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COMPUTER VS ORDINATEUR 18Partendo dall’origine di un termine: Computer e da un nuovo vocabolo: Ordinateur, coniato da Jacques Perret, filologo della Sorbona e purista della lingua francese, passiamo - canticchiando la filastrocca "Daisy Bell" - ad HAL 9000 di Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke, per finire tramite il “Test di Turing” nel presente che ci fa vedere come una Artificial Intelligence comincia ad interagire con noi.

Il termine computer è il nome d'agente del verbo inglese to compute, derivato dal latino computare attraverso il francese computer.

L'etimo latino è composto da com = cum (insieme) + putare (tagliare, rendere netto) che significa propriamente: "confrontare per trarre la somma netta”.

COMPUTER VS ORDINATEUR 19La parola "computer" entrò nell’uso corrente all’inizio del 17 ° secolo ed indicava "colui che calcola": una persona che effettua calcoli matematici.

Un esempio è dato dall’annuncio di ricerca di personale apparso sul New York Times del 1892:

"A Computer Wanted. [...] The examination will include the subjects of algebra, geometry, trigonometry, and astronomy".

Nel primo Novecento i livelli più umili del lavoro scientifico erano destinati alle donne. Infatti il lavoro di calcolo delle donne-computer veniva definito al femminile.

COMPUTER VS ORDINATEUR 1I Computer umani ebbero poi un ruolo fondamentale nello sforzo bellico della seconda guerra mondiale:

Negli Stati Uniti, a causa della diminuzione della forza lavoro maschile inviata sui campi di battaglia oltreoceano, furono molte donne, spesso con una laurea in matematica, a sviluppare con soli ausili meccanici, delle formule complesse legate al Progetto Manhattan, per la creazione della prima bomba nucleare.

Durante il programma spaziale Apollo la NASA fece ampio uso di computer umani - ingegneri che usavano il regolo - per mancanza di tempo per la progettazione e la messa a punto di calcolatori elettronici dedicati.

Tornando al 1920, in quell’anno si cominciò ad utilizzare il termine “computing machine” applicato a qualsiasi macchina che fosse in grado di effettuare il lavoro di un computer umano.

Durante il 1940, venne aggiunto l’aggettivo “Electronic”( o a volte “Digital”) ma, come accade spesso nella lingua inglese, il termine fu abbreviato in “Computer” che è l’accezione che tutti ormai usano.

Tutti… Tutti tranne i francesi che prefirsono definire un elaboratore come un “Ordinateur”.

Per i sostenitori della purezza della lingua francese l’importazione di terminologia inglese legata all’informatica ed alla cultura digitale in genere, rappresenta un campo di battaglia importante, a causa della preminenza culturale anglo-americana che ne ha contrassegnato l’avanzata, a partire dal 1940.

Nella loro prosCOMPUTER VS ORDINATEUR 2pettiva, l'adozione di un termine come “ordinateur” per designare un calcolatore elettronico, è starta una grande vittoria..

Ma, andiamo ad analizzarlo da vicino, questo termine...

COMPUTER VS ORDINATEUR 3Esso deriva dal latino "ordinator” (colui che ordina, organizza) e non è stato coniato dalla “Académie Française”.  [ NdA: l’organismo fondato nel 1634 da Armand-Jean du Plessis de Richelieu, meglio noto come Cardinal Richelieu,  il cui obiettivo è la purezza e la conservazione della lingua francese – l’adattamento o la creazione di termini “locali” al posto della adozione di parole ed espressioni straniere.].

Il termine ordinateur è stato invece inventato dal filologo latino e professore alla Sorbona Jacques Perret ed è uno di quei rari casi in cui la creazione di un neologismo è confermato da uno documento datato.

COMPUTER VS ORDINATEUR 5Infatti il 16 aprile 1955, egli scrisse una lettera in risposta ad una richiesta di François Girard, allora responsabile del Marketing di IBM France, che stava per commercializzare il suo “ultimo nato”: l'IBM 650.

Un elaboratore elettronico che, nelle intenzioni della multinazionale, doveva essere percepito in Francia come un vero e proprio strumento di gestione.

Poichè il vocabolo “calculateurs électroniques" era considerato troppo restrittivo alla luce delle possibilità della macchina, Perret coniò allora “ordinateur” in quanto quel vocabolo, a suo avviso, evocava la capacità di organizzare e ri-organizzare.

Nella sua lettera, Jacques arriva a scomodare anche l’”Onnipotente”…

COMPUTER VS ORDINATEUR 4.jpg“Cher Monsieur,
Que diriez-vous d’ordinateur?
C’est un mot correctement formé, qui se trouve même dans le Littré comme adjectif désignant Dieu qui met de l’ordre dans le monde”.

(Egregio Signore, che ne direbbe di “ordinateur”? E una parola correttamente formata, che si ritrova anche nel “Le Litttré” come aggettivo che indica Dio come colui che mette ordine nel mondo).

[NdA: il "Littre" è il vocabolario per antonomasia in Franca, dal cognome del suo autore] .

Ma poiché – come ammise lui stesso – erano poche persone a conoscenza di questa dimensione religiosa, nella sua lettera egli proponeva poi altri nomi, per poi scartarli immediatamente

“Congesteur, digesteur évoquent trop congestion et digestion. Synthétiseur ne me paraît pas un mot assez neuf pour désigner un objet spécifique, déterminé comme votre machine”.

(“Congestore”,“digestore” evocano troppo la congestione e la digestione. Sintetizzatore non sembra abbastanza una parola nuova per un oggetto specifico, determinato, come la vostra macchina).

Alla fine il termine “ordinateur” risultava più vicino a concetti di ordine e di contabilità, proprio come l'altro termine francese, ordonnateur, utilizzato nell'amministrazione per i funzionari con potere di autorizzare le spese.

La parola ordinateur fu, fin dall'inizio, un successo. Tanto è vero che venne recepita in spagnolo e catalano come "ordenador" e "ordinador".

E’ comunque da notare che la maggior parte delle altre lingue romanze ha preferito tradurre computer con termini più vicini al suo significato originale: "calcolatore" in italiano o "calculator" in rumeno.

COMPUTER VS ORDINATEUR 20Questo successo ha col tempo coinciso - nella percezione del pubblico – con l’evoluzione del significato attribuito al termine "computer”: le prime macchine erano considerate semplici dispositivi di calcolo. Oggi, invece, l’accento si è spostato verso la loro capacità di “ordinare” proposizioni logiche, una capacità che fa vedere la possibilità di una Intelligenza Artificiale.

C’è voluto il genio di un regista inglese, Stanley Kubrick e la visione futuribile di uno scrittore di fantascienza, Arthur C. Clarke [NdA: Clarke fu il primo ad ipotizzare, in un articolo pubblicato nel 1945, l'utilizzo dell'orbita geostazionaria per i satelliti dedicati alle telecomunicazioni]  per mostrare nel film “2001: A Space Odyssey” che HAL 9000, il supercomputer della nave spaziale Discovery (mentre viene disattivato HAL, dichiara di aver paura e, quindi, prova emozioni) era sicuramente più un ordinateur che un computer.

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«My mind is going.
There is no question about it.
I can feel it. I can feel it. I can feel it.
I'm afraid.»  

La mia mente sta svanendo.
Non c'è alcun dubbio.
Lo sento. Lo sento. Lo sento.
Ho paura.

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E’ impressionante – ogni volta che si rivede il film – la sequenza di HAL che recita la filastrocca “Daisy Bell" quando viene disattivato e la sua mente regredisce agli “input iniziali”…

Daisy, Daisy, giCOMPUTER VS ORDINATEUR 8ve me your answer do / I'm half crazy all for the love of you / It won't be a stylish marriage I can't afford a carriage / But you'll look sweet upon the seat / Of a bicycle built for two.

Ma perché “Daisy Bell” e non, ad esempio “Jingle Bells”?

Ricordiamoci che Kubrick era un perfezionista… Per cui la sua scelta aveva una motivazione molto precisa che si agganciava perfettamente alla “personalità” di un “ordinateur” come HAL…

Perché la prima registrazione conosciuta di una synthesized voice (voce sintetizzata) che venne effettuata nel 1961  presso i Bell Labs a Murray Hill- NJ su un elaboratore elettronico  IBM 7094 -è proprio “Daisy Bell”!

 

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Arthur C. Clarke - che ricordiamo è l’autore della novella “The sentinel”, embrione da cui egli stesso insieme a Kubrick partì per scrivere il romanzo e la sceneggiatura del film (che potrete leggere andando nella sezione "consigliati per voi" in questo numero di WoW) ebbe modo di ascoltarla durante una visita a quei laboratori.        

COMPUTER VS ORDINATEUR 13 COMPUTER VS ORDINATEUR 12 COMPUTER VS ORDINATEUR 11

Ne parlò a Kubrik e fu così che essi decisero che essa fosse uno degli step iniziali nella programmazione di HAL.

Ecco perchè man mano che i banchi di memoria HAL vengono cancellati e la sua mente svanisce, egli regredisce alla sua “infanzia” …

E per le edizioni del film doppiate in lingue straniere? Non si poteva mantenere una canzoncina in inglese, che la maggior parte del pubblico non avrebbe compreso!

Kubrick – che supervisionava tutti i doppiaggi, inclusi quelli in lingua differente dall’inglese decise che  per ciascuna lingua in cui fosse stato distribuito il film, era necessario identificare una filastrocca che si adattase alla sequenza.

Per quella in italiano la scelta cadde su “Giro Girotondo”,  da lui giudicata un’ottima corrispondenza a quella in inglese.

COMPUTER VS ORDINATEUR 21C’è poi da dire, a onore della superiorità dei doppiatori italiani, che Kubrick dichiarò che - a parte il doppiaggio originale in inglese dell’attore Douglas Rain -  la “voce” italiana data ad HAL 9000 dal doppiatore Gianfranco Bellini era la migliore fra tutte.

Da parte nostra, riteniamo che Bellini sia riuscito a dare alla personalità di HAL sfumature variegate, superiori alla recitazione "monocorde" dell'attore inglese,

Un’altra domanda… Perché il supercomputer si chiama HAL?

“HAL” non è un un ipocoristico del nome Harry, ma nasce da un omaggio di Arthur C. Clarke ai due principali metodi con cui il pensiero umano si manifesta: il procedimento euristico e quello algoritmico.

COMPUTER VS ORDINATEUR 22L'euristica (dal greco εὑρίσκω, letteralmente "scopro" o "trovo") è un metodo di approccio alla soluzione dei problemi che non segue un chiaro percorso, ma che si affida all'intuito e allo stato temporaneo delle circostanze, al fine di generare nuova conoscenza.

All’opposto un algoritmo (termine che deriva dalla trascrizione latina del nome del matematico persiano al-Khwarizmi) è un procedimento che risolve un determinato problema attraverso un numero determinato e finito di passi elementari.

Da qui, tornando al nome del nostro computer, l’ acronimo Heuristic ALgorithmic.

In questo caso, viste le implicazioni dell’autore, è’ normale che si sia mantenuto il nome HAL nelle altre lingue in cui venne distribuito il film ed il libro.

Peccato che i francesi – in questa occasione - abbiano voluto starfare…

Per i puristi della lingua francese era difficile da mandar giù una definizione in “Franglais” (gli anglofoni direbbero invece “Franglish”) unendo Ordinateur a Heuristic Algorithmic.

Non avendo a disposizione un professore alla Sorbona, hanno prodotto un classico esempio di “Lost in translation”: Nella versione francese il nome di HAL diventa CARL, acronimo di Cerveau Analytique de Recherche et de Liaison (Cervello Analitico per Ricerca e Comunicazione)…Orribile, vero?

COMPUTER VS ORDINATEUR 14Per tornare al filo conduttore di questo numero di WoW, la crittografia, c’è un’altra storia da raccontare intorno al nome HAL

Un crittografo attribuì la sua origine a una amabile presa in giro della IBM, all'epoca la più nota azienda costruttrice di elaboratori elettronici.

Infatti applicando il “cifrario di Cesare” con uno spostamento di una lettera (invece di tre come in quello di Cesare) alle tre lettere H-A-L, si ottinene come risultato I-B-M.

Arthur C. Clarke ha, tuttavia, smentì tale ipotesi in una intervista, sostenendo che la IBM era stata molto utile a lui e Kubrick durante la realizzazione del film.

COMPUTER VS ORDINATEUR 15Asserì poi che la sua idea originale era quella di rendere il computer di genere femminile, con il nome “Athena” ma che fu poi Kubrick a decidere per HAL con l’esplicita derivazione ai due metodi concorrenti di programmazione che, negli anni sessanta, erano considerati i contendenti per la produzione di AI - Artificial Intelligence (Intelligenza Artificiale). 

"AI"… Proprio un altro progetto cinematografico di Kubrick… Progetto poi realizzato con l'omonimo film del 2001 diretto da Steven Spielberg, dove “David”

“…is 11 years old. He weighs 60 pounds. He is 4 feet, 6 inches tall. He has brown hair. His love is real. But he is not”
(David ha undici anni. Pesa 27 chili. È alto 137 centimetri. Ha i capelli castani. I suoi sentimenti sono veri. Ma lui non lo è.).

COMPUTER VS ORDINATEUR 16Ma, se “David” è un personaggio cinematografico, “Eugene Goostman” è il primo software al mondo ad aver superato il famoso "Test di Turing" (si, proprio Alan Turing, il matematico di Betchley Park) l’esperimento concepito per distinguere l'intelligenza artificiale da quella umana.

Il test consiste nel misurare la capacità di una macchina di rispondere a una serie di domande in modo naturale come farebbe un essere umano.

Alla persona (umana) che si sottopone al test non viene detto se stia interagendo con una machina o con un’altro essere umano; se dopo la prova la persona non riesce a distinguere l’intelligenza artificiale da quella umana, il test viene considerato superato.COMPUTER VS ORDINATEUR 17

Al Turing Test 2014 Competition, gara organizzata dalla Royal Society, il programma di chatterbot “Eugene Goostman” presentato come un ragazzino di 13 anni di origini ucraine in grado di parlare un inglese scolastico, ha convinto un valutatore su tre di essere un essere umano… 

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