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04 ER 45 newlogo04 ER 37 Nel 1974, scrissi la sceneggiatura di un film su quanto avviene nell’arco di 24 ore in un pronto soccorso. Completata la prima bozza, compresi che non seguiva la struttura di nessun copione che avessi mai visto: i personaggi non si risolvevano e non c'erano archi narrativi... I pazienti  andavano e venivano a caso... Il ritmo era vertiginoso...

Il dialogo era tecnico e le emozioni venivano volutamente sottostimate. Nel complesso quella sceneggiatura appariva caotica e decisamente non drammatica. Era il ritratto fedele della vita in un pronto soccorso.

Con queste parole Michael Crichton descrive la sua idea di un Medical Drama totalmente diverso, che doveva mostrare i pregi e i difetti del sistema sanitario americano come nessuno fino ad allora aveva mai fatto.

Egli poi prosegue nel racconto della sua gestazione:

... Pensavo che la sceneggiatura fosse fantastica, ma nessuno voleva realizzare il film, trovandolo troppo tecnico, troppo caotico e troppo veloce... È rimasta nel cassetto per i successivi diciannove anni - ripresa ogni cinque o dieci anni per qualche aggiornamento ed essere riproposta agli studi e le reti – ma ogni volta è stata rifiutata. Infine, la NBC ha realizzato una puntata pilota televisiva che alla fine è diventata una serie".

03 Micael Chrichton 00 2 In 1974, I wrote a documentary-style movie about what happened during 24 hours in an emergency room. I thought the screenplay was terrific, but nobody would make the movie, finding it too technical, too chaotic and too fast-moving.
It sat on the shelf for the next nineteen years-brought out every five or ten years, for updating, and for the studios and networks to look at, and reject yet again.04 ER 34 bis
Finally NBC made it as a TV pilot. And then it became a series.

 

C'è da dire che l'idea di raccontare le vicende di un pronto soccorso non nasce nella mente di Crichton come concetto a sé stante, ma è la naturale elaborazione di una sua precedente raccolta di racconti intitolata “Five Patients” (casi di emergenza) del 1970, in cui egli narra le storie di cinque pazienti - con patologie differenti - ricoverati presso un pronto soccorso.04 ER 02

Oltre che narrare le storie personali di ciascuno di essi, l'insieme dei racconti fa perno sulla loro esperienza di degenza in ospedae ed i trattamenti medici a cui sono sottoposti: un bell’esempio di contestualizzazione della cultura e delle pratiche ospedaliere statunitensi degli anni ’60.

Ma c'è un altro elemento - fondamentale - nella validità di  quei progetto. In quei racconti e nella successiva sceneggiatura, Crichton aveva trasferito la propria esperienza personale di giovane Resident Physician in un pronto soccorso di Boston. Già, ma cos'è una Residency e cosa fa un Resident Physician...?

La Residency (residenza) è uno stadio della formazione medica universitaria. Un "Resident" chiamato anche “House Officer” (interno) è un medico che possiede la qualifica di M.D. (Medical Doctor), o di D.O. (Doctors of Osteopathic Medicine) un medico osteopatico; oppure che ha conseguito un MBBS (Bachelor of Medicine, Bachelor of Surgery) laurea in medicina e chirurgia e che pratica la professione all'interno di un ospedale o di una clinica, sotto la supervisione di un Attending Physician.

04 ER 36Negli Stati Uniti e in Canada un Attending Physician  (chiamato anche"Rendering Doc" o "Staff Physician") è un medico curante che pratica la medicina nella specialità appresa durante la propria Residency.

Tipicamente l'Attending supervisiona i borsisti, i resident e gli studenti di medicina ed ha la responsabilità finale e legale della cura del paziente, anche quando molte delle decisioni immediate vengono prese dalle persone che sta supervisionando o da un  Advanced Practice Provider (cioè assistenti medici e infermieri professionisti).

Un Attending Physician può essere ancora in una fase di studio di una sottospecialità, in qualità di "Fellow" (borsista). Durante la "Fellowship" (borsa di studio) egli può agire come medico curante o consulente nel campo generalista in cui si è formato, come la medicina interna o la pediatria, ma solo dopo aver completato la fellowship nella relativa sub-specialità, egli è autorizzato a praticarla senza la supervisione diretta di altri medici di più alto livello.

Per capire meglio i personaggi di ER ed il ruolo che essi giocano all’interno del "County General Hospital" ecco un breve elenco della terminologia inglese, associata ad una Emergency Room

Per prima cosa, questo reparto può essere chiamato anche con altri nomi: "ED - Emergency Department" (reparto emergenze), "A&E - Accident & Emergency department" (reparto incidenti e emergenze), "Emergency Ward" (pronto soccorso) o "Casualty Department" (reparto vittime di incidenti).04 ER 03

Il “Triage” è il primo livello di attenzione medica a cui è sottoposto un paziente, per definire il grado di urgenza del trattamento a cui deve essere sottoposto e consiste in un rapido “assessment” (valutazione) della presenza di vital signs“ (segni vitali) e l’identificazione di un "chief complaint" (sintomo primario) come ad esempio: "chest pain" (dolore toracico), "abdominal pain" (dolore addominale), "difficulty breathing" (difficoltà respiratorie).

Nella maggior parte dei reparti di ER il Triage viene effettuato da un/una "triage nurse" (infermiere/a triage) sebbene anche altri operatori sanitari come i paramedics (paramedici) e i physician (medici) possano effettuarlo. Una prima valutazione può anche essere condotta via radio da un membro abilitato di un ambulance crew (equipaggio di ambulanza) in contatto con il pronto soccorso, durante il trasporto del paziente.

All’interno dell’ER è presente la “resuscitation area” (area di rianimazione) - spesso abbreviata dagli operatori in “resus” - che viene anche indicata come "trauma" in quanto il termine ha insito il concetto di ferita. In essa vengono gestiti i casi estremi di “life-threatening illness” (malattie potenzialmente letali) e di “injurie” (lesioni) in cui esiste un problema di sopravvivenza immediata.

Il tipico “resuscitation staffing” (personale di rianimazione) coinvolge un “attending physician” (medico specializzando) un “highly-specialized surgeon" (medico chirurgo specialista) e almeno uno o due infermieri con specifico addestramento in "ACLS - Advanced Cardiac Life Support”  (supporto avanzato di rianimazione cardiovascolare).

I pazienti in rianimazione possono anche essere assistiti da un: “resident” (interno), “radiographer" (medico specialista in radiologia), "ambulance personnel" (equipaggio d’ambulanza), "respiratory therapist" (pneumologo), "hospital pharmacist" (farmacista ospedaliero) e studenti di una di queste professioni a seconda della abilità necessaria per un determinato caso.

Ora, dopo questa full immersion nella terminologia di una Emergency Room, passiamo – finalmente - a raccontare la storia di questa serie che ha segnato un punto di svolta nei medical drama.

04 ER 04All’inizio del capitolo è stato citato il libro Five Patients. Anni dopo la sua pubblicazione Crichton insieme a Steven Spielberg - suo amico fin dai primi anni ’70 quando entrambi erano approdati a Hollywood per cercare la propria strada nel mondo del cinema - lo riprende in mano per dare alle storie in esso narrate una collocazione cinematografica.

I due lavorano sul testo, rimaneggiandolo, ma poi il progetto venne accantonato da Spielberg, in favore della trasposizione di un altro ormai famosissimo romanzo di Crichton: Jurassic Park.

Crichton, che continua ad essere profondamente interessato al progetto, decide di dirottarlo dal cinema alla televisione, perché si rende conto che una serie TV è il veicolo ideale per ampliare il discorso e lanciare al grande pubblico spunti di riflessione profondi sugli argomenti trattati nel suo libro.

Michael ha le idee molto precise: la "sua" sarà una serie dove i protagonisti sarebbero apparsi “reali”. Una serie che - senza prese di posizione - descrivesse quanto più fedelmente la realtà che il personale medico: dottori ed infermiere, così come i pazienti e le relative famiglie, viveva degli ospedali americani. Quella realtà che lui aveva vissuto in prima persona.

Un esempio...? Se noi fossimo un medico di pronto soccorso e una infermiera ci avesse svegliato all’alba, dopo un’ora di sonno rubata al secondo turno ininterrotto, non risponderemmo con le stesse battute del Dr. Greene se lei ci stesse informando che il paziente in emergenza sta per essere affidato ad un medico inesperto...? 

Nurse:

Dr.Greene:

Nurse:

Dr.Greene:

Nurse:

Dr.Greene:

Nurse:

Dr.Greene:


Nurse:

Dr. Greene

Dr. Greene…? Dr. Greene!

What is it?

Patient for you, Dr. Greene.

Can't the intern take it?

No, it's for you

What time is it?

Five o'clock

All right. Can't the intern take it?

It's Dr. Ross

Dr. Ross. I'll be right there.

Dottor Greene...? Dottor Greene!

Che c'è?

Un paziente per lei dottore.

Lo mandi da un aiuto.

No, è per lei.

Che ore sono?

Sono le cinque

E va bene...  Non può prenderlo un aiuto?

È il dottor Ross.

Dottor Ross... Arrivo subito.

 

Ma il progetto impaurisce i responsabili delle reti. Come spiega Crichton:

Molte volte, uno studio o una rete mi hanno detto che avrebbero fatto ER se lo avessi riscritto in una forma più convenzionale. Alla fine, sono diventato testardo […] Dopotutto avevo già aspettato vent'anni con la sceneggiatura nel cassetto.

L’amico Spielberg si offre di produrre il pilot e di sfruttare qualche conoscenza a cui affidare la realizzazione pratica del progetto. Crichton continua il suo racconto...:

Alla fine, la NBC accettò di girare la sceneggiatura come l’avevo scritta. È stata una decisione coraggiosa da parte loro […] Steven Spielberg era il padrino del progetto, e Jurassic Park, che era stato distribuito pochi mesi prima, era stato un grande successo.

John Wells, professionista di provata esperienza, divenne lo Showrunner del progetto e la storia dei “…medici in prima linea” – come reciterà la tag line della versione trasmessa in Italia, incominciò...

[NdA: nell'industria televisiva hollywoodiana, lo “showrunner” (produttore esecutivo) è responsabile delle operazioni “giorno per giorno” di una serie televisiva. Questa figura spesso combina in sé i compiti tradizionalmente assegnati allo “head writer” (sceneggiatore capo), executive producer (produttore esecutivo) e “script editor” (revisore del copione). Nel cinema il regista ha il controllo creativo di una produzione, in televisione lo showrunner lo sopravanza.]

La produzione richiese solo cambiamenti minimali alla sceneggiatura originale. 04 ER 05La prima modifica era legata al personaggio del Dr. Lewis : era meglio che fosse impersonato da una attrice semplicemente per un miglior bilanciamento dei ruoli maschili e femminili. Questo cambiamento non comportò alcuna modifica nei dialoghi e ciò la dice lunga sulla validità della sceneggiatura.

Poi, anche se Crichton non aveva specificato nulla al riguardo, i produttori decisero che il Dr. Benton fosse afroamericano, puntando ad una audience più vasta. Infine, la sceneggiatura originale fu accorciata di 20 minuti, per far rientrare l’episodio pilota nelle due ore previste dal palinsesto.

La puntata pilota di ER venne trasmessa il 19 settembre 1994, in concorrenza con la serie concorrente: Chicago Hope della CBS che era stata messa in onda il giorno precedente; ovvio che i critici televisivi le mettessero a confronto.

Il critico televisivo Marvin Kitman di Newsday scrisse un articolo molto favorevole su ER:

It's like M*A*S*H with just the helicopters showing up and no laughs. ER. is all trauma; you never get to know enough about the patients or get involved with them. It's just treat, release and move on". (…è come M*A*S*H con solo gli elicotteri e senza risate. ER è tutto trauma; Non riesci a familiarizzare abbastanza con i pazienti da essere coinvolto con loro: E tutto un trattamento, dismissione e “passa oltre”).

Eric Mink del Daily News affermava che sebbene ER avesse una percentuale di spettatori più alta in base all’Indice Nielsen, Chicago Hope raccontava storie migliori. Di contro Alan Rich, sulla rivista Variety, lodava la regia e l’editing di ER.

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Chicago Hope era realizzato ottimamente e puntava su elementi che - al tempo - erano considerati vincenti. In primo luogo un cast di grandi attori che spaziava da veterani del cinema come E.G. Marshall, a stelle emergenti come Mark Harmon (che successivamente passerà alla serie Navy NCIS), Thomas Gibson e Mandy Patinkin (in seguito nel cast di Criminal Minds). Poi, ottime sceneggiature di scrittori noti e supervisionati da David E. Kelley, il creatore della serie Ally McBeal.

Ma c’era un ultimo punto che fece la differenza… In Chicago Hope la narrazione si svolgeva nei luoghi classici dei medical drama: la sala operatoria, le camere dei pazienti e gli studi dei medici.

ER, puntava su un cast di attori, già affermati ma non famosi: Anthony Charles Edwards (Dr. Mark Greene), George Clooney (Dr. Douglas "Doug" Ross), Sherry Stringfield (Dr. Susan Lewis), Noah Wyle (Dr. John Carter), Eriq La Salle (Dr. Peter Benton), Laura Innes (Dr. Kerry Weaver) e Julianna Margulies (Nurse Carol Hathaway). Al cast regolare si aggiungeva una moltitudine di personaggi ricorrenti inseriti nelle puntate solo per poco tempo.

Ma, ecco il punto di rottura: ER offre un paesaggio diverso rispetto a quello del suo concorrente… Oltre alle sale operatorie - in cui normalmente si sviluppa la tensione narrativa più alta - moltissime scene concitate avvengono all’ingresso del pronto soccorso, fin dal piazzale antistante dove arrivano le ambulanze. Ed è lì che si gioca la vita o la morte del paziente!

Ogni volta che una barella irrompe improvvisamente nella scena, la tensione del momento viene trasferita allo spettatore grazie ai tagli sui primi piani dei volti tesi di medici e quelli sofferenti dei pazienti, alternati alle scene in movimento riprese da operatori che si muovono in simbiosi con gli attori nelle lunghe corse nei corridoi del pronto soccorso.

In quelle scene “affiancavi” i medici di ER. In Chicago Hope “assistevi” ad un intervento chirurgico. E questo era il risultato che Crichton voleva raggiungere, come emerge chiaramente dai suoi commenti in proposito:

… C'erano diversi problemi […] il primo era il ritmo; tutti coloro che erano coinvolti in TV avevano adottato da tempo una velocità di movimento e di dialogo che era molto più lenta della vita reale. […] Ma io volevo che ER corresse ad un ritmo più veloce del solito [anche se] all'inizio, gli attori erano a disagio a parlare così in fretta.
E volevo che sapessero snocciolare il discorso tecnico [ed avessero] un atteggiamento professionale, il che significava che non avrebbero dovuto "relazionarsi” ai pazienti nei modi comunemente attesi [...] È stato difficile convincerli a guardare la ferita e non i volti dei pazienti, quando stavano parlando con essi. Va contro l'istinto. Ma il comportamento professionale è ciò che dà allo spettacolo la sua qualità realistica. […]
Spesso una scena televisiva finisce con uno sguardo significativo o una pausa drammatica. Gli attori desiderano costruire le loro esibizioni attorno a quell'ultimo momento. […] Io volevo che lo spettacolo si interrompesse "prima" che accadesse "quel" momento.

Richard Zoglin editorialista di TIME, in un articolo pubblicato il giorno successivo alla puntata pilota di ER nelle prime righe sembrò stroncarla, descrivendo il suo autore come un neofita dei medical drama, salvo poi cambiare registro ed elogiare apertamente questa nuova serie:

È chiaro che nessuno ha spiegato a Crichton le regole del dramma televisivo. Come ad esempio non inserire troppe storie all’interno di un singolo episodio, specialmente se stai pensando di lasciarne qualcuna in sospeso. E non introdurre più personaggi di quanti gli spettatori possano comodamente conoscere in una volta sola. E non mostrare tragedie mediche a meno che non siano equilibrate con spettacoli di speranza e coraggio spirituale.
ER rompe tutti questi tabù e altro ancora. L’avvincente episodio pilota della durata di due ore si svolge in un arco temporale di 24 ore all’interno di un pronto soccorso di una grande città (Chicago), ed è probabilmente il più realistico dramma televisivo sulla professione medica che sia mai stato rappresentato.
Il ritmo è furioso, la narrazione frastagliata e inquietante. I casi clinici entrano ed escono: una mano mozzata, una ferita d’arma da fuoco, un bambino che ha inghiottito una chiave. E mentre alcuni sono seguiti fino a una conclusione, altri scompaiono senza una traccia.
Eppure l'episodio, diretto da Rod Holcomb, non è solo un mormorio cinematografico. I personaggi sono esaltati in pochi tratti […]. Il trionfo di ER è che dà una speranza [televisiva] anche nell'era del “time slot programming”. Un bello spettacolo può ancora farsi notare.

 [NdA: Il time-slot programming (ottimizzazione della fascia oraria) consiste nella riduzione della durata delle sigle di testa o di coda per evitare che lo spettatore passi ad un altro canale].04 ER 38

Apprezzamento che Zoglin manifesterà nuovamente in un successivo articolo - prendendo in prestito il titolo di un film del 1938 con Janes Cagney e Hunphrey Bogart"Angels with dirty faces - Its doctors aren't glamorous and it's stories aren't pretty, but ER is the season surprise hit" (Angeli con la faccia sporca - i suoi attori non sono affascinanti e le sue storie non sono gradevoli, ma ER è il successo a sorpresa della stagione".

E qui, partendo dalla stigmatizzazione delle sigle di apertura che Richard Zoglin faceva nel suo articolo, è utile inserire una parentesi per approfondire questo tema: gli opening credit. In generale per qualsiasi "TV Drama" ed in particolare per ER.

Negli anni ’90 molte serie televisive presentavano ancora una sigla di apertura del tipo “adesso introduciamo tutti i personaggi”, mentre altre sparavano semplicemente il proprio titolo sullo schermo per pochi secondi. Ma la sigla di apertura – si comprese anni dopo - è tanto necessaria quanto il contenuto nell’episodio stesso! Un opening credit deve essere di per sé una clip che anticipa agli spettatori dove andrà a parare la trama e su chi la storia è incentrata. E, se viene realizzata con cura, una sequenze di apertura si ricorda anche dopo molti anni.

Oggi le main title sequence sono prodotti di altissima qualità della durata anche di due o tre minuti, durante i quali devono presentare allo spettatore l'essenza della serie che verrà trasmessa: mood, plot e cast (stato d'animo, trama e attori).

Per fare un esempio, prendiamo “The Pacific” (2010) la miniserie televisiva di genere bellico incentrata su episodi realmente accaduti durante la guerra del Pacifico tra Stati Uniti e Giappone. Prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks, è stata la più costosa serie della storia: 250 milioni di dollari, per la quale sono stati necessari sette anni di lavorazione, 90 set (e tonnellate di sabbia nera lavica per riprodurre la spiaggia di Iwo Jima), 6 registi, 138 attori, 26mila comparse, un cast tecnico di 800 persone e migliaia di ore di riprese.

The Pacific is about the souls of men. It's the story of the corruption of the human spirit, and the private war that all of those soldiers had to fight to save themselves from what they were witnessing and what they were engaged in.
The Pacific (Oceano Pacifico) parla dell’anima di alcuni uomini. Esso rivive la storia della corruzione dello spirito umano e della guerra privata, quella che tutti i veterani hanno dovuto combattere per salvarsi da ciò di cui erano testimoni e da ciò di cui erano parte attiva.
Steven Spielberg - “The Pacific” (2010)

04 ER 10Tom Hanks, chiaccherando con l’amico attore Billy Crystal, era venuto a sapere che suo padre era stato un disegnatore dell’esercito durante la seconda guerra mondiale - quando non esistevano ancora le foto Polaroid a sviluppo rapido - per fare degli schizzi che documentassero la scena sul terreno.

L'idea di utilizzare delle immagini disegnate a carboncino per i main title della serie piacque ad Hanks anche perché esso forniva immediatamente l’idea dei volti dei giovani soldati striati con il nerofumo per essere meno visibili agli occhi dei cecchini giapponesi.

La casa di produzione Imaginary Forces sviluppò l'idea, creando un eccezionale opening title che mette in relazione la qualità spontanea di carboncino – il frantumarsi mentre viene passato sul foglio – agli effetti delle esplosioni di granate o mine antiuomo.

Con un ottimo equilibrio tra disegno e filmati, la tipografia dei titoli e la consistenza della carta da disegno che fa da sfondo, l’animazione dei disegni è stata sincronizzata con il Main Title Theme “Honor” di Hans Zimmer, per esaltare il crescendo della musica. A quei momenti violenti si contrappone il lento scorrere della linea tracciata dalla matita sul foglio di carta a rappresentare i periodi di calma, di isolamento e di disperazione.

Al main title di The Pacific fu assegnato uno degli otto Emmy Award vinti dalla serie e questi - per non riportare unicamente il parere dei critici - sono alcuni dei commenti positivi lasciati su YouTube dagli spettatori…

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Ora torniamo ai titoli di testa di ER, tenendo bene a mente che stiamo parlando di un prodotto realizzato quindici anni prima dell’esempio che abbiamo citato.

Rispetto ai volti sorridenti degli interpreti che comparivano nelle sigle delle “altre” serie, L’opening di ER è l'esemplificazione perfetta dei desideri di Crichton.

04 ER 12Esso infatti catapulta lo spettatore in un ambiente adrenalinico, costantemente sotto pressione, dove non c’è il tempo per tirare il fiato. Ecco perché gli attori della serie vengono presentati mentre stanno “lavorando sul campo” e non hanno certo tempo per sorridere alla telecamera.

In ER si rammentano i dettagli che appaiono per pochissimi fotogrammi e che definiscono in maniera inequivocabile il luogo dove tutte le storie faranno capo:

dalla luce azzurrognola di un negativoscopio che fa emergere i particolari di una radiografia a una sacca di plasma, fino a una luce rossa pulsante - che fa intuire una ambulanza – perché a sprazzi compare la parola “Emerg…”.

Il montaggio è serrato e, puntualizzato dall’opening theme scritto di James Newton Howard, dà origine a un diagramma emozionale simile al movimento dell’ECG, l'elettrocardiogramma che si scorge per pochi attimi: impennate verso l’alto o picchi verso il basso, elevazione e caduta, gioia e sconforto.

Tutti elementi che contribuiscono a rendere le sensazioni e il “clima” della serie che sta dicendo a chiare lettere: “Benvenuto, spettatore, in questa Emergency Room – una fra le tante – in cui potresti capitare anche tu dopo un incidente d’auto…".

Bene, gli opening credits di ER vinsero l’Emmy Award 1995 per la categoria “migliore grafica e titoli di testa”. L’impianto di base non venne mai cambiato nel corso delle 15 stagioni: uniche modifiche l’uscita dei personaggi storici che avevano lasciato la serie e l’ingresso di nuovi personaggi, di cui viene presentato un collage.

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Al cast regolare si aggiungeva una moltitudine di personaggi ricorrenti inseriti nelle puntate solo per poco tempo. Quando la serie divenne un “cult”, vi fu l’inserimento di una “Guest Star” che ambiva a parteciparvi per alcuni episodi.

04 ER 08Tra le tante è curiosa la partecipazione ad alcuni episodi della sesta stagione (1999) di Alan Alda nella parte di Gabriel Lawrence che entra a far parte del County General come Senior Attending Physician.

Mentore della Dottoressa Kerry Weaver, sarà costretto a dimettersi dopo che lei e Mark Greene scoprono che l’anziano medico è malato di Alzheimer.

La cosa divertente è che in nella prima puntata dove compare, Lawrence afferma di aver lavorato per l'esercito degli Stati Uniti: come si ricorderà Alda impersonava Hawkeye Pierce  in M*A*S*H

Passiamo ora ad altri due importanti elementi della serie. A mitigare “The furious pace” (il ritmo furioso) dell’azione, troviamo una presenza costante: il banco dell’accettazione. Luogo che funge da “stanza di compensazione” con siparietti di alcuni momenti di rilassata convivialità.

Poi, per dare spessore ai personaggi, il centro dell’azione si sposta anche sulla loro vita privata fuori dall’ambiente di lavoro.

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Ecco che i protagonisti vengono ritratti a prendere il treno della sopraelevata alla stazione West Chicago Avenue / North Franklin Street, per tornare a casa dopo un estenuante turno di lavoro.

Immersi nella realtà metropolitana che li avvolge: quella di Chicago, dove il clima è particolarmente rigido in inverno...

E l'ospedale? Il Policlinico universitario di Chicago   o - meglio, il "Chicago County General Hospital"?

Come tutti i medical drama anch'esso è ambientato in una struttura ospedaliera di finzione.

Però l'episodio pilota di ER - data la carenza di fondi per costruire un set -  venne girato interamente in un vero ospedale, sebbene dismesso nel 1990, il Linda Vista Community Hospital situato al 610-30 South St. Louis Street nel quartiere di Boyle Heights di Los Angeles. La storia della ascesa e caduta di questo ospedale è interessante e merita di essere raccontata…

Nel 1900 la Atchison, Topeka and Santa Fe Railway Company, fece costruire un ospedale a servizio completo per i propri dipendenti o chiunque avesse subito un infortunio a causa della propria ferrovia, su un area di quasi quattro ettari sul lato est di Hollenbeck Park a Boyle Heights, uno dei primi sobborghi di Los Angeles, sviluppatosi alla fine del 1870 e popolato principalmente da immigrati russi, ebrei e giapponesi.

Inaugurato nel 1904, il “Santa Fe Railroad Hospital” (che successivamente cambierà nome in “Santa Fe Coast Lines Hospital”) era una struttura ospedaliera dotata di soluzioni al tempo descritte come modernissime: " ...i pazienti vengono portati nella hall su sedie a rotelle e possono essere condotti alla propria stanza riscaldata grazie ad un ascensore azionato dalla semplice pressione di un pulsante. Oppure essere rapidamente evacuati tramite una scala antincendio automatica". 

Per dare una idea di cosa rappresentasse questo ospedale, ecco come veniva presentato dalla stampa locale:

Così complete e uniche sono le caratteristiche automatiche del nuovo ospedale che non sarà strano se tutti coloro che vi entrano per il trattamento saranno guariti automaticamente.

Una struttura bellissima per chi è malato e ferito, con il privilegio di un bel parco per i convalescenti. In un ambiente così delizioso e assistiti con ogni cura e attenzione da mani esperte, non c'è da meravigliarsi che gli occupanti dei vari reparti allegramente combattano per la riconquistare la salute e la forza.

L'ospedale alleva mucche di razza Jersey, galline ovaiole e coltiva un orto affinché i pazienti possano essere certi del latte, del burro, delle uova, del pollame e delle verdure più freschi. Specialisti tra i più importanti della città di Los Angeles sono collegati allo staff medico dell'ospedale consentendo agli ammalati di avere le migliori competenze mediche e chirurgiche senza spese extra.

04 ER 40L’ospedale venne poi completamente demolito e ricostruito nel 1924, nell'attuale stile Mission Revival. Ma, alla fine degli anni '70, la struttura iniziò ad essere sottoutilizzata e fu venduta a una società di assistenza sanitaria che lo ribattezzò "Linda Vista Community Hospital".

Il quartiere che circonda l'ospedale divenne un'area sempre meno ricca e così anche gli introiti dell'ospedale ne risentirono. Il Linda Vista tentò di ridurre le spese operative ma accusò un aumento dei tassi di mortalità tra i pazienti, anche se ciò poteva ascriversi al fatto che veniva trattato un alto numero di feriti da arma da fuoco e da taglio provenienti dai quartieri limitrofi, ormai degradati.

Un aumento di pazienti non assicurati e sottoassicurati costrinse l'ospedale a chiudere il suo dipartimento dei servizi di emergenza nel 1989. La qualità delle cure offerte dal Linda Vista continuò a diminuire mentre i medici si trasferivano in altri ospedali e così, nel 1991, l'ospedale cessò l’attività. Nei decenni successivi alla sua chiusura, è stato usato principalmente come location per le riprese di film e telefilm, inclusa la puntata pilota di ER.

04 ER 41Successivamente un set modellato sul pronto soccorso del Chicago Cook County General Hospital venne costruito negli studios della Warner Bros a Burbank, California, anche se la serie continuò a fare ampio uso di sequenze girate a Chicago. 

Anche per questa seconda ambientazione c'è una storia interessante da raccontare...

La legge del Northwest Territory e l'Assemblea Generale dell'Illinois assegnarono la cura dei poveri alle contee.

Dal 1832 fino al 1866, la Contea di Cook ottemperò a questo obbligo, fornendo un minimo di cibo e medicinali ai pazienti negli ospedali temporanei.

Un ospedale permanente fu successivamente costruito dalla città di Chicago nel 1857 e i medici e gli studenti della Rush Medical School  vi si insediarono per fornire – come ospedale universitario - assistenza medica gratuita fino alla guerra civile, quando divenne un ospedale militare.

04 ER 47Dopo essere stato nuovamente riconvertito a struttura civile, nel 1866 l’”Old County Hospital" aprì  una struttura a tre piani in mattoni e pietra calcarea con "tutte le comodità moderne", tra cui un coltello, una sega e uno scalpello per le autopsie.

Fin dall'inizio, l'ospedale della Cook County fu un centro per l'educazione medica: basti pensare che in esso venne avviato nel 1866 il primo internato negli Stati Uniti. Né i tirocinanti, scelti per concorso, né i medici curanti furono pagati, ma acquisirono un'ampia esperienza con ogni tipo di malattia.

Purtroppo rappresentanti politici corrotti controllavano gli acquisti e le nomine del personale all’interno dell'ospedale e - nel 1886 - gli articoli di giornale descrivevano il “Patronage” (patronato) – una sorta di ASL – come una "casa di campagna" per i politici.

Così la struttura dell’ospedale si deteriorò: l'edificio venne infestato da ratti e scarafaggi e - dopo che quasi tutto lo staff medico si dimise -  vennero nominati medici scarsamente qualificati.

04 ER 48Una nuova era della medicina scientifica iniziò nel 1877 con l'arrivo di Christian Fenger, un chirurgo danese addestrato nelle migliori cliniche europee. Fenger pagò 1.000 dollari per la sua posizione in ospedale e si affermò rapidamente come chirurgo, scienziato e insegnante eccezionale.

Gli stagisti formati da Fenger divennero leader nella medicina americana e rimasero nello staff dell'ospedale come medici e insegnanti.

Durante i primi anni del 1900, la corruzione politica declinò e le nuove leggi in materia di servizio civile richiesero che i medici curanti passassero un esame per la nomina dello staff. Di conseguenza, i migliori chirurghi e medici a Chicago offrirono volontariamente i loro servizi per prendersi cura dei malati poveri e per insegnare agli stagisti.

Un enorme nuovo ospedale da oltre 3.000 posti letto fu completato nel 1916. L'edificio originale è stato periodicamente ristrutturato e è rimasto in uso fino al 2002, quando fu aperto il nuovo John H. Stroger, Jr., Hospital of Cook County.04 ER 49

Tornando alla storia dell'ospedale, dagli anni '20 fino al secondo dopo guerra, il Cook County General Hospital, nonostante i problemi politici e una struttura gravemente deteriorata, era considerato uno dei migliori ospedali universitari del mondo.

04 ER 50Stagisti, residenti e medici laureati ambivano ad entrarvi per fare esperienza ed assistere a operazioni chirurgiche d'avanguardia, condotte da medici eccezionali. Le innovazioni scientifiche hanno incluso la prima banca del sangue al mondo e la fissazione chirurgica delle fratture.

Una disperata penuria di personale infermieristico, una scarsa retribuzione interna e la mancanza di strutture moderne affliggevano l'ospedale dopo la seconda guerra mondiale.

Durante gli anni '60, i medici volontari furono in gran parte sostituiti da medici assunti a tempo pieno. Giovani e socialmente coscienti, molti di essi si ribellarono alla "vecchia guardia" che aveva gestito l'ospedale per anni.

Nel 1966, il Dr. Robert Freeark e il Dr. Robert Baker concepirono un Trauma Center: una unità di trauma completa all'interno del reparto di pronto soccorso in grado di fornire un continuum di cura per tutti i pazienti traumatizzati gravemente feriti, che entrano nelle fasi preospedaliera e di rianimazione, attraverso cure operative e post-operatorie o post-infortunio, continuando i trattamenti successivamente in ambito ambulatoriale e riabilitativo.

04 ER 51 xOggi il Cook County Trauma & Burn è un centro di eccellenza all'interno del sistema sanitario statale e degli ospedali della contea di Cook sia come centro traumatologico di primo livello che come centro grandi ustionati.

Dopo questa storia, non stupisce la scelta di Crichton sul nome dell'ospedale in cui agiscono i "suoi" medici di pronto soccorso...

Ma ci fu chi non gradì affatto la stretta correlazione tra il nome di finzione "County General Hospital" al vero “Cook County Hospital” ... il Dr. Robert Simon responsabile della medicina di emergenza del vero ospedale era su tutte le furie e minacciò di citare in giudizio la NBC per calunnia.

Simon, fieramente orgoglioso del suo ER di fama nazionale e del suo compagno, la leggendaria Cook County's fabled trauma unit (unità di trauma della Contea di Cook), non poteva sopportare che i racconti sceneggiati al limite della realtà proposti dalla serie fossero in qualche modo correlabili al "suo" ospedale e, come disse ad un reporter:

«These things can happen. My problem is, they can't happen here». (Queste cose possono accadere. Il mio problema è che non possono accadere qui).

Ma, alla fine, Simon, non denunciò la NBC e - quindici anni dopo -  quando venne trasmesso l'episodio conclusivo dello show, ammise di essere riconoscente alla serie perché:

Holding TV audiences hostage for 15 years in a make-believe emergency room has created a positive impression of our profession. It's shown people the compassion for patients in real emergencies. (tenere in ostaggio il pubblico televisivo per 15 anni in un pronto soccorso, ha prodotto una visione positiva della nostra professione, mostrando alla gente la compassione per i pazienti in situazioni di emergenza reale.

A proposito di riprese, ER fu filmato in formato widescreen fin dall'inizio, anche se non fu irradiato in quel formato prima della settima stagione, quando le trasmissioni della NBC furono adattate al 16:9 (1,78:1).

04 ER 13Abbonda l’uso della Steadicam durante le sequenze concitate [NdA. Il supporto meccanico, su cui viene montata una macchina da presa, o una telecamera, sostenuto dall'operatore per mezzo di un sofisticato sistema di ammortizzazione agganciato ad un "corpetto" indossabile].

Un esempio: un intervento d’urgenza, con medici ed infermiere che concitatamente si apprestano ad operare, inclusa una tirocinante che fa cadere per terra un vassoio con i ferri chirurgici. La telecamera che continua a ruotare intorno al fulcro centrale fornisce una notevole cifra stilistica.

Una bella prova di metatelevisione viene fornita durante il primo episodio della quarta stagione intitolato “Ambush" (imboscata)  che nella versione italiana venne titolato "Diritto di immagine", nel quale delle vere telecamere della NBC simulano l’invasione di una troupe televisiva con il compito di riprendere le gesta dei medici del pronto soccorso al fine di realizzare un documentario.

04 ER 63 aL’episodio, oltre a questo escamotage nella trama, ebbe un'altra particolarità: venne trasmesso in diretta come accadeva ai primissimi teledrammi degli albori televisivi.

Ma come si fa a trasmettere una puntata "Live" sia sulla West Coast, sia sulla East Coast alla stessa ora? Semplice, la si fa recitare nuovamente...

Infatti l’intera puntata venne riproposta, perciò nuovamente recitata in diretta tre ore dopo, per favorire gli spettatori della Costa Ovest degli Stati Uniti che ha un fuso orario differente.

Qui proponiamo la visione in parallelo di una sequenza dove - per ovvi motivi - gli attori la interpretano con piccole differenze...

Tornando ancora una volta al 1994 ed alle due serie concorrenti: Chicago Hope e ER, si diedero battaglia per tutte le due prime stagioni. Poi, nonostante la critica fosse divisa, gli indici di ascolto segnarono la vittoria di ER, che per gli spettatori “raccontava” meglio le implicazioni e le ansie all'interno della moderna assistenza sanitaria.

Ciò portò alla chiusura della serie rivale, mentre ER proseguì le stagioni fino al 2009, quando – arrivata a 331 episodi - venne chiusa con un “palmares” di 123 nomination agli Emmy Award, diventando la serie più nominata della storia e vincendone in tutto 22. Infine è inclusa nella classifica delle 100 migliori serie TV di sempre.

04 ER 14Un ultimo aspetto, non certo secondario, di ER è che la serie si è sempre posta – pur nella fiction – come un prodotto etico, in quanto non dimentica la stretta attualità o il tempo in cui essa è immersa. 

Spesso vengono affrontate problematiche sociali spesso scomode o di drammatica attualità come alcune puntate speciali (stagioni 9-10) che parlano delle tragedie umanitarie in Darfur o in Congo.

Notevole il modo in cui viene introdotta la storia: infatti si vede il Dr Luka Kovač (il personaggio interpretato dall’attore Goran Višnjić a partire dalla sesta stagione) mentre al banco accettazioni di ER legge il saluto inviatogli da Carter con una cartolina speditagli dal Congo, dove egli sta operando come medico umanitario per MSF – Médecins Sans Frontières.

La telecamera zooma lentamente verso la cartolina che – rovesciata in quanto Kovač ne sta leggendo il testo, mostra un enorme sole rosso sul fronte. Ecco che, inquadrato in primo piano, con una assolvenza, il sole della cartolina si trasforma nel sole vero dell’Africa, dove Kovač raggiungerà Carter per aiutare i profughi che vivono in una enorme tendopoli.

 John Wells, showrunner delle prime tre stagioni e produttore esecutivo, rivendicò con orgoglio quelle scelte affermando di aver parlato prima di altri della tragedia nel Darfur attraverso la serie, con un'audience più importante di quella di un normale telegiornale, visto l’enorme seguito anche all’estero. Per la stessa ragione la serie ha trattato casi spinosi come quelli riguardanti le persone afflitte dal virus HIV, i diritti dei gay, il traffico di organi e di esseri umani in mezzo a tante altre storie di ordinaria malattia.

La conclusione a questa storia di ER, la serie che ha cambiato il modo di fare i medical drama, è giusto lasciarla all'autore di questa rivoluzione: Michael Crichton:

One of the most difficult things for a writer in this business to accept is the uncertain fate of one’s work. I sometimes think that filmmaking means taking all the elements—the script, the director, the cast, the producers—and throwing them up in the air, then seeing if they land on the ground in a pleasing pattern. Sometimes the process works. Sometimes it doesn’t. But sometimes, if you’re really lucky, everything falls together just right, and you get more than you ever hoped for. More, to be honest, than you deserve. That’s how I feel about ER. I’m pleased, proud—and very grateful.
Una delle cose più difficili da accettare per uno scrittore, in questo business, è il destino incerto del proprio lavoro. A volte penso che fare un film significhi prendere tutti gli elementi: la sceneggiatura, il regista, il cast, i produttori e gettarli in aria per poi vedere se atterrano sul terreno in un modo piacevole. A volte funziona. A volte no. Ma a volte, se sei davvero fortunato, tutto cade insieme nella maniera giusta, e ottieni più di quanto tu abbia mai sperato. Di più, ad essere onesti, di quanto tu meriti. Questo è quello che provo per ER.  Sono contento, orgoglioso e molto grato.

Ora potremmo passare ad un altro medical drama... Ma, poiché chi scrive è stato al tempo un fan di ER e - in veste di autore di questo saggio - si può permettere qualsiasi licenza, nella seconda parte verranno presentati i tratti principali dei personaggi della prima stagione, (con alcune precisazioni sulle loro qualifiche all'interno della sistema sanitario statunitense) ed alcuni cenni biografici degli attori che li hanno interpretati.

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