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A spasso per La La Land 01Grazie al film La La Land, Los Angeles e Hollywood sono ulteriormente diventate dei luoghi cool. Ecco quindi una “visita guidata” ai set all'aperto del film. Ma non si pensi a qualcosa sul genere "Lonely Planet". Oltre a fornire indicazioni per organizzare un tour Wow! racconta alcune "storie" che si celano dietro i luoghi che hanno fatto da sfondo alla storia d'amore fra Mia e Sebastian...

Cominciamo con il Judge Harry Pregerson Interchange nota anche come Century Freeway e dove si svolge la scena iniziale del ballo corale, un sogno che il losangelino medio non vedrà mai realizzato: la rampa dove l'Interstate 105 si collega alla Interstate 110, per via delle riprese venne chiusa per due giorni e questo – ovviamente – impattò sul traffico circostante, creando altri ingorghi, questa volta, veri…

L’appartamento di Mia – presentato in “Glorious Technicolor” fa parte del condominio Rose Towers, situato al 725-1729 E 3rd St, Long Beach: risale al 1928 ed è stato restaurato 10 anni fa.

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 Al Lipton’s Restaurant, Mia vede per la prima volta Sebastian suonare il pianoforte e ne rimane incantata. Ma se cercate su una guida turistica  questo locale, non lo troverete, perché in realtà gli interni che sono stati ripresi sono quelli dello Smoke House Restaurant, situato al 4420 West di Lakeside Drive.

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Costruito nel 1949, è uno dei pochi ristoranti di L.A. ad essere sopravvissuti e, poiché è situato proprio di fronte agli Studios della  Warner Bros, era normale a pranzo trovarlo pieno di comparse vestite da Cow Boy e Pellirossa. E non solo…

Lo Smoke House era anche un luogo apprezzato da attori, produttori e altri personaggi dello Star System.  Ancora oggi è utilizzato come set cinematografico, come per il film Argo (2012) di e con Ben Affleck.

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Sul muro del finto “Lipton” si può notare un murales – lui sì vero - che ritrae dei divi del cinema hollywoodiano: Si intitola You Are the Star” (tu sei la star) e lo si può trovare all'incrocio al numero 1648  di Wilcox Ave, all’incrocio con Hollywood Blvd.

Creato nel 1983 e restaurato da Thomas Suriya è un simbolo, dove troviamo sedute sulle sedie di un cinema le “star” della Golden Age di Hollywood che ci osservano,  come se fossimo invece  noi le star che appaiono sullo schermo cinematografico:

A spasso per La La Land 06 bisErrol Flynn vestito da Robin Hood; Superman, Woody Allen, Richard Pryor, Woody Woodpecker, Stanlio e Ollio, Judy Garland e Mickey Rooney ancora ragazzini.
"Bogie" e la Bacall che condividendo la fila centrale con Marylin, Charlie, una giovanissima Shirley in grembo a W.C. Fields, James Dean, e Elizabeth "Cleopatra" Taylor con Richard Burton.

La scena del numero di canto e ballo “A Lovely Night”, che ritroviamo anche nella locandina del film, è stata filmata sulla Mt. Hollywood Drive, del Griffith Park, che offre una vista incredibile sulla Valle di San Fernando e sulla città sottostante, soprattutto al tramonto.

Chi volesse emulare Ryan Gosling e Emma Stone, in alcuni passi di danza, dovrà recarsi al Cathy’s Corner.  Qui tuttavia non troverà né la panchina e neppure i lampioni visti nel film: sono stati aggiunti per le riprese e quindi tolti…

A spasso per La La Land 07Gli Studios… Miraggio di aspiranti attori, registi e sognatori, come Mia. Ecco una meta obbligata di pellegrinaggio per i cinefili o aspiranti tali che - partendo dal 3400 W. Riverside Dr., Burbank,  con un mini-van possono effettuare una visita guidata con un ”dietro le quinte” di mezzo chilometro.

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Essi, però, non potranno rifocillarsi nel Coffe Shop dei Warner Bros Studios, dove Mia lavora in attesa della grande occasione perché… non esiste! Infatti è stato realizzato appositamente per il film.

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Ma tutte le altre scene sono realmente ambientate all’interno degli Studios, come lo “Stage 6” dove sono stati girati alcuni fra i più grandi film di Hollywood.

Al suo ingresso c’è una targa in ottone che li elenca tutti.

A noi piace ricordare:   Casabalanca (1943) ; Dial M for Murder -
Il delitto perfetto
(1954) un thriller diretto da Alfred Hitchcock; The Spirit of St. Louis - L'aquila solitaria (1957) di Billy Wilder, con James Steward; The Old Man and the Sea – Il vecchio e il mare (1958) con Spencer Tracy, tratto dall'omonimo romanzo di Ernest Hemingway;A spasso per La La Land 11

A summer Place – Scandalo al sole (1959) con la colonna sonora che ancora si ascolta; Cool Hand Luke - Nick mano fredda (1967) che proiettò Paul Newman nella leggenda, con un ruolo da ribelle alla James Dean di A Rebel Without a Cause – Gioventù bruciata (1955) anch’esso girato al suo interno.

Fino al più recente The Perfect Storm – La tempesta perfetta (2000) con George Clooney.

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Una piccola chiosa… Negli Studios c’è veramente  un pezzo di set di Casablanca con la finestra usata per una scena di La la Land, la cui scoperta ha entusiasmato il regista Damien Chazelle al punto da indurlo a inserirla nel suo film a sceneggiatura già ultimata.A spasso per La La Land 12

Jar Restaurant. Questo è il nome del raffinato - e costoso locale al 8225 Beverly Boulevard dove Mia scappa da una cena asfissiante con fidanzato e amici.

Nel tour virtuale di un film che “parla” di cinema, è d’obbligo citare lo storico cinema Rialto situato al 1019-1023 Fair Oaks Avenue, South Pasadena.

E' lì che Mia raggiunge Sebastian per vedere Rebel Without a Cause - Gioventù Bruciata, dopo essere “fuggita” dal ristorante di cui sopra. Per chi se lo stesse chiedendo, la reale distanza tra il Jar Restaurant e il Rialto è di oltre 15 miglia: decisamente molte da fare a piedi in pochi minuti, ma – come si sa  - l’amore mette le ali ai piedi…A spasso per La La Land 13

Purtroppo – come nella realtà filmica -  anche se la sala si è guadagnata un posto nel National Register of Historic Places, essa è ormai in disuso.

Lo stile architettonico lascia un po' a desiderare, se visto con gli occhi di oggi. Per dire, il Los Angeles Times nel 2015 lo ha definito "An odd mashup of Spanish Baroque and Egyptian kitsch" (una accozzaglia di barocco spagnolo e kitsch egiziano).

Ma il Rialto - insieme a tante altre sale cinematografichedell' Historic Broadway Theater and Commercial District, ha rappresentato un tratto della “Golden Age“ di Hollywood: basta leggere l’articolo che ne annunciava l’apertura, pubblicato sul Moving Picture World del  29 maggio del 1917…

« A Los Angeles è andata in scena il 28 maggio l'apertura formale del nuovo cinema teatro di proprietà di JM Quinn, il Rialto. […] Colpisce una nota di comfort che ha generato molti commenti favorevoli dal pubblico. Una semplicità artistica caratterizza il foyer e le decorazioni d'interni. Il sistema di proiezione è piacevole ed è progettato in maniera tale da accrescere gli effetti incidentali della pellicola. Una enorme insegna elettrica con candele che lampeggiano e il nome blasonato “Rialto di Quinn” campeggia sull’ingresso, dando al teatro il suo “posto al sole” sulla locale Broadway. La bobina multipla: “Il giardino di Allah” ha fatto il “tutto esaurito” fin dal primo giorno di apertura.Il signor Quinn è stato destinatario di numerosi omaggi floreali dai molti amici per l'inizio della sua nuova avventura ».

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 Continuando a passeggiare attraverso le location di La La Land, se ci trovassimo in imbarazzo a spiegare a chi ci è accanto cos’è il “Pure Jazz”, non abbiamo che da seguire l’esempio di Sebastian.

A spasso per La La Land 16Lui non spreca parole, ma porta Mia al The Lighthouse Cafè a Hermosa Beach, lo storico locale fondato nel 1949 dove hanno suonato i grandi che del jazz hanno fatto la storia: Miles Davis, Charles Mingus, Chet Baker e Art Blakey, solo per citarne alcuni…

Nel film vengono utilizzati sia gli interni che gli esterni del Lighthouse Cafè.

Purtroppo oggi questo storico locale non è più esclusivamente un jazz club frequentato dagli appassionati del genere, ma ospita anche serate dedicate a salsa, musica country e reggae…

Il molo sull’oceano su cui passeggia al tramonto Sebastian è il famoso Hermosa Pier.

A spasso per La La Land 17Se lo si vuole visitare, sarebbe divertente imparare sia le strofe, sia le movenze di Sebastian nel brano "City of Star".

Fatto questo si può camminare lungo il molo cantando e ballando da soli, sempre che non chiamino un agente per fermare quel matto…

Per rendere omaggio a Rebel without a Cause gli sceneggiatori fanno iniziare la storia d'amore di Mia e Sebastian in una location emblematica: il Griffith Observatory, posto sul pendio meridionale del monte Hollywood. 

A spasso per La La Land 18La scena della sala del planetario è stata ricostruita su un set cinematografico, perché le riprese all'interno sono vietate: per cui, per chi lo visita, nessun  valzer fra le stelle “a gravità zero” …

A spasso per La La Land 19Però ci si può consolare con una vista eccezionale su Los Angeles, Hollywood, la Downtown e l'oceano Pacifico a sud-ovest…

La lunga sequenza sulle note di “Summer Montage” di  Mia e Sebastian, dà lo spunto per visitare altre due location interessanti: la prima è costituita dalle Watts Towers, situate al 1727 E. 107th St. .

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Una gigantesca struttura composta da tre torri metalliche di altezze diverse (la più alta raggiunge i 30 metri).

Parti di un complesso di sculture realizzate con materiali di varia natura: acciaio in prevalenza, ma anche bottiglie di vetro, ceramiche e cemento disposti in molti punti a mosaico, per formare una sorta di arca, nella quale le tre torri fungono da alberi di una nave ideale e immaginaria.

Le Watts Towers sono state costruite tra il 1921 e il 1954, ad opera di Sabato "Simon" Rodia - un italiano naturalizzato statunitense.

La loro costruzione ha richiesto 33 anni in quanto egli vi lavorò da solo e manualmente nel tempo libero.

L'opera venne intitolata da Rodia "Nuestro Pueblo" e l'intestazione compare, all'interno della struttura, inscritta in un arco. Sebbene vari studiosi hanno condotto ricerche approfondite sul significato del simbolismo contenuto nelle libere creazioni di Rodia, probabilmente la spiegazione è molto più semplice.A spasso per La La Land 21

In un documentario del 1957, l'autore conferma la sua totale ingenuità rispetto al mondo dell'arte, la sua opera è frutto del desiderio di fare qualcosa tout court, senza teorie o speculazioni filosofiche a sostenerlo.

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Un cortometraggio uscito nel 2006 e intitolato "I Build the Tower"  ricostruisce in modo esaustivo la vicenda di Simon Rodia. Una piccola chiosa… Simon è l'unico italiano ad apparire nella copertina dell'album dei Beatles "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" (1967). La sua foto è in alto a destra in compagnia di Edgar Allan Poe, Fred Astaire, Carl Gustav Jung e Bob Dylan.Oggi le Watts Towers ospitano eventi e festival dedicati a svariati generi musicali, tra cui il jazz.A spasso per La La Land 22

C'è una attrazione che un turista normale non potrà utilizzare – almeno fino a quando l’amministrazione cittadina non avrà stanziato ingenti fondi per ammodernarla e riattivarla...

Si tratta della funicolare a scartamento ridotto Angels Flight situata a Bunker Hill, un quartiere di Downtown. Chiusa, per motivi di sicurezza, è stata rimessa in funzione solo per le riprese del film.

La funicolare ha solo due vetture: la Sinai e l’Olivet, che corrono in direzioni opposte lungo i binari inclinati, trainate da un cavo condiviso lungo 91 m.

Questa minuscola ferrovia, anche se è presentata principalmente come una meta turistica, è stata utilizzata ampiamente dai lavoratori locali per viaggiare tra il Downtown Core e Bunker Hill. Tanto è vero che in una targa posta alla sua base si può leggere:

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I film in cui in cui sono presenti scene basate sulla Angels Flight sono innumerevoli.

Dal thriller del 1952 The Turning Point - Punto di svolta con William Holden all’'unico episodio a colori della serie TV “Perry Mason” intitolato "The Case of the Twice-Told Twist" (1966) con Raymond Burr che interpreta l’invincibile avvocato penalista, affiancato dalla onnipresente segretaria Della Street / Barbara Hale.

Addirittura si può vedere un giovane Vittorio Gassman durante la sua esperienza Hollywoodiana, che nel film Cry of the Hunted – L’urlo dell’inseguito (1953) impersona un evaso che - per sfuggire alla cattura – vi corre sopra.

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Il ponte sui cui passeggiano al tramonto i due innamorati è il Colorado Street Bridge a Pasadena; quando venne completato nel 1913, era il più alto ponte di cemento mai costruito negli Stati Uniti. Offre ai visitatori una splendida vista sulla città, specie al tramonto ed è meta di sposi novelli per una foto ricordo da inserire nell’album di nozze.

Sempre durante le prime uscite di coppia, Mia e Sebastian si fermano a mangiare cibo salvadoregno da Sarita's Pupuseria,

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La tavola calda è ubicata al Grand Central Market, il più grande e antico mercato all'aperto di L.A. .‚Äč

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Siamo quasi al termine di questa “passeggiata”. Ci rimane da visitare una location che sembra quasi di secondo piano: l’hotel di Los Angeles dove Mia alloggia al suo ritorno quando ormai è divenuta una attrice famosa.

Però, non stiamo parlando di un albergo di lusso qualsiasi, ma del leggendario Chateau Marmont.

A spasso per La La Land 27 Un castello che ha perso per strada la ”â” circonflessa del termine francese “Château” visto che gli Stati Uniti assorbono e semplificano tutto e di storie da raccontare ne ha tante....

Ci arrivi una sera, per dare un'occhiata, per respirare l'atmosfera… E poi, come Robert De Niro ti ci fermi due anni.

Lo Chateau Marmont venne progettato dall'architetto Arnold A. Weitzman con criteri antisismici ancora oggi validi, sul modello del Château d'Amboise, nella Loira, che nel 1516 aveva ospitato Leonardo da Vinci.

A spasso per La La Land 26La sua costruzione si concluse nel 1929, lo stesso anno della Grande Depressione e lo stesso anno in cui la scritta Hollywoodland venne abbandonata per poi essere restaurata 20 anni più tardi, sostituendo le lettere in legno con lamiera d’acciaio ondulata e rimuovendo anche la seconda parte del nome “land” in quanto ormai l’area ormai era solo e soltantanto Hollywood.A spasso per La La Land 28

Grazie al fatto che numerosi bungalow e cottage nel parco sono dotati di cucina, l’hotel è sempre stato “il” rifugio per artisti, scrittori, musicisti, attori, registi.

A spasso per La La Land 29 bisUn luogo dove “viverci” un certo periodo della propria vita.

Quasi fosse un rito iniziatico di Hollywood: e così il castello fu la casa di Rodolfo Valentino, Hedy Lamarr, Fritz Lang, Peter Lorre, Errol Flynn, Bertolt Brecht, Josef von Stroheim e Billy Wilder

A spasso per La La Land 30Con il suo aspetto esterno di fortezza gotica, combinata con muri incredibilmente spessi, ingresso discreto e personale altamente protettivo nulla turba lo Chateau Marmont.

Esso ha sempre assorbito non solo i terremoti ma soprattutto gli scandali dei divi per i quali valeva (e vale ancora oggi) la raccomandazione che Harry Cohn, boss della Columbia Pictures, diede nel lontano 1939 a due giovani attori: William Holden e Glenn Ford:

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Parole che erano un ordine di servizio per le Major che inviavano lì i “Fixer” (letteralmente colui che "ripulisce") per coprire gli “affaire” che le Star vivevano lì e mantenere così “limpida” la loro immagine pubblica.

A spasso per La La Land 32Non per niente quando gli Eagles nel 1976 cantavano di un “Hotel California” anche se la copertina del Long Playng raffigura il "Beverly Hill Hotel" - si riferivano proprio al Chateau...A spasso per La La Land 32 bis

Ma molte di queste storie trapelarono ed ecco un po’ di gossip d’antan...

Partiamo dalla confessione della moglie di Rodolfo Valentino alla receptionist:

«He thought more of making love to the camera than to me » (pensa più a fare l'amore con la cinepresa che con me).

Jean Harlow ebbe una relazione selvaggia con Clark Gable nell’hotel nel 1933, proprio mentre lei avrebbe dovuto essere in viaggio di nozze con il direttore della fotografia Harold Rosson (suo terzo marito).

Dopo la fine del loro affaire, per chi la cercava era solita lasciare alla reception il messaggio “Gone fishing” (andata a pescare). Ma i pesci non centravano nulla… Lei stava facendo la pesca a strascico di “uomini da letto”.

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Francis. Scott Fitzgerald ebbe un attacco di cuore nella hall, dopo aver subito l'ennesimo duro colpo alla sua carriera e su Orson Welles lo staff avvisava: «Colazione con pomodori freschi. È ipocondriaco».

Nel 1948 Robert Mitchum e Lila Ledds ebbero una irruzione della polizia nel loro bungalow mentre si stavano facendo una canna e vennero condannati a 60 giorni di prigione, ridotti a cinquanta per buona condotta.

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Nell'agosto del '51 Anthony Franciosa e Shelley Winters - neosposi - avevano deciso di trascorrere la loro luna di miele al Chateau Marmont. Essi alloggiavano nella stanza n° 55 dell'Hotel, ma A spasso per La La Land 35Franciosa non doveva avere una buona memoria per i numeri perché sembrava passasse molto più tempo nella camera 68 piuttosto che nella 55.

Si dà il caso che la camera 68, situata al sesto piano, fosse occupata da Anna Magnani durante il suo periodo Hollywoodiano.

Fu così che la Winters si fece dare il numero dal garagista, prese un coltello, salì al piano superiore e, fuori dalla porta di Anna, urlò «I'm going to kill you!» (ora vi uccido!).

A spasso per La La Land 36Elizabeth Taylor si era innamorata di Montgomery Clift ma lui - gay non dichiarato in quanto negli anni Trenta-Quaranta per la psichiatria essere omosessuale era una malattia e per la società benpensante una perversione -  non riusciva a ricambiarla.

Essi finirono per essere intimi amici per il resto della loro vita e fu proprio la Taylor a salvare la vita a Montgomery.

Il 12 maggio 1956, di ritorno da una festa a casa di Liz, Monty ha un grave incidente d'auto: faccia spappolata e commozione cerebrale.

A spasso per La La Land 37Liz corre giù dalla collina entra nella macchina accartocciata, gli prende la testa tra le mani e gli toglie due denti dalla gola che lo stanno per soffocare.

Quando Clift verrà dimesso dall’ospedale lei lo imboccherà per farlo tornare in salute.

Dove? Che domanda stupida … Nella stanza che avevano preso al Marmont.

Il regista Nicholas Ray, all’epoca 43enne, si trasferì al bungalow n°5 dello Chateau dopo il suo divorzio da Gloria Graham e lì ebbe una relazione con Natalie Wood, che di anni ne aveva solo 17.

Tutto questo mentre Ray svolgeva nell’hotel i provini per A  Rebel Without a Cause - Gioventù Bruciata.

Gli stessi provini ai quali James Dean arrivò in ritardo e, per impressionare il regista, saltò dentro al soggiorno da una finestra del bungalow.

Ma non si pensi che il Marmont fosse di totale appannaggio al mondo del cinema. Lo Chateau ha ospitato praticamente tutti i cantanti e le band più famose.

Se si va indietro nel tempo, i Beatles, i Fab Four dalle buone maniere non causarono grandissimi problemi all'albergo: al massimo qualche battaglia a cuscinate ad uso e consumo dei fotografi.

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A spasso per La La Land 38Invece, decine di racconti vociferano sui festini organizzati dai Rolling Stones presso il lussuoso hotel-castello, a base di alcool, sostanze stupefacenti e sfrenate pratiche sessuali con le varie groupie.

Addirittura essi facevano a “gara” con Led Zeppelin e Keith Moon su chi distruggesse meglio il Marmont.

Tanto per raccontarne una, nel 1970, per festeggiare il suo 25° compleanno, il batterista dei Led Zeppelin: John Bonham, guidò una Harley attraverso i corridoi dell'albergo.

Decisamente più tranquillo fu Anthony Kiedis dei Red Hot Chili Peppers che registrò in una suite dell’albergo: "By the way".

Ma il fatto più noto accaduto ad un cantante ospite del Marmont è quello di Jim Morrison che, strafatto, provò a volare dal tetto in piscina, ma finì su un tendone, ferendosi alla schiena.

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Egli poi affermò che il tempo trascorso nell’hotel aveva consumato otto delle sue nove vite:
chissà se aveva in mente “The End” quando si lanciò…

Chi invece è riuscito a morirci, al Marmont, è stato John Belushi che venne ritrovato nel bungalow numero 3 stroncato da un cocktail letale di eroina e cocaina, dopo una settimana di party infiniti con Robin Williams e Robert De Niro.A spasso per La La Land 40

 

 

 

 

 


Più “normale” la morte del famoso fotografo Helmut Newton che viveva praticamente da sempre al Marmont ed aveva utilizzato i locali della sua lavanderia come set fotografico. Newton, all’età di 83 anni si schiantò con il suo SUV proprio davanti all’ingresso dell’albergo.

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Un’ultima chiosa, per gli amanti del “l’ho fatto anch’io” … Nel 1990, Johnny Depp affermò che lui e Kate Moss avevano fatto l'amore quasi in ogni stanza.
Per cui non c’è che l’imbarazzo della scelta quando ci si troverà a prenotare la propria stanza.

E se proprio la passione sarà irrefrenabile ci sarà sempre a disposizione l’ascensore “galeotto” di  Benicio del Toro quando afferma di aver fatto sesso con Scarlett Johansson su un “elevator” del Marmont, anche se lei nega decisamente.

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Lasciate le star del Marmont, ecco l’ultima tappa del tour: il Seb's. Il jazz club che Sebastian alla fine riesce ad aprire.

Questo nome non deve stupire in quanto è un plateale tributo al mitico “Rick’s Café Americain” di Casablanca e anche nelle note di “City of Stars” che accenna al piano guardando Mia c’è l’eco dell’amore finito di “As Time Goes By”

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Se il Seb’s è un nome di fantasia, il locale dove sono state girate le scene finali di La La Land esiste davvero ed è il Blind Donkey, situato a Long Beach, al 149 Linden Ave.

Ma non aspettiamoci di sentire le note di un quartetto Jazz quando vi entriamo… L’”Asino cieco” è un “Whisky bar” con un lista di dieci pagine di oltre 68 selezioni di whiskey, scotch, bourbon e whisky di segale.

A spasso per La La Land 44Con baristi felici di aiutarvi ad abbinare al liquore ambrato più adatto a voi, una delle dieci varietà di patatine fritte offerte dal locale.

E se siete affranti perché “lei” è ricomparsa per caso nella vostra vita, sapranno ascoltare comprensivi per l’ennesima volta la mitica battuta di Rick che reciterete – male - con l’intonazione di Bogey: «Of all the gin joints in all the towns in all the world, she walks into mine» (con tutti i ritrovi che ci sono nel mondo, doveva arrivare proprio nel mio)…

A spasso per La La Land 45E per ascoltare il Jazz di Sebastian…? 

Se si vuole rimanere nel mood di La La Land, allora bisogna recarsi in un’altra location del film. Ma non a Los Angeles…

Infatti è necessario prendere l’aeroplanino giocattolo del sogno di Mia e “atterrare” nel tempio del jazz francese: il Caveau de la Huchette, ricostruito in studio con meticolosa cura, inclusa la "piccola porta in fondo" della cantina in cui lo spettatore segue la protagonista.

E il vero Caveau de la Huchette?

Il Jazz Club è ben nascosto nel Quartier Latin di Parigi, l’area a cavallo  tra il V e il VI Arrondissement, che va da Saint-Germain-des-Prés ai Giardini del Lussemburgo.

Grazie alla breve sequenza di La La Land – il locale ora fa il “tutto esaurito” e per richiamare altri clienti, nella home page del proprio sito web diffonde alcune note del valzer del film, prima di scatenarsi con lo swing…

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