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Il nome BACARDI è ormai una icona che richiama alla mente un liquore, il Rum; un’isola, Cuba, e famosi cocktail: il Mojito e il Daiquirì  solo per citarne un paiol…
Ma tu, caro lettore, conosci veramente il BACARDI, anzi… il BACARDÍ ?
Ci pensa WoW a raccontarti questa storia fatta di un liquore di canna – scritto in modi diversi: rhum, ron, rum, - personaggi come Ernest Hemingway, frasi famose come “¡Cuba Libre!” luoghi dell’immaginario collettivo, la “Bodeguita del medio “ pirati come Francis Drake e, infine … pipistrelli!
Partiamo dal nome: Don Facundo Bacardí Massó fu il fondatore - nel 1852 -della distilleria: ecco perchè il nome di questa marca di rum si dovrebbe pronunciare BACARDÍ con l’accento sulla “I” finale.
Passiamo poi al marchio: cosa ci sta a fare un pipistrello nero che guarda a sinistra e, diciamocela tutta, nella sua grafica originale è proprio bruttarello?

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http://www.taringa.net/posts/recetas-y-cocina/11551204/Ron-bacardiiii-todoooo-historia-casa-bacardi-familia-bac.html
Don Facundo – come vedremo dopo - aveva iniziato a produrre un nuovo tipo di rum – il BACARDÌ Superior - più raffinato e leggero rispetto a quelli in circolazione.
Il prodotto c’era, ma mancava un marchio che lo identificasse. Doña Amalia Moreau, moglie di Don Facundo, aveva trovato una colonia di pipistrelli della frutta che viveva tra le travi del tetto della distilleria appena aperta.
Allora le venne in mente che per i cubani il pipistrello era simbolo del sapere, mentre in Spagna, loro terra d’origine, era credenza che portasse fortuna, intesa e salute.
Convinse così il marito, come tutte le mogli sanno fare, a utilizzare il pipistrello come marchio da accompagnare al logo,-su ogni bottiglia di rum.
Una idea ingegnosa in quanto  - al tempo – molte persone non sapevano né leggere né scrivere e il pipistrello era un’immagine facilmente riconoscibile
Era nato “El Ron del Murciélago” (il Rum del Pipistrello) con una immagine il cui design si è modificato nel tempo ma che  ancora oggi è uno dei marchi aziendali più conosciuti al mondo.
Ma questo liquore e il nome di una famiglia che ancora ne detiene la proprietà, hanno ancora altre storie e leggende da raccontarci…
Dobbiamo tornare indietro nel tempo, quando a Cuba, grazie al clima favorevole, era stata introdotta la produzione della canna da zucchero. Tutti possedevano piccole distillerie in cui si produceva Aguardiente, una forma primitiva di rum, dalla melassa, un prodotto di scarto della lavorazione dello zucchero. L’Aguardiente era la bevanda dei lavoratori, servita direttamente dalla botte nelle pulperías: taverne all’aperto.

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Il liquore era di scarsa qualità per due motivi: in primo luogo nessuna distilleria utilizzava tecniche moderne come invece avveniva nelle coloniei francesi e inglesi dei Caraibi e – soprattutto - perchè la canna da zucchero cubana possiede un altissimo contenuto di saccarosio che, in condizioni di distillazione non controllata, produce molto rapidamente alcol, generando un’alta temperatura che uccide i lieviti prematuramente.
Arriviamo al 1796, quando la monarchia spagnola che in precedenza aveva osteggiato la produzione dei liquori ad alta gradazione alcolica, ribalta i propri principi morali ed incentiva la produzione di un liquore che fosser in grado di “Soddisfare il gusto della corte e dell’elite dell’Impero Spagnolo”
Don Facundo Bacardí Massó inizia a sperimentare nuovi processi di distillazione, adottando la tecnica della filtrazione a carbone ed impiegando una miscela di legni tropicali e gusci di noci di cocco.
Nel 1852 riesce a creare un nuovo tipo di rum, come si è detto, più raffinato e leggero rispetto a quelli in circolazione: l’ideale per il gusto del ceto medio nascente…. Era nato il rum BACARDÍ Superior, che costituisce lo standard di produzione osservato ancor oggi.
E qui c’è una ulterore storianella storia: per festeggiare il successo nelle vendite, uno dei figli di Don Facundo piantò di fronte alla distilleria una palma da cocco che sopravvisse negli anni a terremoti, guerre e incendi. Fu così che “El Coco” si trasformò in leggenda: "Los Bacardí de Cuba va a sobrevivir hasta que el El Coco vivir" ( La Bacardi Cuba sopravviverà fino a quando El Coco sarà vivo).
Quando a seguito della rivoluzione castrista famiglia Bacardì andò in esilio negli USA, El Coco morì. Un caso? Fatto stà che oggi, davanti ad ogni stabilimento, viene piantata una palma di cocco…

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http://vimeo.com/40126504
Ma torniamo al 1888, anno in cui alla "Exposición Universal de Barcelona" la Regina di Spagna Maria Cristina nominò Bacardì fornitore ufficiale della Casa Reale (Spagnola) "Proveedor oficial de la familia real del hogar”

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Nel 1892 ecco una “campagna marketing” che potrebbe far morire di invidia i pubblicitari di oggi…
Il futuro re di Spagna, Alfonso XIII, che al tempo aveva sei anni, contrae una pericolosa influenza ed il medico di corte, per aiutarlo a dormire, gli somministra questo rum. Il mattino dopo l’”Infante de Espagna” si sveglia e… la febbre non c’è più!

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http://es.wikipedia.org/wiki/Infante_de_Espa%C3%B1a
Il segretario reale spagnola scrive quindi una lettera di ringraziamento alla famiglia Bacardì per la produzione di un prodotto che aveva salvato la vita di sua Maestà!
Visto il “testimonial” alla Bacardì non si lasciano scappare l’occasione e coniano un claim che rese famoso questo distillato:
[BACARDÍ...El Rey de los Rones: El Ron de los Reyes] (Il Re dei Rum e il Rum dei Re).
Arriviamo alla guerra per lʼindipendenza Cubana nel 1898, quando Cuba si affrancò dalla Spagna e divenne una repubblica indipendente. Nel 1900 Warren Candler, un vescovo americano della Chiesa Metodista e fratello di Asa Candler, proprietario e presidente della Coca Cola™, aveva introdotto ufficialmente la bevanda americana a Cuba.
Coca Cola + BACARDÌ… ? Ecco due leggende sul matrimonio alcolico più famoso di tutti i tempi!
La prima vede tal Fausto Rodriguez - messaggero per conto delʼufficio Signal Corps durante la guerra Ispano-Americana – che diviene amico di un americano di cognome Russell (nome però oscurato ma che per alcune fonti era Theodore Roosevelt, il futuro 26° presidente degli Stati Uniti dʼAmerica).
Un pomeriggio dellʼ agosto del 1900 Rodriguez si recò in un bar, dove Russell era solito bere Rum Bacardi e Coca Cola. Nell’American bar si trovava anche un gruppo di soldati americani che, incuriositi dalla bevanda che stava bevendo Russell, chiesero cosa fosse quel drink. Russell rispose che era Bacardi e Coca-Cola e suggerì di provarlo. Assaggiatolo con piacere i soldati Americani chiesero quale fosse il nome di quel cocktail. Russell rispose che non aveva ancora un nome e allorai un soldato, immediatamente, suggerì “Cuba Libre!”.
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http://everythinginthebar.blogspot.it/2013/10/cuba-libre-cocktail.html
Un’altra storia – forse più aderente alla realtà – ci mostra a l’Avana un gruppo di soldati americani che persuasero uno scettico Fausto Rodriguez - titolare e barman di un piccolo bar di Neptuno Street -  a mixare il suo prezioso rum BACARDÍ  con la loro bevanda frizzante. Egli volle dare un tocco personale aggiungendo anche del lime e tutti brindarono con il grido di battaglia del movimento indipendentista cubano: “ ¡ Por Cuba libre!” (a Cuba libera!).
In un modo o nell’altro naque il BACARDÍ & Cola uno dei cocktail più popolari al mondo!
Sempre in quegli anni a Daiquirí, una cittadina mineraria di Cuba, Jennings Stockton Cox, un ingegnere minerario statunitense che aveva ricevuto – come tutti i minatori - la sua razione mensile Rum, decise di sperimentare un modo diverso di berlo, dopo una lunga e torrida giornata di lavoro, rispetto al Canchánchara, un mix di miele, lime e rum che era precedentemente servita a Cuba come un ristoro.
Prese del BACARDÍ Rum Superior, del succo di lime fresco, zucchero e ghiaccio tritato: agitò il tutto e, dopo aver gustato il cocktail rinfrescante con gli amici lo battezzò “Ron BACARDÍ a la Daiquirí ”.
Per ironia della sorte, nel resto del mondo venne riconosciuto come un drink dal sapore sofisticato, grazie  all’Ammiraglio Lucius W Johnson che – dopo averlo assaggiato a Cuba - lo volle far conoscere all'Army and Navy Club a Washington.
Nel 1919, il Congresso degli Stati Uniti approvò il Volstead Act la legge sul Proibizionismo che vietava la produzione, il trasporto, l’importazione e la vendita di alcolici negli Stati Uniti. La BACARDÍ aveva uno stabilimento per l’imbottigliamento a New York e si ritrovava con sessantamila casse di rum a magazzino senza la possibilità di venderle. Un dirigente della società - Enrique Schueg – trovò una soluzione molto “latina” che, pur essendo al limite del lecito, funzionò a meraviglia! Fece emettere dalla società d’imbottigliamento delle azioni denominate “‘wet stock” del valore di una cassa di rum BACARDÍ ciascuna.
Dopo aver venduto le azioni al pubblico, sciolse la società distribuendo, agli assetati azionisti, una cassa di rum per ogni azione.
Quando si dice “bersi il capitale”…

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Anche sul lato pubblicitario la BACARDÍ, trovò un modo per aggirare il divieto di pubblicità negli USA. Ideò, fece stampare e distribuì gratuitamente ai turisti americani in visita all’Avana, delle cartoline che pubblicizzavano le attrattive di Cuba con i suoi bar e la vita notturna. Su una di esse - ad esempio – si poteva leggere “Cuba is great. There is a reason. BACARDÍ ” (Cuba è grande. C’è un perché: BACARDÍ ”.

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Le cartoline erano spedite agli amici e parenti negli Stati Uniti, invogliando così molti americani a visitare Cuba non solo per giocare nei casinò e fumare i sigari di fama mondiale, ma soprattutto per gustare il suo rum a sole 90 miglia dalle coste della Florida.
E’ proprio in questo periodo che assistiamo all’esplosione della popolarità del terzo mix a base di Ron BACARDÍ… Il Mojito, già chiamato “The unofficially national drink of Cuba” (il cockail nazionale non ufficiale di Cuba) divenne uno tra i cocktail preferiti dai turisti statunitensi.
Il fenomeno non passò inosservato e la rivista Fortune scrisse […caused Havana to become the ‘unofficial’ United States saloon.] (L’Avana è divenuta “Il bar personale degli Stati Uniti”).

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Si narra che il primo esecutore conosciuto del Mojito sarebbe stato Attilio De La Fuente, un barman che lavorava a La Bodeguita del medio un bar a L'Avana. La Bodeguita divenne poi famosa a livello mondiale proprio perché il Mojito iniziò a essere proposto a livello commerciale in quei luoghi e in quell'epoca.
Ma cosa vuole dire la parola Mojito? Esistono diverse teorie … Secondo alcuni esso sarebbe legato al mojo, un condimento tipico della cucina cubana a base di aglio e agrumi, usato per marinare. Un'altra teoria lo lega alla traduzione della parola spagnola mojadito, che significa "umido". Un'ultima ipotesi, fa risalire l'etimologia della parola al termine vudù mojo, che significa "incantesimo".
Però, la leggenda più intrigante racconta che il primo mix di tafia( il primitivo distillato di canna) limone o limetta e Hierba Buena (una menta selvatica con gambo grosso e succoso) sia stato per la prima volta creato nel 17 ° secolo dal Corsaro dei Caraibi Francis Drake.
Sì, proprio il comandante in seconda della flotta inglese che sconfisse l’Armada Envincible (l'Invincibile Armata) nel 1588: una flotta composta da 130 vascelli e 24.000 uomini (20.000 soldati e 4.000 marinai) approntata dal re di Spagna Filippo II per contrastare la crescente potenza marittimo-commerciale dell'Inghilterra.

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"El Drake" (o meglio “El Draque” (il Dragone) faceva coltivare alcune piante di Hierba Buena sulle sue navi, perché credeva che questa miscela di tafia, lime e menta avrebbe protetto i suoi uomini  -che soffrivano spesso di dolori addominali per via del cibo avariato - da febbri e malattie.
Per cui, chi soffre della sindrome del colon irritabile, può prendere un aereo per l’Avana, recarsi alla Bodeguita del medio e bersi uno dietro l’altro cinque Mojito, brindando alla salute de El Draque oppure – in un modo più salutare ed economico–assumere un integratore alimentare all'olio essenziale di menta piperita, per ridurre efficacemente il gonfiore addominale.


Prima del 100°Anniversario di BACARDÍ, le forze rivoluzionarie cubane confiscarono tutte le proprietà della famiglia Bacardì: distillerie, birrifici, uffici, magazzini e le scorte di rum in fase d’invecchiamento. Tuttavia, grazie alla lungimiranza di Pepín Bosch, Presidente della BACARDÍ, che nel 1958 aveva trasferito tutti i brevetti, i marchi di fabbrica, la ricetta (segreta) e il ceppo del lievito fuori da Cuba, ed alla possibilità di utilizzare due proprie distillerie  a Porto Rico e in Messico, la BACARDÍ riuscì a rinascere in esilio.

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Nel 1993, grazie all'acquisizione della Martini & Rossi, la Bacardi & Company Limited -con sede ad Hamilton, Bermuda - è diventata una tra le più grandi aziende mondiali di produzione e distribuzione di bevande alcoliche.
E il pipistrello…? Si è fatto un lifting e nel logo attuale non è più bruttino come il suo avo.
Nella brochure “150 years of Bacardi heritage” pubblicata per celebrare il centocinquantenario della BACARDÍ si legge:
[… the Bat truly flies. Its puffed-out chest, higher head and larger wingspan give it a sense of pride, confidence and masculinity. The wings and tail break free as the Bat looks to the future with a sense of optimism, conveyed by the sunlight on its face. The new Bat Device displays a greater sense of liberation, better embodying the irrepressible spirit of Bacardi.] (il pipistrello vola davvero. Il suo petto è gonfio-in fuori, la testa più alta e la maggiore apertura alare vogliono dare un senso di orgoglio, ottimismo e mascolinità (il richiamo a Batman è un po’ stiracchiato, ma, sì, dai,…ci stà). Le ali e la coda si liberano come se il pipistrello guardasse al futuro con un senso di ottimismo, con la luce del sole che inonda il sul suo viso. (un mammifero notturno che scruta il sole …? Qui il copy ha qualche lacuna in scienze naturali in quanto, pur avendo un apparato visivo perfettamente funzionante i pipistrelli hanno una forte miopia: i loro occhi si sono infatti evoluti per percepire gli insetti a distanze estremamente ridotte e nel pieno dell’oscurità.) per incarnare al meglio lo spirito irrefrenabile del Bacardi).
Al di là delle fanfare, forse è più bello pensare che il pipistrello BACARDI stia per volare verso la sua casa natia, a Cuba.

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