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LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 1 1La Battaglia dell'Atlantico iniziò il 3 settembre 1939, e durò fino all' 8 maggio 1945.

Combattuta su 32 milioni di chilometri quadrati di oceano, fu la più lunga, grande e complessa battaglia navale della storia che coinvolse navi, sommergibili e aerei.

Venne vinta dagli Alleati non solo per la quantità e superiorità dei mezzi messi in campo, ma anche grazie alla possibilità di decodificare i messaggi degli U-Boot.

Ecco la storia - limitata agli avvenimenti che gravitarono intorno alla cattura dei codici ed altro materiale di Enigma - fatta di termini, nomi e coraggio…

Prima, però, è necessaria una breve premessa.

Con l’Europa occupata dai nazisti e la guerra nel Pacifico con i Giapponesi, l’Atlantico era l'unica via per la Gran Bretagna di rifornirsi di cibo, carburante e materie prime per le proprie fabbriche.

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 1 3I tedeschi sapevano perfettamente che la distruzione della flotta di petroliere britanniche prima, e degli altri convogli provenienti dagli Stati Uniti, poi, avrebbe tolto alla Royal Navy (la marina militare delle forze armate britanniche) i rifornimenti di cui aveva bisogno per far navigare le proprie navi ed approvvigionare le fabbriche.

Il che significava vincere la guerra.

Nel 1940 l'ammiraglio Karl Dönitz , Führer der Unterseeboote (comandante della flotta dei sommergibili tedeschi) dichiarò che l’U-boot avrebbe potuto  vincere da solo la guerra.

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 1 4Una affermazione non certo esagerata, visto che il Primo Ministro britannico Winston Churchill ebbe modo di affermare:

«The only thing that ever really frightened me during the war was the U-Boot peril. » (L'unica cosa che mai mi ha davvero spaventato durante la guerra è stato il pericolo proveniente dagli U-boot).

Dönitz organizzo l’arma suddividendo gli Unterseeboote, abbreviati in U-boot (sommergibili) in flottiglie e – in base alla decisione unilaterale della Germania di adottare la Uneingeschränkte U-boot-Krieg  (guerra sottomarina a oltranza) -  utilizzò i propri mezzi per affondare senza preavviso tutte le navi mercantili Alleate che venivano trovate.

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 1 6Per ottenere i risultati voluti, egli sviluppò la Rudeltaktik (tattica a branco di lupi) raggruppando diversi sottomarini in formazioni di attacco in grado di sopraffare e disorientare le difese, arrivando da più direzioni contemporaneamente.

In pratica, gruppi da 15 a 20 U-boot pattugliavano le rotte in vicinanza della Gran Bretagna.

quando un convoglio era avvistato, veniva inseguito da uno di essi che trasmetteva per radio la posizione, la rotta e la composizione, all' Oberkommando der Marine, il quartier generale di Dönitz, con il quale si manteneva in collegamento, finché altri sommergibili non avevano ricevuto i loro ordini e preso contatto.

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 1 7Poi gli U-boot attaccavano simultaneamente, ma in modo indipendente, per riferire in seguito il risultato della loro azione a Dönitz, il quale impartiva gli ordini per un ulteriore attacco o un nuovo pattugliamento, in quanto il rientro alla base era previsto solo quando carburante e munizioni fossero stati quasi esauriti…

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 1 5Per mettere in atto la tattica del branco dei lupi, è intuitivo che le comunicazioni fossero il perno della strategia adottata dalla Kriegsmarine (Marina Militare tedesca) e che la cifratura dei mesaggi risultasse di fondamentale importanza.

All’inizio della guerra venne adottata una macchina cifratrice Enigma in versione navale – definita dalla sigla M3 – identica ai modelli utilizzati dall’esercito e dalla aviazione tedesca e - come per le altre versioni - erano utilizzati diversi algoritmi, ognuno con la propria chiave quotidiana.

ILA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 2 1l cifrario principale aveva il nome in codice Heimische Gewässer (Acque Interne ) noto a Bletchley Park come“Dolphin” (Delfino) per U-boot e navi di superficie.

A rendere ancora più complesso il sistema erano presenti due chiavi di cifratura: il messaggio veniva criptato prima con una chiave Allgemein e poi con l’altra, Offizier

Nonostante tutte queste protezioni avessero prodotto uno dei più complessi e sofisticati codici di criptazione, le macchine Enigma e i cifrari per la marina tedesca erano più vulnerabili di quelli utilizzati dall’Esercito e dall’Aviazione tedeschi.

E questo per un fattore che non poteva essere modificato...

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 2 2Mentre le macchine dell’ Heer (esercito) e della Luftwaffe (aviazione) erano al sicuro nelle loro basi terrestri, spesso dietro la linea del fronte, gli Enigma navali viaggiavano su mezzi spesso isolati con un avversario, la Royal Navy, che aveva l’ordine di assaltare qualunque imbarcazione nemica e impossessarsi del materiale crittografico.

I tedeschi allora presero una ulteriore precauzione: il giornale di bordo che conteneva le tavole del mese con i settaggi di Enigma, venne stampato -  su carta di colore rosa - con un inchiostro rosso solubile.

Bastava che il foglio venisse a contatto con l’acqua di mare e i testi sarebbero risultati illeggibili dal nemico…

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