Il magazine online di slogan

slogan

03 Micael Chrichton 00 0ER  è l'acronimo che sta per Emergency Room (Pronto Soccorso). Ma è anche il titolo della serie che cambiò il modo di raccontare i medical drama. Il motivo per cui essa "funzionò"  fu in primo luogo perché il suo ideatore: Michael Crichton, fu lui stesso medico di pronto soccorso. Ma non basta...

Crichton, alla competenza medica aggiunse la sua bravura come scrittore, sceneggiatore e regista: l’unico autore al mondo ad essere stato in vetta alle classifiche - nello stesso momento - con un romanzo, un film e una serie televisiva...

Per cui, senza scrivere la sua biografia, prendiamo in esame quattro fra i suoi libri e film in cui l’aspetto “medico” ha una importanza primaria all'interno delle storie di Science Fiction (fantascienza) che egli seppe raccontare magistralmente.

Partiamo da The Andromeda Strain/Andromeda (1971) film thriller fantascientifico apocalittico diretto dal regista Robert Wise e tratto dall’omonimo romanzo di C03 Micael Chrichton 02richton.

Il titolo originale tradotto in italiano significa “Ceppo Andromeda” e fornisce subito una idea della storia, in quanto Crichton - essendo laureato in medicina, con il termine “strain” si riferisce esattamente ad un ceppo batterico o virale, che la biologia fa derivare da un unico processo di isolamento.

Poi ci sono gli opening credits (titoli di testa) che potrebbero essere l’introduzione ad un docu-film tratto da nuovi “WikiLeaks” [N.d.A.: da “Wiki” «veloce» + “leak” «fuga» (di notizie)] di documenti coperti da segreto militare, rilasciati sul sito web dell’organizzazione senza citare la fonte per mantenerne l’anonimato, dall'attivista informatico Julian Assange.

Infatti i primi fotogrammi presentano degli "Acknowledgements" (riconoscimenti) che sembrano avere tutti i crismi della ufficialità:

"Questo film è la storia di quattro giorni della peggiore crisi scientifica americana. Abbiamo ricevuto il generoso appoggio da parte di molte persone della Base Aerea di Vandenberg, associate al Progetto Scoop e del laboratorio Wildfire a Flatrock, Nevada. Ci hanno incoraggiato a raccontare la storia in modo preciso e dettagliato. I documenti presentati saranno presto resi pubblici ed in alcun modo mettono a repentaglio la sicurezza Nazionale".

03 Micael Chrichton 46

Solo la segnalazione alla fine dei titoli di testa che il film è tratto da un romanzo di Michael Crichton porta lo spettatore a tranquillizzarsi sul fatto che sta solo assistendo alla proiezione di un film fantascientifico e non di un film documentario su una crisi biologica realmernte avvenuta...

Questa title sequence ha meritato un posto all’interno del sito web “The Art of the Title” e per entrare ancora meglio nella psicologia del film, ecco la traduzione di alcuni passaggi del commento:

Lo studioso Alfred Pockran ha osservato che «una crisi è la somma dell'intuizione e di punti ciechi, una miscela di fatti noti e ignorati» […] Questo è il cuore di The Andromeda Strain e della sua emergenza. La sequenza del titolo ci fornisce dei fatti, instillandoci un dominante senso di paura in quanto intuiamo, correttamente, che nonostante le rassicurazioni della prefazione, è accaduto qualcosa di totalmente intollerabile.

Se oggi The Andromeda Strain fosse distribuito nelle multisale, non potrebbe competere con le produzioni fatte essenzialmente di effetti speciali in computer graphic e stereotipi in stile Marvel Comics con supereroi vari. Infatti qui non ci sono scene d'azione, non ci sono alieni nascosti dietro ogni roccia, ma solo un team di scienziati che viene confinato in un impianto di ricerca biologica top secret nel deserto del Nevada, per indagare su un “cattivo” di un bel verde brillante (che ben si addice ad un alieno): Andromeda.

Un letale microrganismo patogeno infettivo di origine extraterrestre, dotato di estrema resistenza alla distruzione con mezzi convenzionali, che è in grado di contagiare le persone in pochi secondi, causandone la morte quasi istantanea a seguito della totale coagulazione del sangue.

In altri film sarebbe stato descritto con enfasi, ma qui la “carta di identità” di Andromeda, viene fornita in un dialogo tra il responsabile di laboratorio segreto Wildfire ed il team di ricercatori, quasi in tono da convegno scientifico…

Th03 Micael Chrichton 00 2e organism is a sulfur-based, bimolecular crystalline structure with no genomic constitution. The extraterrestrial organism, code named Andromeda, is on the fringe between being alive and being inert. It does not have genetic structure, proteins, or amino acids, but Andromeda is able to process energy to replicate itself, just like any other living creature. Furthermore, Andromeda mutates rapidly, dramatically changing its biochemical properties.

L'organismo è una struttura cristallina bimolecolare a base di zolfo, priva di costituzione genomica. L'organismo extraterrestre, nome in codice Andromeda, è in bilico tra l’essere vivo e l’essere inerte. Non ha struttura genetica, proteine o aminoacidi, ma Andromeda è in grado di utilizzare una fonte di energia per replicare se stesso, proprio come qualsiasi altra creatura vivente. Inoltre, Andromeda muta rapidamente, modificando drasticamente le sue proprietà biochimiche.

 

Ma è probabilmente questa assenza di spettacolarità a favore di una evoluzione didascalica della storia che mantiene per tutto il tempo una sottile tensione, in quanto la tematica narrata e le argomentazioni portate avanti, potrebbero essere trasposte ad un reale laboratorio militare di guerra batteriologica.

Con la Corea del Nord di Kim-Jong-un che dispone di laboratori in grado di produrre armi biologiche tra cui: antrace, botulino, febbri emorragiche virali, peste, vaiolo, tifo e febbre gialla, varrebbe la pena di rivedere questo film didascalico…

Wildfire – il laboratorio - è una fortezza progettata per contenere qualsiasi forma di malattia aliena, sia gassosa, virale, batterica o fungina. Le protezioni incorporate sigillano il laboratorio e impediscono ad essa di sfuggire dall'area in cui è confinata. Nel malaugurato caso in cui il laboratorio fosse contaminato, una procedura automatica di emergenza comporterebbe la segregazione sia degli animali da laboratorio sia degli esseri umani con contemporaneo avvio del sistema di autodistruzione tramite un ordigno nucleare.

03 Micael Chrichton 41

C'è una amara ironia che circonda il Progetto Wildfire descritto da Crichton: l'esercito ha riunito alcune delle migliori menti del paese per combattere una minaccia biologica che potrebbe annientare l'umanità. Ma questo pericolo non sarebbe mai accaduto se un altro gruppo di menti brillanti non avesse scoperto il modo per trasportare tali batteri letali dallo spazio cosmico alla terra…

Limitandoci agli aspetti “medici” del film, per la prima volta – ricordiamoci che siamo nel 1971 – viene mostrata la procedura di sterilizzazione profonda (come ad esempio la fotoincinerazione dell’epidermide superficiale) a cui si deve sottoporre – scendendo man mano ai vari piani sotterranei - la squadra di Wildfire, dove ogni piano corrisponde a un livello maggiore di decontaminazione.
03 Micael Chrichton 03 Nel film le competenze mediche di Crichton emergono anche dalla cura con cui sono state realizzate le scene nei laboratori di Wildfire, in cui è necessario il biocontenimento di batteri, virus e tossine altamente patogeni.

Andromeda infatti rientra nella classe di pericolo definita - nella realtà - come “Level 4 Biohazard” (rischio biologico di livello 4): in pratica un agente patogeno senza alcun trattamento o cura noti.

03 Micael Chrichton 04

Pertanto qualsiasi interazione con esso necessita di un insieme di apparati che evitino nella maniera più assoluta un contatto con lo scienziato o l’operatore sanitario.

Ecco che, quando il protagonista e l’infermiera devono interagire con un vecchio ed un neonato che sono stati esposti ad Andromeda ma, incredibilmente, sono ancora vivi, lo fanno all’interno di tute – a cui accedono attraverso un tunnel - che li isolano completamente dalla stanza di contenimento dove si trovano i due soggetti.

L’epidemia di febbre emorragica di Ebola del 2014, ha mostrato come ciò che sembrava fantascienza cinquanta anni fa oggi è una realtà con cui dobbiamo convivere.

Nel collage sono presenti sia fotogrammi tratti dal film sia fotografie scattate in una recente Emergency Room predisposta per il contenimento del rischio biologico di massimo livello. Il grado di precisione nella rappresentazione filmica è davvero rimarchevole.

Attualmente i medici e gli operatori sanitari utilizzano tute dotate di appositi filtri per operare all’esterno; apparecchiature mobili di biotrasporto progettate per condurre i pazienti agli ospedali attrezzati con “BSL4- Biosafety level 4 room” (camere a biosicurezza di livello 4).03 Micael Chrichton 05

Poi, all’interno delle strutture a questo livello di sicurezza, essi indossano tute a pressione positiva – una pressione più alta rispetto a quella della stanza circostante - chiamate in gergo “space suit” (tute spaziali).

Ma che dire della ipotesi alla base del film: che un ceppo alieno di materiale biologico arriva sulla Terra trasportato da un satellite militare recuperato? Pura fantascienza?

Forse bisognerebbe andarci piano con l’affermazione che sia un mero concetto speculativo perché se una rondine non fa primavera, uno stormo fa pensare…

Nel 1996, un gruppo di ricercatori guidati da David McKay, Everett Gibson e Kathie Thomas-Keprta del Johnson Space Center della NASA a Houston ritennero che un meteorite proveniente da Marte noto come ALH 84001, scoperto nel 1984 da dei geologi nella regione dell'Antartide di Allan Hills contenesse fossili microbici.

Gli scienziati pensavano che il meteorite fosse originariamente stato generato 4 miliardi di anni fa su Marte a seguito di un impatto cosmico e che quindi lo schianto sulla Terra risalisse a circa 13.000 anni fa. In un loro studio, apparso nel numero di agosto 1996 della prestigiosa rivista Science, McKay e il suo team presentarono quattro linee di prova che l'ALH 84001 avrebbe potuto ospitare una vita aliena.

03 Micael Chrichton 23Una di esse era l'esistenza di microscopici cristalli di magnetite che presentavano notevoli somiglianze con quelli creati dai microbi sulla Terra. Tali particelle non sono conosciute o dovrebbero essere prodotte da processi non biologici (abiotici).

Come tali, i membri del gruppo di studio ritengono che questi cristalli potrebbero costituire la prova delle più antiche forme di vita conosciute, con profonde implicazioni per la presenza della vita nell'universo.

Richard B. Hoover, un astrobiologo del Marshall Space Flight Center della NASA, è un ricercatore che ha viaggiato per oltre dieci anni in Antartide, in Siberia e in Alaska, per ricercare e studiare meteoriti. Nel 2011 sul numero di marzo del Journal of Cosmology Hoover riferì di una classe estremamente rara di meteoriti, chiamate Condriti CI1 carboniose, in quanto solo nove esemplari sono noti sulla Terra.

Hoover ne analizzò dei frammenti sia con un microscopio elettronico a scansione, sia con un secondo microscopio a scansione elettronica a emissione di campo, ritrovando dei resti fossilizzati di microrganismi non così diversi da quelli che normalmente si riscontrano sulla Terra. Egli però ne trovò anche altri sconosciuti.

03 Micael Chrichton 24

Il fosforo aiuta a formare la “spina dorsale” delle lunghe catene di nucleotidi che creano RNA e DNA. Fa parte dei fosfolipidi nelle membrane cellulari; ed è un elemento costitutivo della adenosina trifosfato, il coenzima utilizzato come vettore energetico nelle cellule.

Eppure la maggior parte del fosforo sulla Terra si trova sotto forma di fosfati inerti che sono insolubili in acqua e generalmente non sono in grado di reagire con le molecole organiche. Ciò appare in contrasto con l'ubiquità del fosforo nella biochimica. Quindi come ha fatto il fosforo a essere critico per la vita?

Nel 2004, Matthew Pasek, un astrobiologo e geochimico della University of South Florida, sviluppò l'idea che i meteoriti che si sono schiantati sulla Terra miliardi di anni fa contenessero un minerale chiamato Schreiberite [(Fe, Ni) 3 P], portatore di fosforo: un elemento chimico essenziale ai sistemi biologici della vita terrestre.

03 Micael Chrichton 25Per esempio, in un frammento di 15 cm del meteorite di Seymchan trovato in Russia nel 1967 è presente un lungo filamento di materiale grigio scuro di Schreiberite.

Anni dopo, nel 2016, insieme al geochimico Nikita La Cruz della University of Michigan è riuscito a sviluppare una versione sintetica della Schreiberite che reagisce chimicamente con molecole organiche, mostrando il suo potenziale come sostanza nutritiva per la vita.

In un articolo pubblicato sulla rivista accademica Physical Chemistry Chemical Physics, essi hanno mostrato come una forma di Schreibersite sintetica che include il nichel reagisce quando viene esposta all'acqua. Quando l'acqua evapora, crea legami di fosforo-ossigeno (P-O) sulla superficie della Schreibersite, rendendo il fosforo biodisponibile alla vita.

Pasek ipotizza che delle meteore sarebbero cadute in pozze d'acqua poco profonde sulla Terra ed avrebbero subito cicli di evaporazione e reidratazione: un processo cruciale per le reazioni chimiche.03 Micael Chrichton 26

Quando la superficie della Schreiberite si asciuga, consente alle molecole di unirsi in catene più lunghe. Poi, quando l'acqua ritorna, queste catene diventano mobili, urtando contro altre catene. Quando la pozza si prosciuga di nuovo, le catene si legano e costruiscono strutture sempre più grandi.

Alla stessa conclusione sono giunti Ben KD Pearce e Ralph Pudritz rispettivamente scienziati della McMaster University in Canada e del Max Planck Gesellschaft zur Förderung der Wissenschaften (istituto Max Planck per l'avanzamento della scienza) in Germania, in uno studio pubblicato sul Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States.

Essi ritengono che la vita sulla Terra sia iniziata tra 3,7 e 4,5 miliardi di anni fa, quando il nostro pianeta stava ancora prendendo forma con continenti che emergevano dagli oceani, dopo che dei meteoriti erano caduti in piccoli stagni caldi, dove gli elementi essenziali che li componevano furono lisciviati e non vi era lo strato di ozono protettivo a filtrare i raggi ultravioletti del sole.

03 Micael Chrichton 27La scintilla della vita, dicono gli autori, è stata la creazione di polimeri di RNA: i componenti essenziali dei nucleotidi, trasportati dalle meteoriti. Una volta che i nucleotidi raggiunsero concentrazioni sufficienti nell'acqua dei laghetti ricchi di nutrienti, si unirono insieme mentre il livello dell'acqua scendeva e saliva attraverso cicli di precipitazione, evaporazione e drenaggio.

Il concetto di "piccoli stagni caldi" è ben noto, in quanto formulato per la prima volta da Charles Darwin nel 1871.

Oggi i ricercatori - basandosi su ricerche esaurienti e calcoli che attingono ad aspetti di astrofisica, geologia, chimica, biologia e altre discipline – ritengono che siano stati proprio i cicli di umido e di secco a consentire la generazione dei primi mattoni organici elementari nel brodo ricco di nutrienti degli stagni: molecole di RNA auto-replicanti che hanno costituito il primo codice genetico per la vita sul pianeta.

Quei polimeri costituivano una forma di vita rudimentale ed imperfetta, ma anche capace di migliorare attraverso l'evoluzione darwiniana, dando origine allo sviluppo del DNA, il progetto genetico di forme più elevate di vita, che si sarebbe evoluto molto più tardi.

“Red, but not dead!“ potrebbe essere uno slogan pubblicitario per invogliare i turisti spaziali a visitare Marte, il pianeta rosso…

03 Micael Chrichton 34Nel 2017 il Los Alamos National Laboratory, ha pubblicato sul Geophysical Research Letters uno studio che rivela una presenza di grandi quantità d’acqua su Marte per molto più tempo di quanto ritenuto in precedenza.

I dati sono stati ottenuti da Curiosity, il rover della NASA che dal 2012 va a spasso per il cratere Gale, una depressione larga 96 miglia causata dalla caduta di un asteroide per scoprire se Marte sia mai stato abitabile.

In pratica esso ha individuato degli aloni di silice: una traccia inequivocabile di presenza d’acqua fino a tempi abbastanza recenti, almeno in termini astronomici, mostrando che il cratere Gale una volta ospitava un lago.

Anche se l’acqua del bacino alla fine è evaporata, una notevole quantità è rimasta sul fondo del cratere molto più a lungo di quanto si credesse.

Ora gli scienziati dovranno stabilire esattamente quanto sia durato questo ambiente favorevole alla vita e soprattutto se l’acqua marziana possa effettivamente aver contenuto forme viventi, (nelle due foto appaiate si può vedere come è adesso e come poteva apparire nella sua antica forma piena di acqua).

03 Micael Chrichton 28

Ma non è finita, il rover Curiosity ha rilevato anche la presenza di boro, un ingrediente chiave per la vita in alcune "vene" di solfato di calcio sulla superficie rocciosa del “pianeta rosso”. Questo dato emerge da un dettagliato studio pubblicato da Patrick Gasda, un ricercatore presso il Los Alamos National Laboratory sulla rivista Geophysical Research Letters.

Poiché i borati sono un possibile ponte da molecole organiche semplici a RNA - che come si è detto è uno dei mattoni della vita - trovare boro su Marte significa che esso era presente nelle acque sotterranee di Marte e che il cratere Gale potrebbe essere stato una dimora della vita, poi forzata sottoterra quando un disastro ha trasformato il pianeta in un "gelido deserto".

Continuando nelle pellegrinazioni di Curiosity, nel 2014 il rover aveva registrato degli “sbuffi” di metano. In precedenza, le osservazioni satellitari avevano rilevato un basso livello di fondo del metano su Marte, spiegabile con l'effetto causato dai raggi del sole che – non essendo schermati - degradano il materiale organico eventualmente depositato dalle meteore che cadono su di esso. I satelliti avevano anche rilevato insoliti pennacchi di metano sul pianeta, ma nessuno straordinario come l'improvviso "sfogo" misurato nel cratere Gale dalla analisi chimica effettuata dal TAS-Tunable Laser Spectrometer del rover.

03 Micael Chrichton 29Paul Mahaffy, ricercatore presso la NASA riporta sulla rivista Science la scoperta che i picchi di metano rilevati nel cratere Gale sono transitori: le letture effettuate dallo spettrometro di Curiosity in un'area di 300 metri quadrati erano aumentate di 10 volte in soli 60 SOL [N.d.A.: il giorno marziano]. Poi, quando il rover aveva percorso un ulteriore chilometro, i picchi di metano erano scomparsi.

Ora, se la vita è il principale produttore di metano sulla Terra, ci sono molti processi non biologici che possono anch’essi generare il gas.

Per quanto riguarda Marte, ad esempio, potrebbe essere stato rilasciato dall’impatto con asteroidi che contengono - appunto - metano. Tuttavia, nessuna recente caduta era stata registrata nei pressi del cratere Gale.

Inoltre la breve scala temporale dei picchi di metano significa che è improbabile che il gas sia stato rilasciato nei Clatrati: i depositi vulcanici intrappolati nel ghiaccio, né sembravano provenire dal rilascio di metano gassoso legato al suolo.

Mahaffy è stato cauto nel saltare alle conclusioni, ma il suo articolo conclude che la metanogenesi - la formazione di metano come gas di scarto da parte di batteri noti come metanogeni – potrebbe essere una risposta all'enigma.

Ma, nel febbraio del 2017, Thomas Bristow, il ricercatore che si occupa del CheMin-Chemistry and Mineralogy, lo strumento situato all'interno di Curiosity che identifica e quantifica i minerali presenti nelle rocce e nel terreno prelevati nel Cratere Gale dal braccio robotico del rover, ha prodotto delle analisi che gettano un'ombra sulle teorie relative alle condizioni climatiche di Marte in epoche passate.

Infatti, i livelli di carbonato riscontrati sono centinaia di volte inferiori rispetto a quelli attesi e in grado di spiegare un'antica atmosfera ricca di CO2 in grado scaldare le temperature e rendere possibile l'acqua allo stato liquido sulla superficie del pianeta.

03 Micael Chrichton 30Nuovo colpo di scena. In un articolo pubblicato da Jens Frydenvang della Københavns Universitet (università di Copenhagen) sulla rivista Geophysical Research Letter viene segnalato che nel mese di maggio del 2017 Curiosity ha trovato degli insoliti depositi di sabbia che indicherebbero che sul pianeta in passato l’acqua allo stato liquido è esistita.

Questa affermazione deriva dallo studio di una foto, scattata dal rover sull'altopiano di Naukluft sulla vetta del monte Sharp all'inizio del 2015. In quella immagine, lo scienziato ha notato delle insolite spaccature nelle rocce piene di un materiale bianco sconosciuto, simile ad una roccia sedimentaria originata dall'erosione dell'acqua.

Fino ad ora gli scienziati pensavano che l'altopiano di Naukluft si fosse formato nell'epoca "senz'acqua" di Marte, pertanto la scoperta di queste venature ha spinto il gruppo scientifico di Curiosity a studiare la loro composizione con l'aiuto del cannone laser del CheMIn e dello spettrometro APXS.

É risultato che le spaccature nella roccia erano colmate con una sabbia fine, finita lì insieme all'acqua che - periodicamente - riempiva le crepe nelle rocce nel cratere quando Marte non era più in grado di sostenere l'esistenza "permanente" dei laghi.

03 Micael Chrichton 35Ma, per tornare al quesito di fondo del film di Crichton e cioè se è concepibile che – oggi - un organismo biologico alieno che viaggia nello spazio possa essere “catturato” da un veicolo spaziale e, una volta che il veicolo sia rientrato a terra, si comporti nel nostro ecosistema come il “fratello cattivo di Ebola”, decimando l’umanità…?

Perché, nel nostro passato, c’è già stato qualcosa del genere se consideriamo i galeoni spagnoli come “navicelle spaziali” che arrivavano nel “nuovo mondo” ed i conquistadores spagnoli come una specie aliena rispetto al continente americano: una specie portatrice di malattie che falcidiarono gli Aztechi, i Maya e gli Inca.

Nel 2014 Vladimir Solovyev, responsabile del segmento russo della ISS-International Space Station, dichiarò all'agenzia di stampa Itar-Tass che i cosmonauti russi avevano trovato del plancton e microscopici organismi all’esterno degli oblò della stazione spaziale. La notizia però non venne confermata dalla NASA. Pertanto che essi abbiano effettivamente trovato qualcosa proveniente dallo spazio o che il materiale trovato arrivi invece dalla Terra non è dato di saperlo.03 Micael Chrichton 31

Questa seconda ipotesi (il materiale biologico proveniente dalla terra) potrebbe essere avvalorata da uno studio del 2013 che ha trovato tracce di vita microbica da cinque a dieci miglia sopra la superficie del pianeta. Inoltre un invertebrato microscopico, noto come tardigrado, è sopravvissuto al vuoto dello spazio per 10 giorni ed alla esposizione a radiazioni un centinaio di volte sufficienti ad uccidere gli esseri umani...

Altri esperimenti hanno dimostrato che i tardigradi possono sopravvivere a pressioni e temperature estreme: da -273 a +149 gradi Celsius e sono in grado di sospendere il proprio metabolismo in modo reversibile entrando in uno stato di disidratazione chiamato criptobiosi.

In questo tipo di animazione sospesa, il loro metabolismo scende a meno dello 0,01% del normale, con il contenuto di acqua ridotto all'1% del normale. Oltre ai tardigradi, alcune spore batteriche sembrano essere “progettate” per sopravvivere alle basse temperature ed alte radiazioni che contribuiscono alla ostilità dello spazio alla vita.

03 Micael Chrichton 32Da qui gli sforzi della NASA ed altre agenzie spaziali per costruire veicoli spaziali in condizioni sterili.

Ma una nuova ricerca rivela che le agenzie spaziali avranno bisogno di nuovi metodi per sterilizzare i futuri esploratori planetari, perché quelli attuali hanno lasciato la porta aperta a forme di vita più resistenti.

Per esempio, le spore di Bacillus pumilus SAFR-032 hanno mostrato una resistenza particolarmente elevata alle tecniche utilizzate per pulire i veicoli spaziali come la radiazione ultravioletta e il trattamento con perossido, e sono sopravvissute anche nel vuoto dello spazio.

Presso il Biotechnology and Planetary Protection Group presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA è stato verificato che alcune spore con più alte concentrazioni di proteine associate alla resistenza UV sono sopravvissute ai rigori dello spazio dopo essere state poste per 18 mesi all’interno della EuTEF-European Technology Exposure Facility - una piattaforma per molteplici tipi di esperimenti scientifici da condursi nel vuoto dello spazio - montata all'esterno della stazione spaziale.03 Micael Chrichton 33

L’Outer Space Treaty (trattato sullo spazio extra-atmosferico) delle Nazioni Unite proibisce la contaminazione di mondi potenzialmente fertili con i nostri batteri terrestri. Così i programmi spaziali stanno cercando di impedire qualsiasi rapporto falso positivo dalle proprie sonde.

Perché sarebbe piuttosto imbarazzante affermare di aver trovato la vita su Marte, solo per poi ammettere che siamo stati noi a portarcela…

Come si vede, la scienza continua a non avere riscontri definitivi e – allora - la risposta (di fantasia, ma non troppo) ce la dà il finale del film, in perfetto “stile” Crichtoniano…

Il Dr. Stone, davanti alla commissione d’inchiesta che indaga sul caso, comunica che il “ceppo” Andromeda è ormai sotto controllo. Un membro della commissione gli domanda allora che cosa faranno se in futuro dovessero incontrare un altro organismo biologico nello spazio.

La risposta di Stone, visto che la crisi era stata generata proprio da quel complesso politico-militare che aveva avviato un progetto per riportare sulla terra un organismo alieno - il film Alien (1979) di Ridley Scott si baserà poi su questo presupposto - dà la misura della spada di Damocle che pende sulla testa dell’umanità: «Precisely. What do we do?» (Esatto… Cosa facciamo…?) .

E - come contrappunto - l’ultima sequenza del film mostra un cristallo verde di Andromeda sotto un microscopio elettronico con un ingrandimento a 310.138x che inizia a crescere e a mutare. Arrivato ad un ingrandimento di 989.000x, l’elaboratore che comanda il microscopio va in arresto "601" per sovraccarico di dati …
03 Micael Chrichton 06


Passiamo ora a Westworld/Il mondo dei robot (1973) dove Crichton rielabora il tema classico della ribellione delle macchine agli esseri umani, mettendola in relazione con la complessità dei sistemi informatici.

03 Micael Chrichton 36Il film è ambientato a Delos, un futuribile parco a tema per adulti costituito da tre differenti “mondi”: Westworld (il selvaggio west americano), Medievalworld (un castello della Europa medioevale) e Romanworld (la città di Pompei nella antica Roma): a parte qualche breve scena negli ultimi due mondi praticamente tutta la storia si svolge a Westworld.

Con questo film Crichton introdusse un termine che – poi – è entrato nella vita reale e nel linguaggio di tutti. Infatti in Westworld venne usata per la prima volta la definizione di virus in relazione al malfunzionamento di una rete di computer.

Il film è un precursore del tema presente in molti successivi film - come ad esempio Terminator (1984) -  relativo non al singolo Robot che si ribella, ma a macchine progettate e costruite da altre macchine che, a seguito di un processo evolutivo  autonomo non verificabile dai progettisti umani, vanno fuori controllo e perseguono le finalità della propria programmazione senza più inibizioni nei confronti degli esseri umani.

Ecco che – ricordando che si sta parlando del lontano 1973 – Crichton anticipa un concetto legato ai moderni computer quantici - con una potenza di calcolo enormemente superiore a quella dei computer convenzionali - legati alle Neural Network (reti neurali) ed al Deep Learning (apprendimento profondo) applicato alla AI-Artificial Intelligence (Intelligenza Artificiale) facendo dire al supervisore del centro di controllo di Westworld:

03 Micael Chrichton 00 2We aren't dealing with ordinary machines here. These are highly complicated pieces of equipment. Almost as complicated as living organisms. In some cases, they have been designed by other computers. We don't know exactly how they work..

Ma qui non si tratta di macchine comuni. Queste sono il prodotto di una tecnologia avanzata, avveniristica, che hanno quasi la complessità di un organismo vivente. In molti casi sono state impostate da altri computer. Non sappiamo esattamente come funzionano.

 

Ai giorni nostri, le reti neurali non solo sono in grado di fare meglio cose che anche noi facciamo, ma si muovono con scioltezza in campi in cui la nostra mente fa enormemente fatica, fino a far affermare agli scienziati che alcune soluzioni cui essi pervengono sono sicuramente corrette, ma incomprensibili…03 Micael Chrichton 37

In Westworld c'è poi un elemento collaterale che al tempo fece sorridere: l'utilizzo nei vari "mondi" del parco a tema di Robot Whores (robot prostitute) nelle vesti di cortigiane, matrone romane e donnine da saloon con le quali si intrattengono gli ospiti maschili del parco.

Il marketing non vide l'ora di metterci le mani e, se prendiamo il claim della locandina del film, si può leggere uno smaccato ammiccamento al “turismo sessuale”:

“The playcentre for sensation seekers, where robot men and women do anything for you. And nothing can possibly go wrong…” (il parco giochi per chi cerca sensazioni eccitanti, dove gli uomini e le donne robot fanno qualsiasi cosa per te. E niente può andare storto ...).

Questo quarant'anni fa. Oggi – a Barcellona – ha aperto Lumi Dolls il primo Sex-Dolls Brothel (bordello delle bambole sessuali) che offre ai sui clienti quattro modelli di RealDoll.

[N.d.A.: con questo brand name si intende una Sex Doll, una bambola sessuale di ultima generazione - ideata dallo scultore Matthew McMullen e costruita dalla Abyss Creations - dotata di un endoscheletro in PVC che permette le stesse posizioni di un essere umano ed ha un corpo in silicone che riproduce le fattezze di una donna in maniera iperrealistica].

Ecco come si propone Lumi Dolls nel proprio sito web:

world's first brand to offer sexual encounters with SexDolls, totally realistic dolls both in the movement of their joints and in touch, which will allow you to fulfill all your fantasies without any limits (primi al mondo a offrire incontri sessuali con SexDolls, bambole iper-realistiche sia nel movimento delle loro articolazioni sia al tatto, che ti permetteranno di realizzare tutte le tue fantasie senza limiti).

03 Micael Chrichton 38Ma la tecnologia va oltre e un'altra realtà sta entrando nella nostra società: i Sexbot (robot sessuali) come “Harmony”, la RealDoll che è anche in grado di interagire grazie al fatto che è dotata di Intelligenza Artificiale. Questo le consente di conoscere i gusti del suo proprietario in termini di cibo, film, libri e musica arrivando a citare un sonetto di Shakespeare da lei recuperato attraverso Internet.

Lo scienziato britannico e “futurologo” Ian Pearson afferma che le persone avranno rapporti sessuali ed emotivi con i robot entro il 2030 e che il sesso human-robot alla fine supererà il sesso human-human entro il 2050.

Ora si confronti la sequenza del film dove una attrice interpreta la parte della Robot-Whore con il collage delle “parti” selezionabili a catalogo (inclusi, ovviamente, seni, capezzoli e vagine) di Harmony: Beh, Crichton l’ha azzeccata, non è vero…?

A parte questa disgressione, c’è una sequenza che calza a pennello per questo capitolo: l’arrivo su una barella in un reparto di manutenzione che assomiglia ad una asettica sala operatoria, del “Robot-Gunslinger" (pistolero-robot).  L'indimenticabile personaggio interpretato da Yul Brynner che appare con lo stesso total black che indossava in The magnificent seven/I magnifici sette (1960) e riesce a rendere la fissità delle limitate espressioni programmate nel robot, mentre un paio di lenti a contatto danno ai suoi occhi uno scintillio malvagio.03 Micael Chrichton 07Ma c’è un altro elemento a favore della immaginazione di Michael Crichton: l’essere stato un pioniere della computer graphic applicata al cinema.

Cinque anni prima, Stanley Kubrick aveva utilizzato un obiettivo a grandangolo per mostrare le percezioni di HAL 9000, il computer paranoico di 2001 a space odissey/2001 odissea nello spazio. Crichton – per il suo Guslinger – voleva qualcosa di più… Che la prospettiva del Robot, che gli spettatori avrebbero visto in “soggettiva” sullo schermo, fosse esattamente quella di una macchina elettronica…

03 Micael Chrichton 00 2… a bizarre, computerized image of the world […] with flashed-up calculated figures […] which represent shifts in the Gunslinger’s concentration.
…una immagine bizzarra e computerizzata del mondo […] con una elaborazione lampeggiante delle figure delle persone […] che rappresenti i movimenti nella percezione del pistolero.


L'effetto immaginato dallo sceneggiatore/regista altro non era che la funzione di pixelizzazione della computer graphic. L’unico, piccolo, problema era insito nel fatto che e questa tecnologia - semplicemente - non esisteva nei primi anni ’70!

Per dare una idea dello “stato dell’arte” della grafica computerizzata del tempo, basti sapere che per avere due minuti complessivi di questo effetto speciale, Crichton si rivolse alla divisione di Computer Imagery del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena.03 Micael Chrichton 08

Ora, per capire con “chi” aveva a che fare il regista, il JPL è un ramo della NASA-National Aeronautics and Space Administration che alla fine degli anni ’60 era all’avanguardia nel digital imaging.

Infatti, per la prima volta, aveva convertito i segnali analogici del veicolo spaziale Ranger in immagini digitali con miglioramento da computer.

Ai giorni nostri, i sistemi di imaging sviluppati dal JPL e montati sulla navicella spaziale Mars Odisssey sono riusciti a rivelare la presenza di acqua congelata sul pianeta rosso.

Nel settore medicale il JPL è all’avanguardia nel settore dei MicroSurgery Robot (robot per la microchirurgia) con una workstation assistita che consente di operare il cervello, l'occhio, l'orecchio, il naso, la gola, il viso e la mano utilizzando il controllo di movimento compensato dal computer per ridurre drasticamente gli effetti dell'impercettibile tremore muscolare nella mano del chirurgo.

Torniamo a Crichton che espone la sua richiesta ai tecnici del JPL

03 Micael Chrichton 09Essi, abituati agli stanziamenti miliardari del governo degli Stati Uniti durante la "corsa allo spazio" gli rispondono che la cosa è fattibile ma che quei due minuti di filmato realizzati secondo le sue richieste avrebbero richiesto nove mesi di lavoro per essere completati e sarebbero costati duecentomila dollari: una spesa impossibile per un film a basso costo come quello che stavano girando.

Crichton allora si rivolse ad un animatore di Hollywood: John Whitney Sr. che aveva collaborato con Alfred Hitchcock realizzando insieme al celeberrimo graphic designer Saul Bass, la sequenza dei titoli di testa del film “Vertigo” (La donna che visse due volte).

Ma questi lo affidò al figlio John Whitney Jr. specificando che il giovane era proprio “the best bet” (la scelta migliore) in quanto si era approcciato ai computer per realizzare delle animazioni…

Il giovane Whitney ebbe l’idea risolutiva di dividere ogni fotogramma in piccoli riquadri calcolando il colore medio in ciascuna area, trasformando una immagine cinematografica in alta risoluzione in un blocco a bassa risoluzione. Fu così che vennero realizzati i primi due minuti di grafica computerizzata all’interno di un film.


Coma/Coma Profondo (1978) è un thriller sceneggiato e diretto da Crichton, tratto dall’omonimo romanzo di Robin Cook - altro medico scrittore - che si svolge proprio in ambito ospedaliero.

03 Micael Chrichton 10Se osserviamo i primi 4 fotogrammi del collage - presi dal trailer di presentazione del film - abbiamo tutti gli elementi tipici di un Medical Drama: la facciata di un moderno ospedale e la preparazione del personale medico ad un intervento chirurgico di “routine”.

Ma gli ultimi due fotogrammi inseriscono una variabile che fa saltare questo classico impianto: la pupilla della paziente al termine della operazione rimane dilatata quando viene illuminata dal fascio di luce di una torcia a stilo. Qualcosa è andato storto: la paziente è entrata in coma, coma profondo…

Ed è da questa premessa che lo spettatore viene portato, passo passo, verso il "Jefferson Institute" una grande clinica privata, convenzionata con lo Stato, specializzata nel trattamento di pazienti cronici in coma irreversibile.

Essi – unicamente per questioni di ottimizzazione dei costi di gestione della struttura – sono sistemati in una speciale sala dove - intubati e sotto lampade UV - sono tenuti sospesi in aria tramite funi, per evitare piaghe da decubito, mentre un computer controlla la gestione delle loro funzioni vitali.

Ecco come recita la tagline della locandina originale del film, che - stupidamente - non è stata proposta in italia

Imagine your life hangs by a thread. Imagine your body hangs by a wire. Imagine you're not imagining” (Immagina che la tua vita sia appesa ad un filo. Immagina che il tuo corpo penzoli appeso ad una fune. Immagina di non immaginare).

03 Micael Chrichton 11 03 Micael Chrichton 13

 03 Micael Chrichton 00 2Coma to me is very interesting. It has a medical background, and I have that, and secondly,
it’s the kind of story that I like, because it’s based on a premise that is not impossible.
It’s a possible idea carried to an extreme.
Coma è per me molto interessante [perché] ha una base culturale medica – che io stesso possiedo -
e, in secondo luogo, è il tipo di storia che mi piace, perché è basata su una premessa
che non è impossibile. È un'idea possibile portata all’estremo.

 

  
Nel film – che ha l’impianto del thriller – al di là delle sequenze emozionanti che generano la classica tensione empatica verso l’eroina, comincia ad emergere nello spettatore un altro sentimento: l’angoscia di ciò che egli teme di scoprire e che si paleserà quando verrà svelato che i pazienti in coma profondo accuditi presso l’inquietante Jefferson Institute, sono solo contenitori di “spare part” (pezzi di ricambio) per trapianti commissionati da facoltosi ammalati.03 Micael Chrichton 14

Ciò che spaventa lo spettatore è appunto l'implicito di quella “…idea possibile portata all’estremo”: la prospettiva di un genere umano scientificamente mercificato. Non come soggetto intero ma come insieme di parti, i suoi organi interni. Cosa che – oggi – sta puntualmente avvenendo nella realtà.

Ormai il problema fondamentale nell’ambito dei trapianti di organi è la persistente differenza tra domanda ed offerta, tra il numero di coloro che sono in attesa di un trapianto (e che vedono ridursi di giorno in giorno le proprie possibilità di sopravvivere) e il numero di organi disponibili: siano essi espiantati da persone decedute che hanno disposto la donazione o coloro che – altruisticamente - sono disposti a donare un proprio organo per salvare la vita di un altro individuo.

La situazione a livello mondiale è drammatica: secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) in Europa, Usa e Cina si trapiantaino annualmente circa 20mila organi, Un numero di interventi che - sempre secondo l'organizzazione - soddisferebbe solo 10% della domanda mondiale, con liste di attesa che attestano una richiesta di 100 mila organi.

03 Micael Chrichton 15Senza entrare nel territorio oscuro della pratica di espianto/trapianto clandestino di organi con eliminazione del "donatore" in cui i casi acclarati sono stati pochissimi e tralasciando i trapianti effettuati in quei paesi come Pakistan, Turchia, Tunisia, Egitto, Iran e alcuni Stati del cento e sud d’America, dove la vendita degli organi risulta essere una pratica legale, le stime – per difetto - dei trapianti effettuati utilizzando organi procurati dal mercato nero, sono del 10%.

Informazioni desunte da LexisNexis e MedLine mostrano negli ultimi anni 2.000 innesti illegali di reni in Pakistan, 3.000 nelle Filippine, 500 in Egitto e diverse centinaia in Moldavia.

[NdA: LexisNexis è una banca dati full-text in ambito giuridico e finanziario e MedLine - Medical Literature Analysis and Retrieval System Online è un database bibliografico di scienze della vita e discipline biomediche, a cui si accede attraverso il motore di ricerca gratuito PubMed].

L’industria del trapianto consiste in una catena logistica dove l’efficienza nel raccordo tra donatore e recettore, sono fondamentali e i guadagni ammontano a 15-20 volte il capitale investito. All’espianto un organo vale tra i 5 e i 10 mila dollari, per arrivare al trapianto a 70-100 mila dollari, fino a 250 mila, se l'organo è "raro" o la lista di attesa è lunga.

Il prezzo pagato ai donatori sul mercato nero è una piccolissima frazione di tali importi, perché il prezzo è deciso dai broker, prendere o lasciare... Perché ci sarà sempre un disperato ancora più disperato pronto a dare una parte di sé senza pretese.

03 Micael Chrichton 16Per un rene, ad alcuni donatori vengono offerti solo 1.000 dollari. In Pakistan le spese di viaggio e ospedalizzazione del donatore, pari a 500 dollari, di solito vengono detratte dal prezzo concordato con il donatore del rene.

La vendita all’asta dell’organo appena espiantato nel "Jefferson Institute" di Coma - effettuata al telefono da una manageriale infermiera/banditrice d'asta supportata da un solerte contabile che le legge l’andamento dei prezzi su un video a fosfori verdi del suo PC, è preistoria…

Perché oggi tutto avviene nel Dark Web (web oscuro), quella parte del Deep Web (web sommerso) solitamente irraggiungibile attraverso una normale connessione Internet  giacente su reti sovrapposte (DarkNet) a quella ufficiale come Tor, I2P e Freenet.

E non si fa più un asta in Dollari, Sterline, Euro, Yen o Youan… Bensì viene utilizzata una nuova valuta: il Bitcoin. Una moneta elettronica creata nel 2009 da un anonimo inventore, noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto.

03 Micael Chrichton 39Il Bitcoin, a differenza delle valute tradizionali, non fa uso di un ente centrale: esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni e sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali, come la generazione di nuova moneta e l'attribuzione della proprietà. Inutile dire che il possesso e il trasferimento delle monete è anonimo.


Per ultimo, in questi esempi di romanzi e film di Michael Crichton che hanno degli elementi intriseci legati alle sue competenze mediche e biologiche, ecco una delle pellicole di maggiore incasso della storia del cinema: Jurassic Park (1993) ed il sequel The Lost World: Jurassic Park/Il mondo perduto - Jurassic Park (1997) per la regia di Steven Spielberg.03 Micael Chrichton 44

Il primo grande film a fare uso di CGI-Computer-Generated Imagery (immagini generate al computer) nelle sequenze dove i dinosauri interagiscono con gli attori.

Crichton ha rinnovato il fascino che si prova nei confronti dei dinosauri, in almeno due generazioni di ragazzi (e non solo ragazzi), sapendo includere le teorie più all'avanguardia nella tecnologia molecolare, sequenziamento genetico, embriologia, clonazione e le nuove teorie paleontologiche sul comportamento dei dinosauri.

Ma, con la tecnologia che abbiamo oggi, potremmo davvero riportare sul nostro pianeta i dinosauri come in Jurassic Park?

La risposta è no, perché I dinosauri si sono estinti e l’estinzione è permanente, per varie ragioni.

In primo luogo è necessario trovare del DNA intatto delle specie in questione. L'ambra è uno dei conservanti migliori del DNA, quindi l’acido desossiribonucleico di un dinosauro nell'ambra dovrebbe fare al caso nostro.

[03 Micael Chrichton 42N.d.A.: l’ambra (in greco antico elektron) è una qualsiasi resina emessa dalle conifere che - successivamente - con il passare delle ere geologiche si è fossilizzata conservando al proprio interno resti vegetali, funghi, insetti e molto più raramente, vertebrati].

Effettivamente, nella realtà, sono state trovate delle zanzare fossili intrappolate nell’ambra: la più antica, il Burmaculex antiquus, è stata ritrovata all’interno di un’ambra birmana della metà del Cretaceo. Poi, il sangue di zanzara del genere Culex conservata in un'ambra dominicana di 45-15 milioni di anni conteneva parassiti della malaria degli uccelli.

Ma il problema è che il DNA si degrada nel tempo, anche nell'ambra. Nel corso di diversi milioni di anni, si verificano molte perdite letali di segmenti della doppia elica del DNA e queste lacune non possono essere riparate; le loro informazioni sono perse per sempre.

Un altra complicazione è data dall’estrarre il DNA di un dinosauro, partendo da un insetto racchiuso nell’ambra. A parte l’enorme problema di separare il materiale genetico dell’insetto da quello del dinosauro, ci si potrebbe ritenere fortunati ad estrarre alcuni pezzi di DNA intatto: certamente non l'intero genoma dell'animale.

Poi è necessario sequenziare il DNA per scoprire qual è il codice genetico dell'animale. [N.d.A.: Il sequenziamento del DNA è la determinazione dell'ordine dei diversi nucleotidi (quindi delle quattro basi azotate che li differenziano,cioè Adenina, Citosina, Guanina e Timina) che costituiscono l'acido nucleico]. Si sta parlando di qualcosa come diversi miliardi di lettere unite in una catena. Decisamente una cosa molto più difficile da farsi che ricostruire uno scheletro di dinosauro dalle sue ossa. Per dare una idea, le probabilità di assemblare correttamente un genoma frammentario sono pari a quelle di comporre un puzzle da un milione di pezzi ad occhi chiusi…03 Micael Chrichton 43

Andando avanti, anche supponendo di aver ottenuto dei cromosomi di dinosauro, a questo punto si dovrebbe impiantarli in un uovo compatibile, vivo e intatto. Le uova di coccodrillo o anche le uova dello stesso genere di dinosauro, non funzionerebbero.

Nei vertebrati, l'uovo (o il citoplasma) della stessa specie (o per lo meno strettamente correlato) sembra essere necessario affinché l'ovulo si sviluppi normalmente.  E in questo caso il problema è che pur avendo il DNA non si sa di che specie sia.

Infine, se anche si riuscisse ad arrivare a far schiudere l’uovo di dinosauro, il piccolo entrerebbe in contatto con un mondo pieno di germi per i quali i suoi progenitori non avevano sviluppato alcuna resistenza: si pensi all’esempio già fatto per le civiltà precolombiane.

Per non parlare del fatto che anche su un'isola tropicale i dinosauri morirebbero in quanto l'ecosistema risulterebbe completamente differente rispetto a quello nel quale essi erano "progettati" dalla natura per vivere

Al di là del fatto che nella fantascienza la scienza non ha il dovere di essere accurata al 100%, Chrichton – nel parco tematico sui dinosauri a Isla Nublar, l’ha resa plausibile e logica.

Grazie agli effetti speciali, le scene in cui i Velociraptor o il Tirannosaurus Rex inseguono i protagonisti sono mozzafiato. Ma ciò che interessa veramente a Crichton è mostrare - attraverso una ipotesi "al limite" la sua preoccupazione che la scienza sia sempre più guidata da concetti e figure teorici così grandi da risultare letteralmente incomprensibili alla mente umana.

Infatti, se nel film il Dr. Wu - lo scienziato capo del parco - è solo per metà consapevole di ciò che esattamente i suoi programmi software stanno facendo quando replicano il DNA del dinosauro, nella realtà gran parte della attuale ricerca sul DNA ricombinante viene effettuata utilizzando supercomputer che agiscono secondo logiche per certi versi imperscrutabili.

03 Micael Chrichton 45Ecco quindi che Crichton applica alla biologia di Jurassic Park gli stessi meccanismi di “Default & Failure” (difetto e guasto) di vasti sistemi informatici, evidenziati in Westworld, lanciando un nuovo allarme ad una società sempre più dipendente dalla tecnologia.

In Westworld abbiamo un virus informatico che produce comportamenti aberranti da parte dei Robot che iniziano a non rispettare l’imperativo di non far del male agli ospiti del parco. In Jurassic Park la disattivazione dei computer e delle connessioni alla rete che gestisce i sistemi di sicurezza del parco, provocheranno la fuoriuscita dei dinosauri dai recinti non più elettrificati. In entrambe i casi trasformando parchi a tema dal sapore Disneyano nei peggiori mondi possibili.

Ma la chiave di lettura più profonda fornita da Crichtnon  è che un sistema chiuso e predeterminato come quello di Jurassic Park - per inciso analogo a quelli di Westworld e di WildFire - è destinato all’implosione.

Infatti, anche se il sistema informatico di John Hammond - il personaggio interpretato da Richard Attenborough che Crichton descrive come la versione malvagia di Walt Disney - è stato progettato per anticipare eventuali disastri che potrebbero accadere nel suo parco di dinosauri - un altro personaggio, il matematico Ian Malcolm (Jeff Goldblum) afferma che controllare i dinosauri è qualcosa al di là delle capacità umane, a causa delle leggi della teoria del caos che governano tutti i sistemi naturali o artificiali.

Nel funzionamento di un sistema complesso come Jurassic Park, piccoli cambiamenti nelle condizioni iniziali portano a drastiche modifiche nei risultati. Pertanto qualcosa di inaspettato dovrà accadere e nessun programma per computer può essere progettato per impedire che si manifestino i pericoli correlati ad una forma biologica pericolosa come un dinosauro carnivoro, riprodotta nell’attuale contesto ambientale, totalmente differente dall’era geologica del Giurassico…

E, per far capire allo spettatore di cosa sta esattamente parlando, Malcolm usa la metafora del “Butterfly effect” (effetto farfalla) per spiegare la teoria del caos alla paleobotanica Ellie Sattler (Laura Dern)

03 Micael Chrichton 00 2

A butterfly can flap its wings in Peking, and in Central Park you get rain instead of sunshine.
Una farfalla batte le ali a Pechino e a New York arriva la pioggia invece del sole.

 

La spiegazione di questa metafora - ben conosciuta dagli amanti del cinema che se la sono vista presentare in molti film, anche non di fantascienza - è che un semplice movimento di molecole d'aria generato dal battito d'ali dell'insetto possa causare una catena di movimenti di altre molecole fino a scatenare un uragano.

Essa però è ispirata da uno dei più celebri racconti fantascientifici di quell’eccezionale visionario di nome Ray Bradbury, che nel 1952 scrisse il racconto “A Sound of Thunder” (Rumore di tuono) in cui si immagina che grazie a una macchina del tempo, vengano organizzati dei safari temporali per turisti. In una remota epoca preistorica, un escursionista del futuro calpesta una farfalla e questo fatto provoca una catena di allucinanti conseguenze per la storia umana.

In pratica, l'espressione racchiude in sé la nozione tecnica di dipendenza sensibile alle condizioni iniziali, presente nella teoria del caos, dove l’idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema. Alan Turing, in un saggio del lontano 1950, anticipava questo concetto:

03 Micael Chrichton 00 2The displacement of a single electron by a billionth of a centimeter at a given moment, it could mean the difference between two very different events, such as the killing of a man a year after, due to an avalanche, or its salvation.
Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l'uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga, o la sua salvezza.

 

La metafora della farfalla venne infine ripresa da Lorenz nel 1972 in una sua conferenza che – appunto - si intitolava: "Does the flap of a butterfly’s wings in Brazil set off a tornado in Texas?” (può, il batter d'ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas?).

03 Micael Chrichton 40Se ancora la teoria del caos appare come qualcosa di nebuloso, si osservi questa brevissima animazione in grafica.

Essa mostra tutta la terribile potenza del caos anche in un modello molto semplice e ci fa comprendere che – almeno nel nostro universo - esso è davvero la regola piuttosto che l'eccezione…

A computer è stato costruito un pendolo doppio che comprende due collegamenti rigidi di massa trascurabile con masse puntiformi attaccati alle estremità delle articolazioni.

I collegamenti sono colorati a seconda della tensione istantanea. Una combinazione di colore rosso viene impiegata durante le tensioni e uno schema di colore blu durante la compressione.

All’avvio, quando il doppio pendolo è tenuto a 90 gradi e poi rilasciato - il suo movimento appare inizialmente normale.

Ma il caos inizia presto ad interagire con il punto finale del pendolo e, al termine della prova, casualmente copre tutto lo spazio a sua disposizione per una data energia di partenza.

Per concludere questa parentesi dedicata a Michael Crichton riportiamo l'affermazione di Stephen Spielberg che fu legato a Crichton da una amicizia personale oltre che professionale:

03 Micael Chrichton 20

«Michael brought credibility to incredible subject matter. He was a master builder of a scientific logic to keep the science fiction grounded».

(Michael ha portato credibilità a soggetti incredibili. Era un maestro nel costruire una logica scientifica per mantenere la fantascienza con i piedi per terra).

Ora, con questa più precisa visione delle tematiche mediche e gli elementi di critica sociale presenti nei libri e nelle sceneggiature di Michael Crichton, possiamo passare, nel prossimo capitolo, ad analizzare il successo della serie ER.

Una serie televisiva che - senza prese di posizione - descrisse quanto più fedelmente la realtà che il personale medico: dottori ed infermiere, così come i pazienti e le relative famiglie, viveva negli ospedali americani, mostrando i pregi e i difetti del sistema sanitario americano come nessuno fino ad allora aveva mai fatto: in maniera cruda, priva di retorica o moralismi. Una serie dove i protagonisti erano “reali” ed avevano connotazioni simili a quelle dei colleghi con cui Crichton aveva lavorato ai tempi della “sua” esperienza diretta in una Emergency Room.

Numeri precedenti (clicca sulle copertine per leggere)

  • Editoriale
    Autunno 2015 - Google
  • 1 a storia pizza
    Expo 2015 - Le parole del cibo
  • Editoriale Rotore
    Enigma e Betchley Park
  • Copertina Charlie Ebdo
    Speciale "Charlie Ebdo"
  • ghirlanda
    Novembre - Dicembre 2014
  • copertina-giu-ago-14
    Giugno - Agosto 2014
  • copertina-sett-ott-14
    Settembre - Ottobre 2014
  • Natale 2015 Pallina fucsia
    Natale 2015
  • banner agis1