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Brioche 0Questo articolo esordisce con l'immagine della fotografa Debora Vrizzi dal titolo: Brioche addentata da Maria Antonietta sul patibolo”. Una performance in costume, dove ogni dettaglio scenografico viene studiato e creato in funzione dello scatto.

Ecco come un falso storico si è inserito nell’immaginario collettivo, unendo la storia alla gastronomia francese e finendo, poi, per avere innumerevoli emuli...

La Dieta Mediterranea è per l'UNESCO "Patrimonio culturale immateriale dell’umanità" e l’Italia ne è l'alfiere principale.

Brioche 3Però, nel 2010, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura ha posto il suo sigillo sulle tradizioni culinarie conviviali del popolo francese: il «Repas gastronomique des Français» (pasto gastronomico dei francesi).

Il Repas gastronomique è una pratica sociale abituale per celebrare i momenti più importanti nella vita: nascite, matrimoni, anniversari, successi, riunioni...  E' un pasto che riunisce le persone per celebrare tre aspetti della festa: l'occasione, l'arte del «bien manger» (mangiare bene) e quella del «bien boire» (bere bene).

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Nel pasto gastronomico elementi primari sono la tradizione – preservata dai gastronomi - l'attenta selezione di prodotti preferibilmente locali, la decorazione della tavola e la degustazione (odore e sapore). Il pasto gastronomico ha una struttura fissa: si inizia con un aperitivo e si conclude con i liquori e deve essere costituito da almeno quattro portate, vale a dire un antipasto, pesce e / o carne con verdure, formaggio e un dessert.


Siamo partiti da questo conferimento prestigioso per approdare all’immaginario collettivo che vede la cucina francese rappresentata come un universo complicato, d’élite.
Leggende metropolitane - di cui anche noi italiani siamo spesso vittime - mostrano i francesi alimentarsi quasi esclusivamente di beurre, macarons, huîtres (ostriche), escargots (lumache), croissants e brioches

Già, le brioche… Chi non ricorda il luogo comune che lega – indissolubilmente - Maria Antonietta, regina di Francia tra il 1774 e 1792 a questo dolce?

Prima di analizzarlo, ecco un brevissimo cenno storico ed una precisazione culinaria…

Brioche 5Nella Francia del XVIII secolo il potere era riposto nella monarchia assoluta di diritto divino rappresentata da Luigi XVI. La società era suddivisa in tre ceti o classi sociali: nobiltà, clero e terzo stato.Quest'ultimo costituiva il 98% della popolazione ed era la classe maggiormente tassata, in quanto la tradizione monarchica francese prevedeva dei consistenti privilegi per la nobiltà e il clero.

All'alba della Rivoluzione Francese, a causa della dissennata politica economica del Re di Francia, Parigi era alla fame oppressa dalle tasse e con una moneta gravata da un tasso di svalutazione mostruoso. Il prezzo del pane - la base dell'alimentazione di tutti i poveri – per la mancanza di materie dovute ad annate di raccolte disastrose era schizzato alle stelle:  fino a quattro soldi per libbra a Parigi e otto soldi in alcune province.

L'avversione dei sudditi francesi nei confronti della monarchia aumentò grazie anche alla presenza impopolare di quella regina, moglie di Luigi XVI, battezzata Maria Antonia Giuseppa Giovanna d’Asburgo Lorena, ma che, per via della sua patria austriaca, veniva chiamata Marie Antoniette oppure -con disprezzo - l'Autrichienne (l’Austriaca).

Eccoci alle giornate di ottobre del 1789, quando per via delle ulteriori difficoltà di approvvigionamento del pane, una marcia di donne assaltò  Versailles, entrò nella reggia e invase gli appartamenti della regina, insultandola.

Si narra che, informata dei motivi per i quali la “plebaglia” stava avvicinandosi a Versailles, Marie-Antoniette abbia pronunciato queste parole in risposta al messaggero:
Brioche 4Una frase di questo genere denota una totale insensibilità verso i bisogni del proprio popolo…

Ma in realtà non andò veramente così!

Ora, prima di andare a sfatare la paternità di questa frase (sì, perché Maria Antonietta non la pronunciò mai questa affermazione) è bene capire “cos' è" - ma soprattutto "cos'era"  questo dolce: la “brioche”.

La brioche è un dolce lievitato, cotto al forno i cui – attualmente – gli ingredienti sono la farina, le uova, il burro, lo zucchero, il lievito, il latte e lo strutto. Può essere anche farcita con marmellata, crema pasticcera e crema di cioccolato.

La brioche poi, non deve essere confusa con il croissant (il “cornetto” romano) preparato con pasta sfoglia lievitata.

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 Oggi, se dobbiamo seguire le indicazioni del test effettuato dal quotidiano  “Le Figaro”, le migliori brioche a Parigi si possono comprare nelle seguenti bulangerie e pâtisserie. Brioche 8Però – ecco un consiglio di una amica anglo-francese dello scrivente – fermarsi al panificio di Rue des Martyrs e chiedere una briochina alla quale aggiungono delle "noisettes" di burro poco prima della fine della cottura... 

Ma non lasciamoci fuorviare dalla gola… All’epoca della Rivoluzione Francese, la brioche era un dolce “povero” in quanto appena arricchita da modeste quantità di burro e uova.

Brioche 9La natura morta “La brioche” (1763) di Jean-Siméon Chardin, ce la mostra non molto diversa da una forma di pane bianco.

Ora, torniamo a «S'ils n'ont pas de pain, qu'ils mangent de la brioche!»

E’un vero e proprio equivoco, a quanto pare duro a morire, nato dalle molteplici calunnie che circondarono la “straniera” Maria Antonietta nel corso della sua vita e anche "post mortem".

Per alcuni storici la frase va vista  come un tentativo della sovrana di spingere il popolo a mangiare un alimento nutriente che potesse fare le veci di un intero pasto, per il suo contenuto calorico: ecco  che il senso della frase diventerebbe: “Se vogliono mangiare del pane, almeno che lo ricevano buono”.

Però,  visto che non c'era farina per il pane, figuriamoci se ve n’era a disposizione per le brioche! E poi il burro, le uova …

Evidentemente le brioche erano la cosa meno costosa che si aveva a corte per cui, considerando il quasi totale disinteresse di Marie-Antoniette per tutto ciò che stava fuori da Versailles, questa interpretazione potrebbe non avere un fondamento.

Ma c’è invece una prova – sia pure indiretta - che scagiona la bistrattata Maria Antonietta! Il Libro VI delle “Confessioni” di Jean-Jacques Rousseau.

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Nel Libro Russeau afferma che nel 1741 si trovava da M. de Mably dove, di nascosto, era solito bere un vino d’Arbois che aveva il potere di stimolargli l’appetito e, non volendo entrare in panetteria vestito in maniera elegante poiché sarebbe stato considerato poco consono, racconta questo aneddoto:

«Enfin je me rappelai le pis-aller d'une grande princesse à qui l'on disait que les paysans n'avaient pas de pain, et qui répondit : Qu'ils mangent de la brioche. J'achetai de la brioche. »

(Allora mi ricordai il suggerimento di una grande principessa a cui avevano detto che i contadini non avevano più pane e che rispose: che mangino delle brioches. Perciò mi comprai una brioche.) .

Può la principessa a cui fa riferimento Rousseau essere stata Maria Antonietta? Certamente no!

Ella infatti nacque nel 1755, e sarebbe giunta in Francia solo nel 1770, mentre l’aneddoto di Rousseau è datato 1741...!

Come andò a finire Maria Antonietta lo sappiamo tutti: venne arrestata e processata nel 1793 per alto tradimento e condannata a morte.

Brioche 10 aIl 16 Ottobre venne condotta al patibolo su una sudicia carretta per condannati – a differenza del marito per il quale era stata allestita una carrozza - e durante il tragitto verso Place de la Révolution  (oggi de la Concorde), fu capace di non abbassare mai lo sguardo, e di non lasciarsi minimamente scalfire dalle ingiurie che il popolo parigino gridava costantemente.

Quando salì gli scalini del patibolo, pestò involontariamente un piede al boia verso cui, per scusarsi, si rivolse con queste disarmanti parole «Excusez moi Monsieur, je ne l'ai pas fait exprêt» (Mi scusi signore, non l’ho fatto apposta)

Charles-Henri Sanson - ufficiale oltre che boia -  allora fece porre supina Maria Antonietta affinché guardasse il cielo (un dipinto dell’epoca conferma questa posizione).

Poi, “Madame Guillotine” fece il suo sporco lavoro: Sanson  afferrò per i capelli la testa mozzata di Maria Antonietta e la brandì al popolo al grido di «Vive la République!». Il pubblico però, come per l'esecuzione di Luigi XVI, rimase silenzioso e si disperde rapidamente.

Ma torniamo ancora alla frase “incriminata” e domandiamoci chi allora potrebbe essere la “grande principessa” di cui parla Rousseau.

Secondo la storica Antonia Fraser, la biografa più recente di Maria Antonietta, andrebbe identificata in Maria Teresa d’Asburgo, infanta di Spagna e moglie di Luigi XIV.

Brioche 11Brioche 12L'espressione è stata anche attribuita, con alcune varianti ad altre figure storiche come Vittoria di Borbone, figlia di Luigi XV che avrebbe suggerito al popolo di mangiare la crosta dei pasticci di carne.

Anche in questo caso, alla luce del racconto di Rousseau, l'attribuzione sembra anacronistica.

Rimane comunque una schiera di personaggi storici che hanno pronunciato frasi con concetti molto vicini alla nostra locuzione, a partire dall’imperatore cinese Wudi, della dinastia Jìn (265—420) di fronte alle sofferenze del suo popolo che pativa l'insufficienza del riso, disse – serafico - : «Perché non mangiano carne?».

E oggi…?  Rimanendo in Italia ed in tempi molto vicini, una serie di “aforismi “ da inconsapevoli emuli di Marie-Antoniette…Nel 2011, all’alba della crisi economica che ancora stiamo vivendo, con una percentuale del 16,6 di “poveri assoluti” e “poveri relativi” certificata dall’ISTAT – Silvio Berlusconi seraficamente asserì:

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Poco dopo, nell’ottobre del 2012 l’ex ministro Elsa Fornero si immaginava una Italia piena di ragazzi "choosy" (schizzinosi) ben sapendo che la disoccupazione giovanile e delle donne in Italia superava il 40%.

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Passiamo poi al 2013, quando John Elkann - rampollo Agnelli allora presidente della FIAT – in un “faccia a faccia” con gli studenti di Sondrio, affermava che i giovani non avevano ambizioni ed era per quello che non coglievano le “tante” possibilità di lavoro. E, ancora – ad una garbata replica di uno studente che, forse, la mancanza di occupazione giovanile è conseguenza di una domanda che non c'è, rispondeva che lui, quando aveva visto delle possibilità di lavoro, le aveva colte …

Certo! E anche fuori casa, durante gli studi universitari: presso la Magneti Marelli di Birmingham, Inghilterra (1996), la linea di montaggio della Panda a Tychy, Polonia (1997) e la concessionaria di auto a Lilla, Francia (1998) ; per poi entrare nel Consiglio di Fiat e dell’Accomandita Giovanni Agnelli e C. all’età di 21 anni. Quando si dice cogliere l’offerta…

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 Per non dare un “colore politico” a questa raccolta di “aforismi”, ecco a pieno titolo le frasi pronunciate da Angelino Alfano  (Ministro dell’Interno) e da Matteo Renzi (Primo Ministro) quando, il 1 maggio del 2015, degli infiltrati nella marcia “No Expo”, devastarono un quartiere centrale di Milano e riuscirono a oscurare le motivazioni – giuste o sbagliate che fossero – di una manifestazione pacifica.

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A differenza dei partecipanti alla marcia che avevano tutti il volto scoperto, la incappucciata di nero che faceva parte delle “Tute nere” immortalata dalla foto, potrebbe benissimo essere una ragazza ricca e annoiata che il primo maggio non aveva nulla di meglio da fare che devastare la città, emulando i protagonisti del film “Posh” (elegante).

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E’ interessante, qui, riportare il plot del film: Degli studenti dell’Università di Oxford e membri di un esclusivo e antichissimo club il “Riot Club” dopo aver devastato un pub nel corso di una cena, arrivano ad aggredire il proprietario, massacrandolo di botte. Date gli altissimi legami dei genitori con l’establishment, nessuno sconterà alcuna pena.

Brioche 24La pellicola, si rifà in realtà al Bullingdon Club, un circolo maschile super esclusivo realmente esistente a Oxford, famoso per la ricchezza dei propri membri, i grandi banchetti che vi si tengono e i “riti” vandalici compiuti dagli affiliati, che comprendono la devastazione di ristoranti e stanze dei college.

Al di là della storia, il film mostra proprio gli intrecci tra la vita di questi circoli, vera fucina di personaggi di spicco della classe dirigente ed il “mondo che conta” con le sue protezioni ed omertà.

[Nda: nella foto del 1987 che mostriamo, possiamo citare l’attuale primo ministro David Cameron il secondo a sinistra della fila posteriore e il sindaco di Londra Boris Johnson di fronte a destra, nella "divisa" del club del costo di £ 3.500]

Siamo molto lontani dalla ragazza della foto, che – per inciso -  non è stata ancora identificata dalle Forze dell’Ordine…?

A parte il fatto che l’azione di pochi ha completamente oscurato le motivazioni – giuste o sbagliate che fossero – di una manifestazione pacifica, ovviamente la Rolex, non è stata affatto entusiasta di essere associata ai delinquenti che avevano devastato la città…

Brioche 25Ecco come Giampaolo Marini, amministratore delegato di Rolex Italia, ha reagito, con un duro comunicato pubblicato sui principali giornali, chiedendo ai due politici di rettificare le loro dichiarazioni. 

« … Al di là del fatto che dalla qualità delle foto e dei video diffusi dai media è improbabile poter desumere un’affidabile identificazione come Rolex e ancor più come Rolex autentico dell’orologio indossato dai facinorosi, credo che il dettaglio dell’essere o non essere quest’ultimo di marca Rolex sia obiettivamente cosa marginale.  […]  Per favore, piantatela di associarci a questi delinquenti col cappuccio. Noi non c’entriamo con gli scontri di Milano, ma voi continuate a tiraci per la giacchetta, a parlare e sparlare di anarchici con fantomatici Rolex al polso e così, di questo passo, state massacrando ottant’anni di storia e di presenza in Italia».

Finiamo questo articolo con la dichiarazione che - a nostro avviso - più si avvicina al «S'ils n'ont pas de pain, qu'ils mangent de la brioche ! »: il Tweet ed il rilancio sulla propria pagina di Facebook  di Matteo Salvini:

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Ma sì, dai! A quei disperati su un barcone con il motore in avaria che sta imbarcando acqua, portiamogli delle brioche e un cartone di vino (così – anche se musulmani - possono brindare al fatto di essere scampati all' ISIS - Islamic State in Iraq e Syria che gli ha sterminato la famiglia) e salutiamoli cordialmente con un bel “Torniamo domani con altre brioche, aspettateci qui, mi raccomando. Bye Bye”.

O, meglio, recitando una strofa della filastrocca “Il ruscello” di  Angiolo Silvio Novaro, che negli anni ’60 - sui banchi delle elementari - la maestra ci faceva imparare a memoria.

La storia di un fanciullo che chiede ad un ruscello di fermarsi, per giocare con lui, e riceve questa risposta:

[ … Rise il ruscello e tremolò commosso  al cenno delle amiche mani tese; e con un tono di voce cortese disse: “Non posso!  Vorrei: non posso! il cuor mi vola: ho fretta.] .

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Un unico commento: Meno male che i tempi della rivoluzione francese e la sua “Terreur “ sono lontani…

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