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La storia di un plagio che e’a sua volta il plagio di un altro plagio…
"Il potere delle parole” è uno video che si diffuse viralmente nel 2011. Ma èanche un “gioco di specchi” con il colpo di scena finale. 

"Il potere delle parole” è uno video che si diffuse viralmente nel 2011, su youtube e nei social media, con quasi venti milioni di accessi. Gli autori non lo dichiararono ma il soggetto altro non è che la trasposizione di un aneddoto attribuito ad un famosissimo copywriter: chi è lo diciamo nel testo, usando qui la tecnica della “blind headline”, per restare in tema…

01 Il successo che ebbe questo spot risiede: nella sua brevità, una musica emozionale, un potente messaggio ed un un “claim” finale che spiega che è possibile cambiare il nostro mondo, cambiando le nostre parole.
Decisamente molto iconografico…
Ma la vera storia di “The Power of the words” è un “gioco di specchi” con il classico colpo di scena finale

Il “plot” (la trama) è il seguente:
Un mendicante cieco sta chiedendo l’elemosina seduto sui gradini di un palazzo nel centro della città ma la gente gli passa davanti di fretta senza lasciargli alcuna offerta. Eppure, accanto a, lui c’è un cartone dove è vergata con scrittura incerta la frase: “I’M BLIND PLEASE HELP” (sono cieco per favore aiutatemi).
Una giovane donna però si ferma, pensierosa legge il cartello, poi lo prende, vi scrive sul retro una frase,
lo riposiziona accanto al cieco e si allontana in silenzio. Il cieco è stupito ma bastano pochi minuti e tutti coloro che gli passano davanti lasciano un obolo. Il giorno seguente la giovane donna si ripresenta dal cieco che – al tatto – la riconosce e le chiede cosa abbia fatto al cartello per far sì che tutti siano diventati generosi. La giovane donna risponde allora che aveva semplicemente scritto la stessa cosa che aveva letto sul cartello, ma con altre parole: “IT’S A BEAUTIFUL DAY AND I CAN’T SEE IT.” (E’ una giornata meravigliosa ed io non posso vederla).
Bello, no? In pratica il sogno di qualsiasi copywriter…

Riscrivere di getto una “headline” che modifichi il messaggio ed induca le persone ad agire nel modo desiderato: in questo caso generare una compassione, nata dal riconoscere il privilegio di vedere qualcosa che il mendicante cieco non può godere. Sentimento che induce a quella azione – l’elemosina - che il messaggio originale non era stato in grado di fare.
Il video però non ebbe un successo immediato: in un anno ebbe solo poche centinaia di visioni. Nel 2011 però, la svolta.

Gli autori decisero di postarlo su vari social media e,spiccò il volo : in un solo fine settimana venne visto da oltre un milione di persone!
Da allora, ha sviluppato una vita propria: ad oggi “The Power of the words” ha avuto più di 19 milioni di visualizzazioni ed è stato definito uno dei “YouTube Top 10” preferiti di tutti i tempi.
Proiettato in scuole, organizzazioni di formazione e addirittura chiese in tutto il mondo, è stato definito dal CEO dell’agenzia Saatchi & Saatchi di Bruxelles uno dei suoi video preferiti e IKEA Europa lo ha incluso nel proprio programma di addestramento.

02  Tutto ciò sarebbe magnifico se… non fosse il risultato di un plagio!
Lo abbiamo scoperto perché gli autori fanno un “Homage” ad un altro cortometraggio (Historia de un letrero by Alonso Alvarez Barreda) nei commenti su YouTube, anche seil video non ha un “credit”al termine ma solo un “vanity plate” alla agenzia Puplefeather.

Una rapida ricerca in rete ed ecco il link al video su YouTube "Historia de un Letrero” (La storia di un cartello); cortometraggio scritto e diretto da Alonso Alvarez Barreda, che due anni prima - nel 2008 – aveva vinto lo Short Film Online Competition a Cannes. Guardiamolo…
Con l’unica differenza di una ambientazione sudamericana (ci troviamo in Messico) ha esattamente la stessa trama e – a partire dalla scritta sul cartello “Hoy es un Hermoso Día y NO puedo verlo…”- le stesse parole in spagnolo di "The Power of Words“.
Si potrebbe concluderla lì con il “Pereant qui ante nos nostra dixerunt” (Eccles. 1, 9) di Aelius Donatus, grammatico romano del IV secolo che, tradotto molto, molto, liberamente suona così: “Che si fot_ _ _ o quelli che prima di noi hanno formulato le nostre idee”.
Ma, poiché abbiamo il brutto vizio di approfondire le notizie, abbiamo scoperto che anche il cortometraggio messicano è frutto di un plagio!

03  Infatti ecco spuntare fuori il video di una campagna pubblicitaria del 2006, diretta dallo spagnolo Francisco Cuenca Alcaraz, dal titolo “Una Limosna, Por Favor” (Una elemosina, per favore) che partecipò al “NoTodo Film Festival”. Praticamente identico…!
Il plagiatore, il 24enne Barreda si difese affermando che la storia: «…Es una leyenda urbana, no tiene autor pero no es un plagio …Yo escribí el libreto, no la idea original. Mi error fue poner el crédito como escritor, debí poner adaptación.» (E' una leggenda metropolitana non ha autore ma non è un plagio …Ho scritto la sceneggiatura, non l'idea originale. Il mio errore è stato quello di mettere il credito come scrittore, mentre dovevo indicare adattamento). 04 

Mah… nel “closing credits” si legge però “Escrita, dirigida y producida por Alonzo Alvarez Barreda (Scritto, diretto e prodotto) …

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