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Prefazione
In ogni libro il titolo -  anche se inizialmente può risultare oscuro - nel corso della lettura assume una precisa connotazione, rappresentando la sintesi della storia raccontata o dell'argomento trattato.

Perchè allora prendere in prestito: "Killing me softly" (mi sta uccidendo dolcemente), il titolo di una canzone evergreen...?Prefazione 01

Per un motivo molto semplice, perchè si adatta perfettamente alla descrizione dei Droni che ne fa David Rohde.

Un giornalista investigativo - vincitore di due “Pulitzer Prize for International Reporting”  - che nel 2008 venne rapito in Afganistan dai Talebani che lo tennero prigioniero per sette mesi, fino a quando riuscì a fuggire

 L'angoscia che traspare dalle sue parole riassume l'enorme senso di insicurezza che quotidianamente vive la popolazione civile nelle zone di guerra del Medio-oriente, in Pakistan e nello Yemen.Prefazione 02

Prefazione 03Nessuno si sente sicuro: in particolare i bambini perchè sanno che che nessuno può dare loro  protezione, nemmeno i  genitori.

Per avere una approssimativa idea di tutto ciò, si guardi il video di un drone Predator sopra un gruppo di “Insurgent”  nel nord-est di Baghdad e quindi del lancio contro di essi di un missile Hellfire...

Ora che si è compreso ciò che sta dietro al titolo, è naturale una seconda domanda: perchè è stato scritto questo libro?

Bene, questo libro nasce dalla ignoranza, intesa come non conoscenza, e, quindi, dal desiderio di colmare una lacuna per giungere - se non alla "verità" - almeno ad una quanto più precisa possibile conoscenza di un argomento: quello degli UCAV - Unmanned Connact Aerial Vehicle (i droni armati, per intenderci) e i LAWS -  Lethal Autonomous Weapons Systems (sistemi d'arma letali autonomi) connessi al fallimento del loro  "controllo assoluto".

Prefazione 03 bisIl 17 luglio del 2014 volo il linea MH17 - operato dalla compagnia aerea Malaysia Airlines era partito alle 10:31 GMT dall’aereoporto di Amsterdam con destinazione Kuala Lumpur. Alle 13:20 GMT - Mentre stava sorvolando l'Oblast' di Donec'k: la provincia dell’Ucraina situata ai confine con la Russia in mano alla secessionista ed autoproclamata RPD - Repubblica Popolare di Donetsk - un missile lanciato da un sistema anti aereo BUK abbatterà il volo civile uccidendo tutte le persone a bordo: 15 membri dell’equipaggio e 283 passeggeri. 80 di essi bambini.

il 28 settembre 2016 - l’inchiesta del JIT Joint Investigation Team, la squadra investigativa istituita per indagare sulla tragedia aerea, dopo aver escluso la possibilità di un attacco terroristico a bordo del volo e l'intervento di un aereo militare, giunse alla conclusione che il Boeing era stato stato abbattuto da un missile lanciato da un sistema missilistico anti aereo.

In uno degli articoli che lessi, veniva fatto il paragone con un'altro disastro aereo: quello del 3 luglio 1988, quando una nave della Marina Militare degli Stati Uniti abbattè con due missili un volo di linea, provocando la morte di 298 civili di cui ben 80 erano bambini. L'autore non si dilungava sull 'altro dramma ma citava il nome dell'incrociatore: "USS Vincennes".

Prefazione 04

Avevo una vaghissima memoria della vicenda ma quel nome "Vincennes" mi sembrava uno spunto per scrivere un articolo sulle due vicende, da pubblicare su "WoW!- Words of the World" (il mio ezine che si occupa di “parole”) partendo proprio da quel nome.

Mentre approfondivo le ricerche, per avere un quadro esatto degli avvenimenti, mi resi conto che la vicenda era strettamente legata al fallimento della applicazione del concetto di “Human in the Loop” la supervisione umana nello svolgimento delle funzioni di un sistema robotico.

Sul Vincennes era installato l'Aegis, all’epoca il più progredito sistema di combattimento “From detection to kill” (dal rilevamento alla distruzione) che integrava ed asserviva tutti i sensori di bordo e sistemi d'arma, ed era in grado di eseguire simultaneamente le funzioni di “search, tracking, and missile guidance” (ricerca, tracciatura e guida dei missili) su oltre 100 bersagli, per il loro abbattimento (o affondamento).

Ma il “sistema bellico uomo-macchina” si dimostò inaffidabile: anche se la componente umana commise la maggior parte degli errori decisivi  - come  ad esempio il  non aver considerato la possibilità del passaggio di un aereo civile in vari scenari simulati di addestramento -  anche la componente macchina del sistema stesso risultò deficitaria.

Il perfetto paradigma dei timori di Norbert Wiener - il padre della cibernetica moderna che espresse nell’articolo “Some Moral and Technical Consequences of Automation” pubblicato nel 1960 sulla prestigiosa rivista “Science” . Cap 1 19E' proprio da questo fallimento che emersa l'idea di scrivere un libro che - narrando le storie di analoghi disastri occorsi nel tempo - desse un quadro esaustivo dei passaggi che hanno portato, oggi, a realizzare sistemi d'arma autonomi.

Ecco quindi un breve abstract delle storie che saranno raccontate in "Killing me softly" partendo ovviamente dal racconto del disastro del volo IR-655 della Iran Air, abbattuto dai missili del Vincennes.

Prefazione 14 Il racconto inizia con la presentazione degli "attori" del dramma inseriti nel contesto storico, per poi passare alla drammatica descrizione degli avvenimenti attraverso la trascrizione e traduzione delle comunicazioni radio ufficiali.

Quindi descrive i tentativi di insabbiamento, le conclusioni della commissione d'inchiesta che venne istituita e - infine propone l'analisi di ciò che veramente accadde e che portò al fallimento dello "Human in the loop".

Successivamente al disastro, in varie sedi venne avanzata la tesi che se la componente-macchina del sistema Aegis fosse stata posta in modalità “casualty” e cioè completamente autonoma, selezionando ed ingaggiando gli obiettivi senza l’intervento umano, non avrebbe commesso quegli errori causati - negli esseri umani - da fattori quali emotività e stress: evitando così quello che è definito “scenario fulfillment” [NdA:  una situazione in cui un decisore umano prefigura un particolare scenario che ritiene plausibile e in cui egli finisce per ignorare o sottovalutare indizi che sembrano contraddirlo].

Il passaggio successivo di questa ragionamento porta a rendere sempre più autonoma la componente-macchina, trasformando il sistema dapprima in  “Human on the loop” con una riduzione del grado di supervisione umana nello svolgimento delle funzioni del sistema robotico, per spingersi poi fino al limite estremo, lo "Human out of the loop” , dove alla componente umana è preclusa qualsiasi capacità d’intervento.

Prefazione 06Trasposto ai giorni nostri, il primo concetto, quello dello “Human-in-the-loop” è applicabile agli UCAV – Unmanned Connact Aerial Vehicle (aereomobile da combattimento senza pilota) dove il sistema d’arma è parzialmente autonomo in quanto alcuni componenti operano in “automation” (automaticità),  ma le scelte di navigazione e tattiche sono compiute da controllori umani del veicolo:l’equipaggio, sebbene esso sia situato in un luogo remoto. Il Predator ed il Reaper sono esempi tipici di UCAV.

Gli altri due si differenziano dal primo in quanto sono dotati di differenti gradi di “autonomy” (autonomia).

L’”On-the-loop permette ancora un intervento umano in tempo reale, sostituendosi alle funzioni automatiche del robot qualora ciò risulti necessario, pur consentendo a quest’ultimo di conservare alcune funzioni indipendenti. Il veicolo può avere una certa quantità di Intelligenza Artificiale, ma chiederà l'approvazione o la direzione prima di prendere decisioni importanti. L' RQ-4 Global Hawk è un veicolo semi-autonomo.

L’”Out-of-the-loop” è invece un un sistema totalmente autonomo che non consente all’uomo una qualsivoglia capacità d’intervento in quanto il controllo umano è concettualmente assente: le decisioni di navigazione e tattiche sono fatte esclusivamente dal veicolo sulla base di software e parametri preprogrammati di missione. Tale sistema è in grado di identificare ed eliminare un obiettivo senza alcuna direzione esterna da un controllore umano in quanto è la macchina stessa che svolge funzioni di Machine Learning (auto-apprendimento), ri-programmandosi secondo l’ambiente in cui opera. In pratica i LAWS -  Lethal Autonomous Weapons Systems (sistemi d'arma letali autonomi).

Ma la AI - Artificial Intelligence (Intelligenza Artificiale) che ne è alla base - unitamente alle sue discipline ancillari: Cognitive Computing, Sentiment Analysis, Artificial Neural Network -  ha un problema intrinseco:  è – lo dice la parola stessa – artificiale…
E’ cioè stata creata artificialmente, attraverso la potenza degli algoritmi di un software.

Prefazione 07Ora, l'idea di armare un sistema d'arma autonomo - sia esso un drone, un carro armato o un robot - con una mitragliatrice anti-fanteria e spedirlo sul campo a falciare tutti i soldati che indossano la divisa del colore identificato da un codice in un data-base, ha un che di inquietante.

Ed è fuorviante la convinzione che gli algoritmi che guidano le intelligenze artificiali in guerra, non avendo pregiudizi e senso morale, possano considerare la realtà come una serie di variabili che contribuiscono alla riuscita della missione.

Gli algoritmi possono dire al LAWS di sparare a vista su chiunque indossi una divisa rossa, nera o verde, ma su un campo di battaglia potrebbero presentarsi un incredibile numero di variabili che un computer - non avendo la necessaria programmazione - non sarà in grado di affrontare come farebbe un essere umano.

Da qui la non risolta idoneità di una macchina - a cui si è affidata la decisione di vita o di morte di un individuo - ad applicare criteri di tipo etico, quale l’esercizio della forza su un uomo nel rispetto della sua dignità. E poi, nel caso di errore, su chi ricadrebbe la responsabilità? Sul programmatore...?

Perchè, come afferma Christof Heyns - relatore speciale delle Nazioni unite sulle esecuzioni extra-giudiziali, sommarie o arbitrarie: «Se non c'è un divieto preventivo contro le armi autonome di alto livello, allora una volta che il genio è uscito dalla bottiglia sarà estremamente difficile farcelo rientrare».

Da questi concetti e da molte domande a cui la mia ignoranza non riusciva a dare risposta, è iniziato un percorso di ricerca che, partendo appunto dalla tragedia dello USS Vincennes e dell’Airbus IR 655  ha toccato altri fatti o tragedie occorsi negli anni, che avessero un minimo comun denominatore: il fallimento del binomio uomo-macchina in uno scenario di guerra.

Così, ecco comparire da un passato ancora più lontano il fallimento dell’operazione Igloo White durante la guerra del Viet-Nam: il tentativo di realizzare un sistema integrato di ”Automated Battlefield” (campo di battaglia automatizzato) basato su una sorveglianza “computer-driven” (gestita da computer) in tempo reale con l’impiego di sensori.

Prefazione 08 Prefazione 08 bis

 Successivamente, visto che gli UAV e gli UCAV sono una componente fondamentale di questa trattazione, un capitolo è dedicato alla storia dei velivoli senza equipaggio.

A partire dai Ballonbomber, palloni aereostatici carichi di esplosivo che il generale prussiano Franz von Uchatius lanciò contro la Repubblica di Venezia nel 1849. Palloni bomba poi evolutisi nei FÅ«sen Bakudan in grado di percorrere i 10.000 km che separano il Giappone dalle coste degli Stati Uniti, durante la II Guerra Mondiale.

Prefazione 19

 Un pilota di Predator che sta guidando il suo aereo senza equipaggio sopra un villaggio lontano migliaia di chilometri, a differenza di un suo collega ai comandi di un caccia, “osserva” e “conosce“ il suo obiettivo, lentamente.

Prefazione 12E sono gli orrori della guerra: le riprese ad infrarosso senza alcun suono, quelle del corpo di chi è stato colpito che - raffreddandosi fino a quando non risulta indistinguibile dall’immagine termica del terreno gelato - giorno dopo giorno scavano nel suo intimo. 

Orrori che potranno indurgli quella che viene definita PTSD - post-traumatic stress disorder (sindrome da stress post-traumatico).

Così, un capitolo del libro è appunto dedicato a raccontare la storia di alcuni di essi.

Di nuovo una storia che è agghiacciante per la possibilità di leggere la trascrizione e la traduzione delle comunicazioni radio, durante una missione di sorveglianza, effettuata da un drone della USAF in Afganistan.

Prefazione 13Una sorveglianza basata su una errata convinzione dell'equipaggio del Predator: che il gruppo di persone che stavano monitorando fosse costituito da talebani.

E che essi stessero per attaccare dei soldati americani in missione, nelle vicinanze, mentre invece erano dei semplici civili diretti di buon mattino verso la capitale.

Sorveglianza che si trasformò in un target killing e portò alla uccisione di vittime inermi.

Dialoghi che fanno tornare alla mente il “delirio di onnipotenza” che si respirava sull’incrociatore Vincennes ...

E, ancora, l’orrore del bombardamento sull’ospedale di MSF - Medici Senza Frontiere a Kunduz, in Afghanistan.

Prefazione 09 Quando l'equipaggio della cannoniera AC-130  dell’USAF non avendo compreso pienamente gli ordini ricevuti, scambiò l’ospedale per un centro di comando dei talebani.

Poi le storie di due ragazzini: Abdulrahman Anwar e Tamir Rice, che non si conoscevano, ma sono morti entrambe per pregiudizi.

Il primo ucciso da un drone americano perché era stato scambiato per errore per il padre (con il quale non aveva più alcun rapporto dall’età di sette anni)  incluso nell’elenco delle delle persone che la CIA era autorizzata ad uccidere a causa della loro attività terroristica. Il secondo, un dodicenne afroamericano ucciso da due colpi di pistola sparati da un agente di polizia, la cui unica colpa era stata quella di gironzolare in un parco cittadino di Cleveland con una pistola giocattolo.

IPrefazione 10n questa trattazione rientra anche una storia che a prima vista sembrerebbe non pertinente: quella relativa al Mexican Wall, che dall’altra parte del confine con gli Stati Uniti viene più propriamente chiamato  “El muro de la vergüenza”  (Il muro della vergogna).

E se tale aggettivo sembra eccessivo, si comparino queste due foto: la prima con delle croci in legno appese a quello americano, a ricordare chi è morto di sete, di freddo o per il morso di un serpente nel tentativo di superare le zone desertiche di confine, e  la seconda che ritrae l'Antifaschistischer Schutzwall (Barriera di protezione antifascista)... Il Muro di Berlino.

Ma il Mexican Wall - che deve le sue origini al programma SBInet - Secure Border Initiative Network, commissionato nel 2006 dal dipartimento per la Homeland Security con l’obiettivo di impedire agli immigranti illegali di oltrepassare illegalmente il confine statunitense - è soprattutto una “virtual elecronic fence” (barriera elettronica virtuale) per il controllo del territorio.

Barriera che nelle sue soluzioni tecniche ha il sapore di quel passato chiamato Igloo White e che - come il predecessore - risulta essere un fallimento.

John F. Kennedy, in quanto presidente degli Stati Uniti d’America ed emblema del "mondo libero", andò a Berlino ad affermare "Ich bin berliner" (io sono berlinese) quando i sovietici nel 1961 costruirono il "muro".

Oggi a Washington è molto difficile trovare un politico che gridi: "Ich bin Mexikaner", visto che l'attuale inquilino della casa bianca ha utilizzato questo nuovo muro come un serbatoio di voti per diventare Presidente.

Infine due capitoli su quelli che possono sembrare scenari fantascentifici ma – purtroppo – non lo sono.

Il primo legato ai nuovi LAWS -  Lethal Autonomous Weapons Systems (sistemi d'arma letali autonomi) che possono ad esempio  utilizzare sistemi LIDAR - laser imaging detection and ranging (telerilevatori della distanza tramite impulso laser), in grado di identificare un essere umano con l’obiettivo – ancora non raggiunto - di distinguere se esso è un nemico, un alleato o un civile.

Prefazione 11Oppure lo “Smart bullet” (proiettile intelligente) che grazie al termine “smart” che lo accomuna ai cellulari di oggi viene “umanizzato” e quindi, in quanto “pensante”, appare più accettabile rientrando nella categoria del ”Fire and forget” (lancia e dimentica).

In altre parole un proiettile calibro ‘50 stabilizzato da alette con controllo di volo supersonico ad altissima manovrabilità che è in grado di accelerre e rallentare, alzarsi e abbassarsi, girare a destra e a sinistra per trenta volte al secondo, fino a colpire il bersaglio in movimento.

Quindi la recente scoperta a Mosul di un laboratorio clandestino dove l’Isis assemblava i droni , imbottiti di esplosivo per compiere attentati in Siria e in Irak.  Ma lo scenario più preoccupante è quello legato ai “foregin fighters” che rientrano in patria dopo essersi addestrati all’uso di armi chimiche, a base soprattutto di cloro e iprite, in grado di pianificare attentati con droni carichi di gas tossici.

E se vogliamo rimanere in tema di scenari distopici  si consideri che nel 2015, lo Stato del North Dakota ha approvato una legge – l’House Bill 1328 1328 - che concede alla polizia il diritto di armare gli UAV con con le cosiddette “Less than lethal weaponry” (armi non letali): Teaser - Thomas A. Swift's Electronic Rifle (pistola elettro-stordentie) e bombolette di  OC Gas (gas all'essenza di oleoresin capsicum) lo spray al peperoncino. Per cui “la” domanda  non è "se” ma “quando” i droni della polizia statunitense, saranno armati con armi letali...

Per non rendere totalmente cupa la trattazione di questo libro, sono presenti anche delle parti "leggere" come la storia dei primi droni prodotti negli Stati Uniti costruiti a... Hollywood da una ex star del cinema muto, in una fabbrica dova lavorava un’operaia d’eccezione, di cui - in questa premessa - non viene svelato il nome per mantenere la sorpresa.

Prefazione 15Oppure il capitolo intitolato "IL GOLEM, LA CREATURA, IL ROBOT E…HAL" dove si racconta la nascita degli “automi”, partendo da quando - nel 350 aC - il filosofo e matematico Archita di Taranto costruì una colomba di legno che - grazie ad una propulsione tramite un getto d’aria – era in grado di battere le ali e volare fino a 200 metri di distanza.

Tanto è vero che secondo la NASA – National Aeronautics and Space Administration (ente nazionale per le attività spaziali e aeronautiche) l’uccello meccanico di Archita la prima macchina in grado di effettuare il volo autonomo è:

Prefazione 17

Poi la storia del Golem , con una similitudine un po’ “Fantasy” tra la pergamena dove è scritto uno Shem (nome di Dio) messa in bocca all'essere di argilla per infondergli la vita e le istruzioni impartite ad un computer tramite una scheda perforata.

E, per restare in tema di perforazioni, furono proprio delle erronee perforazioni a produrre il colossale fallimento dell' “2000 Election Fraud”.

Infatti, durante le elezioni presidenziali degli Stati Uniti del 2000,  George W. Bush divenne il 43mo presidente degli Stati Uniti, grazie ai 537 voti in più ottenuti in Florida rispetto ad Al Gore, proprio per delle schede perforate male...

Quasi 180 mila voti non vennero accettati per errori formali e così un vantaggio dello 0,00009% consentì a Bush di guadagnare i 25 grandi elettori che assegnava lo Stato ed essere proclamato Presidente.

Per arrivare al capolavoro di Stanley Kubrick “2001 A space Odissey” (1968) dove HAL 9000, il personaggio del computer senziente che ha una completa Intelligenza Artificiale (Heuristically programmed ALgorithmic computer) così definisce se stesso e la serie a cui appartiene (e sappiamo tutti come andò a finire…) :

Prefazione 16

Ecco, queste sono le "storie" che verranno trattate nei vari capitoli di "Killing me Softly".

La Bibbia recita testualmente (Giovanni 8:31, 32) «Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi», però, al termine della stesura di questo libro,  nonostante le tante ricerche effettuate, ho dovuto ammettere che esso è in fondo un fallimento, perchè - ovviamente - lo storytelling ha solo scalfito un argomento che ha innumerevoli zone d'ombra e di cui (volutamente?) si ha scarsa conoscenza.

Però un piccolo merito forse ce l'ha: quello di fornire spunti di riflessione su argomenti di cui l'opinione pubblica ha scarsissima conoscenza: spunti che aiutino ad ampliare la propria personale valutazione del mondo in cui viviamo e – soprattutto – vivranno i nostri figli. Spunti che mi auguro potranno essere utili loro per intervenire attivamente, al fine di evitare gli scenari distopici che sono stati tratteggiati: e già questo è un obiettivo appagante per chi lo ha scritto.

Prefazione 18Un ultima precisazione: dalla sua lettura potrebbe trasparire una posizione fortemente antiamericana dello scrivente. Nulla di tutto ciò!

Sebbene molto  critico sugli innumerevoli errori che vengono descritti, non avrei potuto scrivere alcunchè se non avessi avuto libero accesso a moltissimi documenti declassificati, articoli di quotidiani e riviste specializzate, nonchè opinioni disparate di ricercatori indipendenti. E tutte on-line!

Prova ne è che nel capitolo di introduzione, in cui l' "accusato" è la Russia, ben poche informazioni corrette arrivano dalle fonti ufficiali di quel paese.

Cosa invece possibile in un'altro Paese - gli Stati Uniti d'America -  che nel bene e nel male rimane ancora una delle più avanzate democrazie del mondo.

Michele Buonocore

INDICE

Cap 1 00 Copertina 2

INDICE

Prologo
Capitolo 1
Capitolo 2
Capitolo 3
Capitolo 4
Capitolo 5
Capitolo 6
Capitolo 7
Capitolo 8
Capitolo 9
Capitolo 10
Capitolo 11
Capitolo 12
Capitolo 13
Capitolo 14
Capitolo 15
Capitolo 16
Capitolo 17
Capitolo 18
Capitolo 19
Capitolo 20
Capitolo 21
Capitolo 22
Capitolo 22
Epilogo

 

  2016 volo MH17 - 1988 volo IR655: From detection to kill
  Incrociatore CG49 vs. Airbus IR-655: I personaggi del dramma
  Incrociatore CG49 vs. Airbus IR-655: La sequenza degli avvenimenti
  Incrociatore CG49 vs. Airbus IR-655: I rapporti ufficiali. Salvo errori ed omissioni
  Incrociatore CG49 vs. Airbus IR-655: Ciò che veramente accadde
  Incrociatore CG49 vs. Airbus IR-655: Il fallimento dello human in the loop
  Golem, robot e...HAL
  A drone is born: Piccola storia degli UAV (Unmanned Aerial Vehicle)
  A drone is born: E’ solo un aereo giocattolo
  A drone is born: Vespe squali & predatori
  Anatomia di un Target Killing : I protagonisti
  Anatomia di un Target Killing : il copione di un film di serie”B”
  Anatomia di un Target Killing : Di nuovo salvo errori ed omissioni
  Anatomia di un Target Killing : Dite al Presidente che non sono un terrorista
  Igloo White: La prima volta che vennero lasciati gli scarponi nell'armadietto
  Igloo White: Brains sensors & muscles vs. Vietcong
  Crònica de una muerte anunciada : Tamir Rice e Abdulrahman Anwar
  Il missile Patriot : Un costoso tacchino volante
  LAWS (Lethal Autonomous Weapon) : Il potere di uccidere gli esseri umani
  LAWS: Fire & Forget
  MSF: Tuo figlio è finalmente al sicuro in un ospedale. Oppure no?
  Sbinet: Il muro della vergogna
  Google & Co.: I droni e i robot intorno a noi
  I droni possono diventare uno strumento del terrorismo
  Un epitaffio per Leila Behbahani

 

 

Numeri precedenti (clicca sulle copertine per leggere)

  • Editoriale
    Autunno 2015 - Google
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    Giugno - Agosto 2014
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    Settembre - Ottobre 2014
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    Natale 2015
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