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Editoriale Natale 2015 01Gentile lettore,

Qesto numero natalizio di WoW! è interamente dedicato alle donne. O - meglio - a quelle “ragazzine”, che saranno le donne del futuro.

L’anno scorso avevamo raccontato la campagna contro gli stereotipi di genere verso il mondo femminile,  legata allo spot: “#LikeAGirl” (divenuto virale con più di 85 milioni di visualizzazioni).

in esso si faceva “piazza pulita” dell’uso in negativo del termine “come una ragazzina” e noi di WoW! lo avevamo supportato, producendo una versione sottotitolata in italiano.

Poiché quest’anno è stato prodotto il nuovo spot “Unstoppable #LikeAGirl” (indomita come una ragazzina), abbiamo deciso di realizzare un numero natalizio dove – oltre ad entrare nella storia ad esso legata - fossero presenti alcune iniziative legate alle problematiche di genere. Ecco quindi...:

“Girl Rising” che parla di come un documentario - che narra la storia di nove ragazze ed altrettanti sogni di essere studentesse - quando è supportato dal doppiaggio di artisti internazionali del calibro di Meryl Streep e Cate Blanchett, e sceneggiature affidate a scrittori di fama mondiale, diviene il motore di una azione civile per la scolarizzazione delle ragazze.

E poi, “#GirlsCan” un esperimento sociale  a cui si sono sottoposte delle donne e delle ragazzine arabe, che partiva da un tavolo con molti oggetti su di esso: un pallone da calcio, un telescopio, una bicicletta ma anche un ferro da stiro e una scopa… per arrivare alla richiesta fatta loro di lasciarvi sopra solo ciò che doveva  essere associato alla donna.

Passiamo quindi a raccontare la storia di “Em”, ex modella ed ora blogger e regista di spot, con il suo  imperativo: “Non permettere a nessuno di dire che non sei bella” legato al video “You Look Disgusting" che lei ha sceneggiato e diretto, dove ella condivide i commenti terribili che ricevette a seguito dell’aver postato sui social network, delle sue fotografie dove il suo volto era rovinato dall’acne.

Infine un articolo dedicato a coloro che amano la “Fotografia” con la “F” maiuscola: il mitico scatto “The Afgan Girl” pubblicato National Geographic Magazine.
Qui raccontiamo la storia degli occhi di Sharbat Gula e delle tre uniche fotografie che le sono state fatte nella sua vita: quella del  1985, scattata da Steve McCurry  dove i suoi occhi verde ghiaccio, disarmanti e pieni di paura, rabbia e voglia di riscatto, divennero un simbolo del conflitto che dilaniava l'Afghanistan;  quella che nel 2002 egli le fece dopo averla ritrovata  dopo anni di ricerche infruttuose e – infine - la foto segnaletica che non ha nulla di artistico e mostra gli occhi di una donna provata dalla sofferenza, più che dal tempo...

Come si vede, articoli impegnati ed impegnativi, ma che, “virati” al femminile, ci possono dare una chiave di interpretazione di come potrebbero migliorare i tristi tempi che stiamo vivendo, grazie ad una vera compartecipazione dell’”altra metà del cielo”.

Buon Natale e serene festività,

Michele Buonocore

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