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UNA EPICA LOTTA DI MACCHINE 1 12A volte singole parole raccontano la storia, con la “S” maiuscola.

Betchtley Park, Bombe, Colossus… sono nomi che ci consententono di vivere in un mondo imperfetto, ma sicuramente molto, molto migliore di un altro che altri nomi: Enigma, U-Boot, III Reich avrebbero potuto imporci...

Una storia intrigante di quella che fu una battaglia senza quartiere tra l'intelligence britannica e quella tedesca, fatta da scienziati, tecnici e macchine...

Bisogna partire dalla macchina cifratice per eccellenza: Enigma, un nome che fu scelto da chi il latino lo aveva studiato con profitto a scuola... Infatti “aenigma” (parlare copertamente) e si riferisce a un testo ambiguo o velato, a volte inspiegabile… Un enigma è una frase di significato oscuro o resta un mistero… Un enigma può comportare un rompicapo...

Così, senza voler scrivere un saggio storico, cerchiamo di fornisce una traccia ( o una chiave di decifrazione se si vuole restare in tema …) sui nomi e le parole che hanno contraddistinto questa battaglia di intelligence.

Come sempre, la storia comincia indietro nel tempo: non durante la II guerra mondiale, ma bensì al termine della “Grande Guerra” del ‘14 - ’18.

Proprio nel 1918 l’ingegnere tedesco Arthur Scherbius insieme ad un amico E. Richard Ritter, fonda la società Scherbius & Ritter che in breve ha sul mercato un'ottima accoglienza, grazieal brevetto del convertitore Scherbius, applicazione elettrotecnica su motori asincroni, di notevole importanza.

E’ il 23 febbraio 1918, e Scherbius ottiene il brevetto DE 416 219 per il suo dispositivo di cifratura che utilizzava dei rotori combinatori: in pratica, la riproduzione elettromeccanica del disco cifrante di Leon Battista Alberti.

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I due soci propongono la macchina Enigma, ai governi di due differenti paesi che – ironia della sorte – sarebbero stati acerremi nemici 25 anni dopo: la Kaiserliche Marine, (Marina imperiale germanica) ed il Foreign Office (Ministero degli esteri) del Regno Unito.

UNA EPICA LOTTA DI MACCHINE 1 3La prima giudicò sicuro il sistema di cifratura, ma considerò insufficiente il traffico di messaggi che allora avveniva sulla flotta, per giustificare l’investimento economico.

I due soci allora, su suggerimento dello staff dell marina germanica (erano altri tempi...) si rivolsero al Foreign Office, proponendo la cifratrice per lo scanbio di messaggi diplomatici.

Ma anche il Ministero degli Esteri britannico non risultò interessato alla macchina. Così Scherbius e Ritter cedettero i diritti di brevetto alla ditta Chiffrier Maschinen Aktiengesellschaft, pur entrando nel consiglio di amministrazione della società.

UNA EPICA LOTTA DI MACCHINE 1 4La macchina venne prodotta e commercializzata al pubblico a partire dal 1923, per fornire a commercianti ed uomini d’affari un sistema di invio e ricezione di messaggi sicuri.

Però, nonostante lo sviluppo di ben tre diversi modelli di Enigma (“A” – “B” e “C”) ed un “claim” pubblicitario accattivante ”Un segreto, ben protetto, è sufficiente a pagare l'intero costo della macchina” la Chiffrier Maschinen Aktiengesellschaft era sull’orlo del fallimento…

Dobbiamo arrivare al modello ”D” per avere il vero salto di qualità nella cifratura.

Infatti a Enigma venne aggiunto un quarto rotore “Umkerwalze” che poi venne comunemente definito Reflektor (riflettore) il cui principio era che qualsiasi lettera di partenza risultava reciproca con quella cifrata.

se una data lettera, diciamola “A” veniva cifrata in “ W”, allora anche “W” doveva cifrarsi in ”A.

Per cui bastava organizzare i rotori nello stesso ordine e posizione usati nella cifratura in partenza e digitare le lettere del testo cifrato, per ottenere il testo in chiaro tramite l’illuminarsi della lampadina corrispondente alla lettera.

UNA EPICA LOTTA DI MACCHINE 1 5Ma si era 1925 e la Germania stava trasformandosi da una democrazia "de jure", in uno stato autoritario e nazionalista; mutazione avvenuta sotto la guida del presidente-eroe di guerra Paul von Hindenburg.

Dopo la scoperta che le comunicazioni navali durante la I Guerra Mondiale erano state decriptate dalla Gran Bretagna grazie al lavoro di intelligence effettuato sui codici scoperti dopo l'affondamento di una Seiner Majestät Schiff (Nave di Sua Maestà), il governo decise di affidare a un sistema sicuro di criptazione, le comunicazioni delle proprie forze armate.

E questa decisione fu la salvezza per i nostri Arthur e Richard...!

Venne loro commissionata una versione più evoluta della macchina, per impedire una decodifica dei messaggi nel caso che qualcuna delle macchine già in circolazione fosse caduta in mani nemiche.

Diversi esemplari furono acquistati prima dalla Marina Militare tedesca nel 1926 e  poi, nel 1929, dall'Esercito.

Dopo l’avvento del Nationalsozialismus (Nazionalsocialsmo), praticamente ogni organizzazione militare tedesca e la maggior parte della gerarchia nazista si dotò di macchine Enigma, che furono utilizzate durante la guerra per comunicazioni radio e telegrafiche (perfino i bollettini meteorologici vennero cifrati con questo apparato).

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L’utilizzo di una macchina cifratrice di altissima tecnologia da parte di uno stato con dichiarate mire espansionistiche, preoccuò le nazioni confinanti che cercarono delle contromisure, a livello di intelligence.

Fu così che nel novembre del 1931, Hans Thilo Schmidt - un funzionario dell'Ufficio Cifra dell'esercito tedesco, desideroso di avere un tenore di vita che il suo stipendio non gli permetteva cominciò a passare ai servizi segreti francesi due manuali di istruzione:  Gebrauchsanweisung für die Chiffriermaschine Enigma (Istruzioni per la macchina di cifratura Enigma) e Schlüsselanleitung für die Chiffriermaschine Enigma (Istruzioni fondamentali la macchina di cifratura Enigma).

L'agente "Asche" (cenere) nome in codice di Schmidt continuò a fornire alla intelligence francese ulteriori informazioni fino al 1943 quando, scoperto dalla polizia nazista, si suicidò in carcere per evitare le torture.

I manuali di utilizzo, tuttavia, non consentivano da soli di capire la chiave utilizzata per codificare un testo e i servizi francesi ritennero che il meccanismo fosse troppo complesso per essere decifrato dai propri crittoanalisti.

Di contro, i servizi segreti polacchi, erano riusciti a intercettare una valigia diplomatica contenente un esemplare della macchina Enigma e, essendo il governo Polacco convinto che la Germania avrebbe cominciato una guerra invadendo per prima la propria Nazione, chiese alla Francia i progetti e tutto il materiale che era stato recuperato, per la realizzazione di un prototipo e violare il codice.

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Il Biuro Szyfrów (Ufficio Cifra) polacco ottenne dei piccoli successi nella decifrazione dei messaggi criptati con Enigma, ma la complessa natura tecnologica della macchina richiedeva degli specialisti.. Fu così che il matematico Marian Rejewski, venne incaricato di studiare il problema e riuscì a dedurre lo schema di funzionamento interno della macchina tedesca.

UNA EPICA LOTTA DI MACCHINE 1 9Una volta ricostruita la struttura logica di Enigma usando la teoria delle permutazioni, Rejewski coadiuvato da due colleghi matematici dell’università di Poznań, costruì un rudimentale calcolatore basato sul metodo della “forza bruta” (che consiste nel verificare tutte le soluzioni teoricamente possibili fino a che si trova quella effettivamente corretta): la Bomba Kryptologiczna (bomba crittologica) per simulare il funzionamento di una macchina Enigma e ottenere da un messaggio cifrato.

La "Bomba" era una macchina decisamente complessa - composta da molti moduli. Ciascun modulo consisteva di uno scaffale di ferro largo due metri e 10, alto uno e 90, profondo sessanta centimetri, e pesante circa una tonnellata. Ogni modulo metteva in movimento 108 rotori (più tre di controllo) in gruppi di 12 per fila, che eseguivano gradualmente la decodifica dei messaggi.

Dal 1932 al 1937 il 75% di messaggi cifrati tedeschi prodotti da macchine Enigma venne decrittato dall'Ufficio Cifra polacco, grazie ad una debolezza del sistema cifrante e a una regola imposta per l'uso della macchina da parte dei comandi germanici.

Ma, tra il 1938 e il 1939 i tedeschi cambiarono le regole di cifratura, aumentando il numero dei rotori della macchina Enigma a 5. Fu così che il metodo dei polacchi perse gran parte della sua efficacia, consentendo solo una sporadica decrittazione.

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Alla vigilia dell'invasione della Polonia da parte dei nazisti, nel 1939, a Pyry vicino a Varsavia vi fu un incontro segreto tra criptologisti inglesi francesi e polacchi. Agli Alleati Rejewski ed i suoi colleghi dimostrarono sistematicamente i fondamenti matematici, le modalità di rottura delle chiavi e – infine -sotto gli occhi degli osservatori decifrarono un nuovo messaggio da una Enigma a tre rotori che era stato appena intercettato.

Le due delegazioni ottennero una copia della macchina e la documentazione completa sui metodi di decrittazione, Poi i polacchi distrussero tutti gli apparati.

I Francesi decisero di non utilizzare il materiale ricevuto in quanto lo giudicarono troppo complesso per le loro risorse di intelligence.

Fu così che dall'autunno del 1939, le informazioni ricevute vennero messe in pratica dalla intelligence britannica - che aveva compreso l’importanza del reclutamento di matematici - e a Betchley Park vennero ideati diversi metodi di forzatura delle chiavi di codifica tedesche.

Trent’anni dopo Rejewski e Zygalski, quando la storia della Bombe di Touring e di Colossus fu desecretata, vennero a conoscenza delle attività di Bletchley Park, ma morirono amareggiati dell’assenza di riconoscimenti per proprio lavoro che era stato la base di partenza per i successi di Betchley Park.

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Oggi però un monumento in bronzo a tre facce è eretto di fronte al castello di Poznań. Ogni lato porta il nome di uno dei tre matematici che lì avevano frequentato il corso crittologia nel 1929 e successivamente collaborato a spezzare il cifrario Enigma.

Ma anche una targa commemorativa degli sforzi dei matematici e crittologi polacchi è stata posta a Betchley Park...

In essa si legge : "This plaque commemorates the work of Marian Rejewski, Jerzy Różycki and Henryk Zygalski, mathematicians of the Polish intelligence service, in first breaking the Enigma code. Their work greatly assisted the Bletchley Park code breakers and contributed to the Allied victory in World War II." (Questa targa ricorda il lavoro di Marian Rejewski, Jerzy Różycki e Henryk Zygalski, matematici del servizio segreto polacco, che furono i primi a rompere il codice Enigma. Il loro lavoro aiutato notevolmente i code breaker di Bletchley Park ed ha contribuito alla vittoria degli Alleati nella seconda guerra mondiale).

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E qui ci fermiamo un’attimo, per raccontare una storia nella storia: la nascita di Bletchey Park…

 

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