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LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 4 6Nei primi mesi del 1941, l’obiettivo della Germania di  impedire alle navi mercantili di portare cibo, materie prime, truppe ed attrezzature dal Nord America verso il Regno Unito si stava realizzando.
Infatti la Gran Bretagna – a causa degli U-boot - stava perdendo navi tre volte più velocemente di quanto ne riuscisse a produrre: il Governo incominciò a temere che il Regno Unito - analogamente a quanto avveniva agli abitanti di un castello preso d'assedio - sarebbe capitolato per fame…

Churchill – nelle sue memorie – scrisse: ”... the only thing that ever really frightened me during the war was the U-boat peril” (durante la guerra, l’unica cosa che realmente mi spaventava era il pericolo degli U-boat).

Basti pensare che l’U-boot-47, al cui comando era il “leggendario “ comandante Günther Prien,  realizzò il record di affondamenti tra i comandanti dei sommergibili tedeschi durante la seconda guerra mondiale: in 238 giorni trascorsi in mare, affondò 30 navi nemiche per un tonnellaggio complessivo di 193 808 t.!

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 4 8

Ma un barlume di speranza apparve quando, a Bletchley Park, lo storico e crittologo Sir Harry Hinsley scoprì che le navi meteorologiche tedesche - di solito pescherecci isolati e protetti - utilizzavano gli stessi cifrari delle macchine Enigma impiegate sugli U-Boot...

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 4 7Hinsley si rese conto che se fosse stato possibile catturare uno di quei pescherecci, il cifrario dell’Enigma navale avrebbe potuto essere rotto, consentendo così di decifrare i messaggi verso gli U-Boot e quindi identificare la loro posizione.

C’era però un problema… Come era già avvenuto in passato, all’approssimarsi di una nave della marina militare, l'equipaggio tedesco avrebbe avuto il tempo di gettare le correnti impostazioni di Enigma in mare, prima di essere abbordato.

Egli però aveva ipotizzato che, essendo le impostazioni del mese successivo tenute chiuse in una cassetta di sicurezza a bordo della nave, esse avrebbero potuto non essere “ricordate” nel momento in cui l’equipaggio tedesco avesse dovuto abbandonare velocemente la nave.

Sulla base di questa supposizione, un nuovo piano - ideato dal capitano J.R.S. Haines, dell'Operational Intelligence Centre - venne messo in pratica…

il 5 maggio 1941 il 18th Cruiser Squadron (18° squadrone di incrociatori) - costituito dalle HMS Edinburgh, Manchester e Birmingham e cinque cacciatorpediniere di scorta - salpò dalla base navale di Scapa Flow verso la Norvegia, con una precisa missione (nome in codice “EB” ): intercettare e catturare il peschereccio München

Ecco come Colin Kitching - a bordo della nave ammiraglia HMS Edinburgh – ne raccontò il recupero, avvenuto il 7 maggio:

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 4 9« We - the boarding party - were under orders to fight our way on board the München if necessary. But […] most of the München’s crew had quickly abandoned ship, leaving only the captain, another officer and a couple of ratings to receive us, which they did with great courtesy. Indeed one of them kindly helped me over the guardrail. […] The München’s captain had thrown the Enigma machine and the May coding tables over the side as Somali approached, but the settings for June were duly collected by Captain Haines, who knew exactly what he was looking for. […] he was flown to London and reached Bletchley Park on May 10th.»

(…a noi del gruppo d’abbordaggio era stato ordinato di  aprire il fuoco a bordo della Munchen, qualora fosse stato necessario. Ma la maggior parte dell'equipaggio aveva già abbandonato la nave, lasciando solo il capitano, un altro ufficiale e un paio di uomini a riceverci; cosa che fecero con grande cortesia. In effetti, uno di loro gentilmente mi aiutò a scavalcare la battagliola. […]  Il capitano della München aveva gettato fuori bordo la macchina Enigma e i codici del mese di maggio, mentre la cacciatorpediniere HMS Somali stava avvicinandosi, ma le impostazioni per il mese di giugno vennero recuperate dal capitano Haines, che sapeva esattamente quello che stava cercando. […] Egli fu trasportato con un aereo a Londra e raggiunse Betchley Park il 10 maggio).

La Kriegsmarine presuppose che la nave fosse andata perduta in mare...

 

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 4 1

Quasi contemporaneamente alla cattura del peschereccio Munchen, il 9 maggio del 1941, il sommergibile U-boot-110 ingaggiò un feroce combattimento con tre navi degli Alleati: la corvetta HMS Aubretia ed le cacciatorpediniere HMS Bulldog e Broadway (ex USS Hunt ceduta dalla marina statunitense alla marina britannica).

NdA: Per la Royal Navy qualsiasi nave da guerra (HMS -  Her Majesty the Queen Ship) è di genere femminile, mentre per la United States Navy sono di genere maschile (USS – United States Ship) .
Vi sono varie teorie sulla motivazione originaria. Una è che gli equipaggi vedono nella nave una rappresentazione della propria madre. Un’altra perché le prime navi vennero  dedicate ad una dea. Ma quella più vicina allo “spirito” dei marinai è perchè "Ships are similar to women : They are expensive, need a lot of paint - and they always have a lot of men around them !” (Le navi sono simili alle donne: sono costose, necessitano di un sacco di vernice ed hanno sempre un sacco di uomini che le gironzolano intorno!).

 

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 4 2

Anche questa storia merita di essere raccontata…

Dopo un lungo inseguimento, l’Aubretia effettuò un lancio di cariche di profondità che danneggiarono il sommergibile tedesco e costrinsero il comandante Lemp ad ordinare l'emersione rapida.

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 4 10Quando il capitano di fregata John Baker Cresswell si rese conto che il sommergibile tedesco era in difficoltà sotto i colpi sparati dal cacciatorpediniere, ricordandosi di un episodio studiato all'accademia, sulla cattura di codici tedeschi dell'incrociatore tedesco Magdeburg nel 1914, ordinò il cessate il fuoco e preparò una squadra d'abbordaggio.

Lemp nel frattempo aveva fatto abbandonare ai suoi il sommergibile, ordinando di distruggere o sabotare tutto ciò che era possibile, ma - forse per via della paura dell’equipaggio tedesco di annegare all’interno del sommergibile che imbarcava acqua – l’ordine non venne eseguito.

Il mancato sabotaggio permise un “pinch” eccezionale, che l' Ordinary Seaman (marinaio semplice) CJ Fairrie della Bulldog lo racconta così:

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 4 3«Charts, codes, names of spies, Uboat  bases, knowledge of movements of our convoy–an enormous coup–turning point in the Battle of the Atlantic! Materials seized from the U-Boot […] Among them was a wooden box that looked like a typewriter. »

(Grafici, codici, nomi di spie, dislocazione delle basi degli U-Boot, la conoscenza dei movimenti del nostro convoglio… Un “colpaccio” nella battaglia dell'Atlantico! Tra i materiali sequestrati dall’ U-boot […] c’era una scatola di legno che sembrava una macchina da scrivere) .

Quella - che all'ignaro Fairrie appariva come una "strana" macchina da scrivere - altro non era che una macchina Enigma perfettamente funzionante!

Insieme ad essa era stata recuperata un serie di libri di codici che dettagliavano le chiavi di lettura dei segnali brevi dell’ U-Boot, le previsioni del tempo per aprile e giugno e l’ "Offizier" con le impostazioni del codice breve per giugno.

L'equipaggio tedesco superstite, raccolto dalla Aubretia e dal Broadway venne inviato sottocoperta e non vide il trasbordo del materiale recuperato sulla Bulldog

Per dare una idea dell'impegno nel recupero del materiale catturato, basti pensare che la squadra d'abbordaggio britannica formò una catena umana che partiva dai locali sottocoperta del sommergibile procedeva lungo la scaletta della torretta, poi si dipanava sul il ponte esterno dell’U-boot fino alla lancia affiancata al sommergibile...

Con questo passaggio di mano in mano vi era una fortissima possibilità che un marinaio potesse scivolare sul ponte viscido, facendo cadere in mare uno o più documenti o che un’onda potesse bagnarli. Il che avrebbe significato la diluizione dell’inchiostro solubile in acqua e la conseguente illeggibilità del contenutio…!

Invece, dopo tre ore, tutto il materiale cifrato, i grafici e molti altri componenti di Enigma furono trasferiti in modo sicuro dall’U-110 alla Bulldog.

L'U-110 fu messo al traino ma il giorno seguente, affondò a causa dei notevoli danni subiti; cosa che favorì ulteriormente il mantenimento del segreto più assoluto della vicenda: era infatti sparita la prova più difficile da celare...

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 4 6LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 4 11Si sa che gli inglesi amano i fiori. Pertanto “giocando” con il nome in codice della missione: “Primrose”, la Bulldog trasmise un breve messaggio:

“Have Primrose in tow, consider petals to be of great value.”

(abbiamo una primula sotto la nostra cura, riteniamo che i suoi petali siano di grande apprezzamento).

La risposta di A.V. Alexander, First Lord of Admiralty fu dello stesso tono…: “Hearty congratulations. The petals of your flower are of rare beauty” (Sentite congratulazioni. I Petali del vostro fiore sono di rara bellezza).

Poi il comandante della flottiglia Cresswell ordinò il black-out totale delle comunicazioni per evitare eventuali intercettazioni ed la Bulldog rientrò alla base inglese di Scapa Flow, con le insegne di battaglia indicanti l'affondamento di sommergibile nemico e non la sua cattura, per sviare ulteriormente eventuali avvistamenti da parte di spie naziste presenti alla base.

Questa rimase la versione ufficiale per oltre vent'anni. Oggi, che le informazioni sono desecretate, si può leggere un documento interessanter: l' ”U 110 – Interrogation of Survivors” .

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 4 4

Il tenente Allen Bacon, che operava come ufficiale di collegamento tra la Navy Section a Betchley Park e l’Operational Intelligence Centre dell’Ammiragliato, trascorse molte ore esaminando i documenti acquisiti, nella cabina del capitano della Bulldog. Il suo verdetto fu perentorio:«This is what we have been looking for. »  "(Questo è ciò che stavamo cercando).

Ogni pagina venne accuratamente fotografata per evitare  il rischio di perdere gli originali in volo verso Londra e, finalmente, il 13 maggio i reperti di inestimabile valore per l’intelligence britannica arrivarono all’Hut 8.

Con essi - in combinazione con i cifrari della edizione 1940 del Wetterkurzschlüssel (Libro Delle Abbreviazioni Meteorologiche) prelevati dal München - fu possibile decodificare l’l RHV - Reservehandverfahren (sistema di riserva di cifratura manuale) utilizzato quando una macchia Enigma non era disponibile.

Ma ancora più importante per i codebreaker fu la scoperta che le modifiche all’Enigma navale erano state comunicate dai tedeschi attraverso i codici "Offizier" insieme ad altri messaggi soggetti alla massima sicurezza.

A quel punto, gli analisti di Betchley Park avevano la capacità di leggere gli stessi messaggi come se fossero stati presenti presso l'Alto Comando tedesco!

LA BATTAGLIA DELLATLANTICO CAP 4 5Molti crib furono ottenuti dalla sezione meteo di Bletchley Park alloggiata nell'Hut 10 (baracca 10) ed anche l’Hut 4 contribuì a fornirne degli ulteriori basandosi su segnali identici relativi a messaggi inerenti le operazioni di posa di mine.

Altri grafici dettagliavano le posizioni fisse del’intera flotta degli Unterseeboote nell'Atlantico e dei sottomarini Klasse XIV - affettuosamente chiamati dagli equipaggi della Kriegsmarine "Milchkuh” (Vacche da latte) - in quanto concepiti per rifornire i sottomarini d’attacco in alto mare, visto che le navi cisterna tedesche non potevano raggiungerli in sicurezza.

Da questi messaggi, gli uomini delle baracche 4 e 8 acquisirono la conoscenza delle tattiche degli U-Boot, i percorsi di pattugliamento, le routine operative e i piani d’attacco.

I convogli degli Alleati furono successivamente deviati dalle rotte a rischio e, nel contempo, i sommergibili tedeschi vennero localizzati e - spesso - affondati.

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