Il magazine online di slogan

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Con questo titolo non vogliamo ricordare la battaglia di Canne del 217 a.C. dove i romani furono sconfitti dai Cartaginesi comandati da Annibale
Qui stiamo parlando delle canne da zucchero da cui viene ricavato un distillato molto amato dai consumatori!
E  per il rum, e tramite il rum. è in corso una vera e propria “guerra” che è da un lato parte integrante della strategia anti-castrista degli Stati Uniti d’America e dall’altro è un aspro confronto commerciale condotto senza esclusione di colpi, per la supremazia sul mercato statunitense e mondiale del rum!


E’ notizia recente che – quando il blocco imposto da Washington sul proprio territorio Nazionale alla vendita di rum di produzione cubana verrà rimosso – la Havana Club International S.A. lancerà negli Stati Uniti il rum “Havanista” - un trademark che è già stato registrato negli USA - che avrà la stessa bottiglia e lo stesso marchio di un’altra marca di propria produzione, l’ Havana Club
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02 http://pernod-ricard.com/files/fichiers/Presse/Documents/COMMUNIQUE-DE-PRESSE-HAVANISTAVF.pdf


Ma perché usare un nuovo nome quando il marchio Havana Club è già conosciuto ed apprezzato?
Questa strategia commerciale, condotta dalla joint venture tra la francese Pernoid Ricard e la cubana CubanaExport, è la risposta al rifiuto da parte della United States Supreme Court (Corte Suprema degli Stati Uniti) di rivedere la decisione della Corte d'Appello del Distretto di Columbia di non rinnovare la registrazione del marchio Havana Club negli Stati Uniti (N.d.A: il trademark era registrato negli USA da 35 anni) in applicazione della “Section 211” della legge Helms-Burton del 1996 - nota anche come "Bacardi Bill" (Progetto di Legge Bacardi) che proibisce il riconoscimento e il rinnovo di trademark associati a proprietà nazionalizzate dal governo cubano.
Se a quanto sopra aggiungiamo il fatto che la Bacardí International Limited commercializza una propria versione dell’ Havana Club unicamente negli Stati Uniti, mentre Pernod Ricard vende il suo Havana Club nel resto del mondo, sembra di vedere una situazione alla “Catch 22” … Un'apparente possibilità di scelta in una regola, dove in realtà, per motivi logici nascosti o poco evidenti, non è possibile alcuna scelta ma vi è solo un'unica possibilità.


[Io possiedo un rum originale cubano con un marchio che è stato registrato negli Stati Uniti per 35 anni, ma gli Stati Uniti mi vietano di vendere un rum originario cubano sul proprio territorio mentre consentono la distribuzione ad un concorrente di un rum che ha lo stesso nome ma che è stato prodotto a Porto Rico …].

http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_del_Comma_22

Per comprendere lo scenario in cui si sta combattendo questa “guerra” e come una pratica che viene considerata illegittima dalla World Trade Organization (Organizzazione Mondiale del Commercio) e dalla U.S Chamber of Commerce (Camera di Commercio degli Stati Uniti)  abbia distorto il mercato, come al solito è necessario andare indietro nel tempo e fermarsi ad un giorno ed un luogo preciso.
Quando e dove? Esattamente il 6 agosto del 1960 a Cuba, quando i “Barbudos” guidati da Fidel Castro ed Ernesto “Che” Guevara, dopo aver scacciato il dittatore Batista, instaurarono un governo rivoluzionario che nazionalizzò banche, ferrovie e imprese, molte delle quali in mano agli Usa.

03 http://it.wikipedia.org/wiki/Barbudos

 

Bene, adesso caro lettore ti chiederai cosa c’entra il rum in questa storia. C’entra eccome…
La distilleria Bacardí aveva un peso tale nell'economia cubana che tra 1948 e 1952 il ministro delle Finanze dell’ultimo governo liberamente eletto prima delle dittature di Batista, fu Pepín Bosch, proprietario della rumeria. Definito da Time (Mar. 19, 1951) come ”The best Finance Minister Cuba ever had “ (Il miglior ministro delle Finanze che Cuba abbia mai avuto), per avere in quattro anni trasformato un deficit di 18 milioni di dollari in un attivo di 15 milioni.

04 http://content.time.com/time/magazine/article/0,9171,857988,00.html

 

Bosch aveva anche finanziato Fidel durante la Rivoluzione e, quando nel 1959 il leader maximo vittorioso si era recato negli Stati Uniti a presentare la sua rivoluzione, Bosch faceva parte della delegazione che lo aveva accompagnato, trascorrendo in conversazione con lui tutto il tempo del viaggio.
Ma Don Pepin già dal 1955 aveva iniziato a delocalizzare, e nel 1959 contava su un'importante filiale nelle Bahamas, affiancata a due distillerie minori in Messico e in Brasile.
Per cui, quando Fidel nazionalizzò, lui si limitò a trasferire la sede della sua società a Nassau.
E quando la prima partita di Bacardí nazionalizzato arrivò nel Regno Unito, Bosh ottenne dai tribunali britannici il bloccò delle importazioni. Il regime castrista fu allora costretto a far confluire il prodotto degli stabilimenti della Bacardí nazionalizzata nel marchio in origine meno importante Havana Club, preso alla famiglia Arechabala.
Da quel momento la famiglia Bacardì si schierò al fianco del governo statunitense contro Cuba e il suo concorrente diretto Havana Club.
Hernando Calvo Ospina nel suo libro “Bacardi, the Hidden War” (Bacardi, la guerra occulta) porta avanti la tesi che la multinazionale Bacardi, nel corso degli anni abbia fiancheggiato e finanziato il terrorismo che ha insanguinato Cuba.
Sembra opinabile ma vi sono varie fonti che tendono a rendere veritiera questa affermazione.
Ecco alcuni esempi, documentati.

http://www.theguardian.com/world/2002/aug/15/cuba.duncancampbell 05

 
Nel 1960, Jose Pepin Bosch, seguì in prima persona l’acquisto di un vecchio bombardiere B26 che avrebbe dovuto bombardare le raffinerie di petrolio di Cuba, con l’intento di creare un blackout nel Paese e quindi stimolare "uno stato di sovversione nazionale".
Uno scoop del New York Times vanificò questo piano.
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Il patron di Bacardi finanziò poi, con un contributo fisso di 10.000 dollari al mese, la RECE - Representación Cubana en el Exilio (Rappresentanza Cubana dell'esilio) – al cui vertice era stato insediato un ex ufficiale dell'esercito di Batista che aveva partecipato, come vicecomandante, alla fallimentare  "Bay of Pigs Invasion" (Invasione della Baia dei Porci - in spagnolo "La Batalla de Girón"); il  fallito tentativo da parte di esuli cubani e mercenari addestrati dalla CIA di conquistare la parte sud-ovest di Cuba, per invadere Cuba e rovesciare il governo di Fidel Castro.


Nel 1964 in alcuni documenti della CIA - -desecretati dallo US National Security Council nel 1998 - viene indicato che esistevano piani della Agency per organizzare, tramite la mafia statunitense, l’assassinio di Fidel Castro, suo fratello Raul e Ernesto Che Guevara. In quei documenti c’è anche un accenno ad un contributo di 100.000 dollari da parte di Pepin Bosch.

07 http://cisupa.proquest.com/ksc_assets/catalog/10615.pdf

 
Nei primi anni ’80 alcuni degli azionisti della Bacardi risultavano essere ai vertici della FNCA - Fundación Nacional Cubano Americana  (Fondazione Nazionale Cubano-Americana) organizzazione creata da alcuni esuli cubani a Miami su impulso dell'amministrazione Reagan, con con lo scopo di ripulire la compromessa immagine dei controrivoluzionari invischiati negli attentati a Cuba finalizzati al rovesciamento del regime castrista e nel traffico di droga. Organizzazione da molte parti accusata di essere essa stessa la finanziatrice degli stessi attacchi terroristici.

Per diritto di cronaca, questo è il commento di una portavoce della Bacardi al lavoro di ricerca effettuato da Hernando Calvo Ospina nel suo libro: «No one at Bacardi believes this book is worth commenting on.» (Nessuno alla Bacardi crede che questo libro valga la pena di essere commentato).

Bizzarro… ma per non infilarci in una diatriba politica limitiamoci ad una chiosa linguistica: la FNCA venne fondata con un errore nel proprio nome in spagnolo... Infatti il nome CANF - Cuban-American National Fundation in spagnolo è Fundación Nacional Cubano Americana. Ma il termine “Americana” si riferisce al continente americano... Per cui la corretta traduzione in in spagnolo dovrebbe essere:  Fundación Nacional Cubano-Estadounidense, dove Estadounidense implica unicamente gli Stati Uniti d’America!

http://canf.org/

http://en.wikipedia.org/wiki/Cuban_American_National_Foundation

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Più di recente, personaggi di spicco della Bacardi sono stati attori fondamentali nel lobbying relativo alla legge Helms-Burton del 1996, che ha reso un reato l’investimento in proprietà nazionalizzate da Castro.
Nei circoli congressuali, la legislazione fu soprannominata “The Bacardi bill” (Progetto di Legge Bacardi). Strumentale alla costruzione di tale normativa è stato tal Otto Reich - che venne in seguito nominato dal presidente George Bush Assistant Secretary of State for western hemisphere affairs (Assistente al Segretario di Stato per gli affari dell'emisfero occidentale). Prima di assumere tale incarico, Reich - sostenitore attivo dell’abbattimento del governo cubano -  aveva lavorato per la società di lobbisti impiegata da Bacardi per raggiungere i propri obiettivi.
 
https://www.law.unc.edu/components/handlers/document.ashx?category=24&subcategory=52&cid=825
Ma la “Rum War” è anche una disputa commerciale per la conquista del mercato mondiale tra la Bacardí International Limited e la Havana Club International S.A.

Anche qui è necessaria una breve cronologia dei fatti …
http://en.wikipedia.org/wiki/Havana_Club_(Bacardi)
http://en.wikipedia.org/wiki/Havana_Club

Il fatto è che la canna da zucchero usata è brasiliana, quindi non è un prodotto cubano.

Havana Club è una celebre marca di rum cubani, prodotti nelle distillerie di Santa Cruz del Norte (L'Avana) e San Josè de Las Lajas (L'Avana) dalla Havana Club International S.A. e distribuiti in tutto il mondo dalla multinazionale francese Pernod Ricard.
Gli spot pubblicitari di  Havana Club fanno sempre riferimento non soltanto al al liquore, ma anche al turismo di Cuba.
https://www.youtube.com/watch?v=1zo6-QGpz80
https://www.youtube.com/watch?v=vtGS64TqtVc
Creato nel 1878 da José Arechabala, la marca deve il suo nome al celebre bar a L'Avana, l'Havana Club.
Nel 1959, a seguito della rivoluzione cubana, la famiglia Arechabala emigra in Spagna e successivamente negli USA. Il governo cubano statalizza la distilleria e continua la produzione.
Nel 1973 la famiglia Arechabala lascia scadere il brevetto del nome.
Nel 1976 il marchio viene registrato dalla CubanaExport sia a Cuba sia negli USA.
Dal 1993 il prodotto è commercializzato dalla Havana Club International S.A., una joint venture tra la francese Pernod Ricard e la CubanaExport.
Nel 1996 i diritti sul trademark sono stati rinnovati negli USA per altri 20 anni dalla Havana Club International S.A..
Sul nome "Havana Club" è in atto una controversia tra Havana Club International S.A. e la Bacardí International Limited con quest’ultima che afferma avere comprato nel 1997 dalla famiglia Arechabala i diritti residui sul trademark Havana Club che includono tra l’altro la ricetta originale del rum sul nome.
Nel gennaio 2004 l’ufficio brevetti degli USA ha dato ragione alla Havana Club International ma a causa delle leggi USA sull’embargo verso l’isola, la Bacardi International Limited può commercializzare un rum Havana Club  -solo negli USA - in quanto sull’etichetta viene indicato: “Puerto Rican Rum” e che il distillato è ottenuto seguendo la ricetta originale cubana del 1920.
Havana Club International S.A. continua a mantenere I diritti sul marchio Havana Club in 120 mercati mondiali dove commercializza i propri prodotti. Una indagine del 2013 indica che iquesto brand è preferito dai barman dei 50 bar più importanti del mondo

09 http://www.cubacontemporanea.com/en/cubas-havana-club-rum-100-popular-brands-worldwide-2

 

10 Ed eccoci arrivati all’inizio di questo articolo ed al rum di cui non comprendevamo il nome: “Havanista”.

 
Tutto chiaro adesso no…?
Guerra del rum: Cuba lancia Havanista
Blog post del 11/06/2012

11 http://www.linkiesta.it/blogs/tamburi-lontani/guerra-del-rum-cuba-lancia-havanista

 

 

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