dell'anca - che la costringe all'utilizzo di una stampella per muoversi. Ma tale malattia non rappresenterà mai per il medico (e la donna) un ostacolo.

Come tutto in ER anche l’ingresso in scena della Dr. Weaver - nella seconda stagione della serie – è un pugno nello stomaco. I primi fotogrammi della sequenza sono girati a livello pavimento, ed inquadrano l’incedere claudicante di una donna che si appoggia ad una stampella mentre entra nella sala mensa dell’ospedale…04 ER 30

Poi, nella settima stagione l'incontro con la psichiatra "Kim Legaspy" (guest star, interpretata da Elizabeth Mitchell) scopre di essere lesbica.

A differenza di come avrebbe potuto essere presentata la vicenda in una soap opera come "General Hospital" il tema è trattato molto serenamente, ponendo lo spettatore di fronte ad una presa di consapevolezza graduale del proprio essere da parte del personaggio.

Infatti, la relazione tra le due non avrà un esito felice in quanto il personaggio di Kim è una lesbica dichiarata, mentre Kerry, nutrendo ancora qualche dubbio sul suo vero essere, non è pronta ad affacciarsi al mondo in questa nuova veste.

Nell'ottava stagione farà coming out, grazie all'aiuto della sua nuova amante: questa volta una pompiera, "Sandy", interpretata da Lisa Vidal. Nell’evolversi del rapporto tra le due entrerà anche la tematica dell’avere un figlio mediante la tecnica di Procreazione Assistita denominata FIVET (Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer).

Anche per lei un’ottima carriera all’interno del County General: Chief Resident (stagione 1995–1996); Attending (stagione 1996–2007); Chief of Emergency Medicine (stagione 1999–2003): Chief of Staff (stagione 2003–2006).

Avevamo in precedenza accennato al fatto che avremmo parlato ancora del Dr. Mark Greene.

Con questo personaggio, o – meglio – con la morte di questo personaggio viene rappresentata la storia di una "scelta": quella di accettare la propria morte da chi l'ha vinta tante volte e che è stato da essa sconfitto tante alte. Una scelta compiuta con la consapevolezza da medico che è giusto interrompere un trattamento terapeutico quando ormai è totalmente inutile: un tema che solo oggi è stato affrontato dal  Parlamento italiano.

04 ER 44Il plot - succintamente - è che a Mark era stato diagnosticato un tumore al cervello ed era stato salvato in extremis da una operazione di avanguardia a New York.

Tutto sembra volgere per il meglio, ma dopo qualche tempo il tumore si ripresenta in forma più aggressiva.

Così il giorno in cui si accorge di non essere più in grado di svolgere bene la propria professione, Mark saluta i colleghi come se fosse la fine di una giornata qualsiasi, e lascia per sempre quell'Emergency Room  che è stato la sua "vita" per tanti anni.

Egli decide di sospendere anche le sedute di chemioterapia e andare a vivere alle Hawaii - nei luoghi della sua gioventù -  gli ultimi giorni rimastigli, insieme alla figlia Rachel, la moglie Elisabeth e la figlia minore Elizabeth, cercando la pace in se stesso. Lì ripercorre la sua infanzia, racconta alla figlia ritrovata ciò che non le ha mai raccontato, le insegna ciò che non le ha mai insegnato, le dice ciò che non le ha mai detto:

I was trying to figure out what I should have already told you, but I never have. Something important, something every father should impart to his daughter. I finałly got it. Generosity. Be generous. With your time. With your love. With your life. [...] Don't cry for me. [...] Be generous. Always. (Stavo cercando di vedere se c'era qualcosa da dirti, qualcosa d'importante, qualcosa che ogni padre dovrebbe insegnare alla figlia. Finalmente l'ho trovata: la generosità. Sii generosa con il tuo tempo, con il tuo amore, con la tua vita. [...] Non piangere per me [...] devi essere generosa, sempre).

La morte di Mark Greene la vediamo, in una scena eccezionale per tatto e bellezza figurativa, in campo lungo, senza parole. Solo con il commento musicale dell'ultima canzone che ha ascoltato, e che la figlia gli ha fatto sentire con il suo walkman: “Over the Rainbow” interpretata in modo struggente dal cantante hawaiano Israel Kamakawiwo'ole, accompagnato unicamente dalle note di un Ukulele…

Nel reparto di medicina di urgenza verrà letta ad alta voce da Carter una divertente lettera di Mark indirizzata agli amici e al personale medico.

03 Micael Chrichton 00 2Cari soci in trincea,

Vi scrivo dalla spiaggia dove sto godendomi un tramonto mozzafiato. Elisabeth è qui accanto a me e sta bevendo un succo di frutta, ma io sono molto più attratto dal mio margarita. Sono le 5 e mezza. Rachel sta facendo sguazzare Ella in riva all’oceano, e tutte e due sono alla ricerca della conchiglia perfetta.

Buffamente, mi scopro a pensare che manca solo una cosa per rendere perfetto questo quadretto: soccorrere un turista della domenica in presa ad un attacco di cuore sulla spiaggia, intervenire con una bella intubazione di fortuna con una canna di bambù, rimetterlo in sesto e rimandarlo a casa prescrivendogli riposo assoluto. Questo è il mio modo di dirvi che mi mancate molto, voi e quel buco fetente.

Ho pensato spesso che avrei potuto scegliere una carriera differente, per esempio nel settore privato dove questo mestiere è più redditizio e meno impegnativo. Ho realizzato che a parte quello che faccio ora – oziare al Sole con la mia famiglia - lavorare al Policlinico tutti questi anni, giorno dopo giorno senza un attimo di sosta, è stata la scelta migliore.

So cosa state pensando ma, credetemi, il distacco fa capire molte cose. Il mio lato più narcisista vorrebbe credere che senza di me non ve la caverete, ma quello razionale sa che siete una splendida squadra di medici ed infermieri che ogni giorno affrontano il lavoro con passione, prontezza e abnegazione. Per quel che riguarda i pazienti so che la mia assenza si avvertirà a stento.

 

 

Carter, conclusa la lettura della lettera, si accorge che all'interno della busta è presente anche un ulteriore foglio con una breve postilla scritta da Elisabeth Corday nella quale ella dava notizia che Mark era morto quella mattina, alle 6:04. Non "all'alba" o "alle sei", ma con un esatto "6:04" da doloroso referto: "ora della morte…" che ella - inconsapevolmente - precisa da medico ad altri medici…

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03 Micael Chrichton 00 2 Mark è morto questa mattina alle 6 e 04. Stava sorgendo il Sole. Era la sua ora preferita.

Vi ho spedito la sua lettera perché sapeste che stava pensando a voi e perché gli avrebbe fatto piacere sapere di lasciare un buon ricordo di sé...

 

Come concludere questa parte della nostra trattazione sui medical drama, dedicata a ER…? Semplice con l’ultima sequenza dell’episodio 331: quello conclusivo di tutta la serie, intitolato And in the end”.

04 ER 43C’è stata una esplosione in un impianto industriale, con almeno otto vittime.

La scena si svolge all’esterno dell’Emergency Room del County General Hospital.

L'ultimo fotogramma inquadra in campo lunghissimo - e per la prima volta in tutta la serie - l’intero ospedale.

Indistinguibili tra loro, si intravedono i medici che stanno accorrendo verso le tante ambulanze che sono sopraggiunte.

La normalità di un giorno qualunque, in un qualsiasi ER del mondo… 

 

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