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Pizze Mondo 02Con il termine "melting pot" (crogiolo) si intende indicare una amalgama, all'interno di una società umana, di elementi diversi, come quelli etnici e religiosi.

In particolar modo si adatta alla popolazione degli Stati Uniti d'America (dove è nato il termine) una nazione formata prevalentemente da immigrati.

Noi, con questo articolo, parliamo di quel melting pot della pizza - creato dagli immigrati, e non solo italiani - che ha prodotto un arricchimento culinario e sociale incredibile…!

Cominciamo a evidenziare un errore molto comune...

Nei film e telefilm made in USA vediamo spesso consegnare a domicilio i cartoni di pizza dai “Pizza boy”. Ma che tipo di pizza viene richiesta dagli americani?

Bene, al loro interno per il 36% delle volte, è la “Pepperoni Pizza” che, malgrado il nome, non è preparata con i peperoni... Con il termine “pepperoni" gli statunitensi designano una specie di salame piccante (sul genere della salsiccia napoletana piccante o la soppressata calabra) affettato e cotto sulla pizza.

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E il restante 64% delle pizze mangiate dagli statunitensi come sono fatte…?

Noi di Wow! ci abbiamo provato a tracciare una mappa dei principali pizza style negli Stati Uniti ma, poiché per uno statunitense parlare di pizza è come discutere sul barbecue, non ci sono risposte assolute, ma solo opinioni radicate, questa carta geografica delle pizze del continente nordamericano è per forza parziale…

Ovviamente non si può iniziare questo tour, se non partendo dalla New York style pizza.

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Probabilmente se gli olandesi avessero mantenuto il possedimento dell’isola di Manhattan la città oggi si chiamerebbe ancora New Amsterdam e la pizza sarebbe guarnita con la salciccia…

Nieuw Amsterdam era un villaggio della Geoctroyeerde West-Indische Compagnie (Compagnia Olandese delle Indie Occidentali) nel 1625. Faceva parte della Nuova Olanda - oggi la città di New York - e si trovava in un punto strategico, nella punta meridionale dell'isola di Manhattan,consentendo alle compagnie che gestivano il commercio di pellicce nella valle del fiume Hudson di difendere l'accesso fluviale.

Pizze Mondo 03Scherzi a parte, molti pensano che l’exploit della pizza negli Stati Uniti derivi dal successo delle pizzerie fondate dagli immigrati italiani che decisero di eleggere un quartiere di New York a propria nuova patria, chiamandolo Little Italy.

Ma non fu esattamente così…

Little Italy fin dai primi insediamenti degli immigrati italiani, fu una enclave di immigrati per nulla amata dai WASP (White Anglo Saxon Protestant).

Furono le truppe Alleate che occupavano il sud l’Italia durante la II Guerra Mondiale che scoprirono la pizza e "riportarono" negli USA questo cibo che, fino ad allora, era stato appannaggio dei "Tony".

[NdA: nome utilizzato come dispregiativo in quanto oltre ad essere un comunissimo nome italiano, era allo stesso tempo un gioco di parole: Antonio = Tony = To NY ovvero tradotto "A NY" = colui che viene - sbarca - a New York.

Pizze Mondo 02b Se si desiderasse approfondire l'argomento dell'anti italianismo presente negli Stati Uniti negli anni che vanno dal 1890 fino al 1930 ed i commenti sugli immigrati italiani dei media statunitensi dell’epoca, ci si può riferire al libro di Gianantonio Stella “L'orda, quando gli albanesi eravamo noi”, Milano, Rizzoli, 2002- mentre per quella che fu una vera e propria italofobia, è illuminante “Storia vera e terribile tra Sicilia ed America” di Enrico Deaglio, Sellerio Editore Palermo, 2015 che narra del linciaggio di cinque immigrati siciliani a Tallulah, Louisiana, il 20 luglio 1899]. Pizze Mondo 02c

Sia come sia, la pizza New York style ha un cornicione sottile e croccante, la base morbida, un ridotto quantitativo di pomodoro e una guarnizione di vera mozzarella…

Lombardi's Pizza, fu la prima pizzeria “napoletana” ad aprire nel 1905 a Manhattan. ed il prezzo per una intera pizza era di 5 centesimi. Però anche quell’importo era eccessivo per le tasche di molti immigrati e allora si iniziò a venderla a fette.

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Ancora oggi la New York style pizza viene realizzata tipicamente con il metodo “acrobatico” roteando la base in aria fino a raggiungere un diametro di circa 45 cm al fine – una volta cotta - di poter essere tagliata in 8 fette che possono essere vendute singolarmente e mangiate - piegate a metà - per strada.

Pizze Mondo 08Gli estimatori di altri stili di pizza non amano questa pizza “minimalista” e spiegano così il motivo per cui la pizza New York style è servita a fette:

“No one wants to eat the whole thing” (nessuno vuole mangiarla tutta)...

Ora, spostandoci un poco più a nord, parliamo della New England Greek Pizza style che divenne popolare negli Stati Uniti contemporaneamente alla New York Style.

Però – come nel caso dei pepperoni – non bisogna farsi trarre in inganno dal nome: infatti il termine Greek pizza sottintende due differenti stili di pizza…

Cominciamo a dire che la “pizza alla greca” tradizionale prevede una base preparata come quella napoletana e l’utilizzo di ingredienti tipicamente ellenici come il formaggio Feta; le olive Kalamata; le cipolle, pomodori e peperoni verdi a fette e dove spesso la salsa di pomodoro è assente.

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Pizze Mondo 10Questa tipologia di pizza si ritrova in tutti gli Stati Uniti, ma non è popolare nel New England [NdA: la regione situata nella parte nordorientale del paese che comprende sei stati: Maine, New Hampshire, Massachusetts, Vermont, Connecticut e Rhode Island] .

La ragione va ricercata nel radicamento in questa regione dei ristoranti greci rispetto a quelli italiani. Infatti, dall'inizio del 20 ° secolo, quando iniziarono ad arrivare in gran numero negli Stati Uniti, gli Immigrati greci mostrarono una forte affinità con l'attività di ristorazione. 

La scarsa conoscenza della lingua inglese, ma ancor di più l'assenza di donne – a differenza degli italiani che spesso emigravano come nuclei familiari   - fu l’elemento che portò alla creazione dei primi ristoranti greci - in realtà caffetterie - concepite analogamente a quelle degli immigrati italiani, come punti di ritrovo della comunità.Pizze Mondo 09 b

Nel tempo, anche se nelle grandi città della costa orientale molti ristoranti greci continuarono a concentrarsi su una clientela formata da compatrioti, ristoratori  intraprendenti si rivolsero ad una clientela più vasta. Da qui la necessità – o la furbizia – di avere locali in stile americano e cucina americana, con pochi richiami verso il Mediterraneo, tranne che per la pizza.

In genere erano tavole calde e caffè che servivano la colazione, il pranzo e la cena ai lavoratori. Molti esercizi commerciali avevano nomi come Ideal, Majestic, Elite, Cosmopolitan, Sanitary, Purity, o Candy Kitchen, piuttosto che il nome del titolare, come avveniva per le pizzerie italiane.

Anche ai giorni nostri, nella maggior parte delle città del New England è una tradizione – anche se non è una regola assoluta – che i locali che servono la New England greek style pizza abbiano nomi come "[nome della citta] House Of Pizza” per distinguersi da quelle italiane che hanno nel logo il nome del titolare (es.: “Mario’s pizza”).

L'enfasi sui nomi che suggerissero una idea di qualità o di pulizia è spiegata dall’atteggiamento negativo da parte degli americani WASP nei primi anni del 20° secolo verso i locali gestiti da greci, identificandoli come “greasy spoons” (cucchiai grassi) o “holes in the wall” (buchi nel muro)" .

Certamente ci furono ristoranti greci di infimo livello, ma, di contro, i proprietari greco-americani avevano la propensione a reinvestire i profitti in attrezzature e arredi moderni.

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Data la concorrenza delle pizzerie italiane, molti ristoranti di proprietà di immigrati greci si svilupparono al di fuori della città di New York divenendo il 90% del totale delle pizzerie presenti nell’area limitrofa.

Ecco  perché questo stile di pizza venne etichettato come New England greek style pizza.

Ma descriviamola, visto che è significativa in tutti i componenti della pizza, la preparazione della pasta, la salsa, la guarnizione ed infine la modalità di cottura.

L’impasto ha una struttura elastica oleosa e, quando è stesa è molto più spessa di una pizza New York style. Talvolta vengono aggiunti olio e miele. Il cornicione e la base risultano pertanto gommosi e gonfi, quasi come una focaccia. 

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Anziché essere cotta direttamente sui mattoni del forno è previsto l’utilizzo di una teglia bassa, anche se in contrasto con le pentole profonde utilizzate nel Chicago deep dish style

La teglia di cottura viene poi ampiamente cosparsa di olio per ottenere sul fondo della base una crosta croccante. E' per questo particolare che gli estimatori di questa tipologia di pizza affermano che la fetta di New England greek style pizza tenuta in mano non si “affloscia” come quella di NY.

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La salsa prevede l’utilizzo di brodo manzo e/o di pollo, l’aggiunta di concentrato di pomodoro alla passata di pomodoro, un ampio utilizzo di origano e un abbondante aggiunta di olio di oliva.Infine il formaggio utilizzato per guarnire la pizza è di norma una miscela di mozzarella e cheddar.

Spostiamoci ora nella più popolosa città del Midwest: Chicago ed incontriamo un altro stile…

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Se “The Big Apple” (la grande mela) è il soprannome di New York, “The Big Onion” è il nickname di Chicago (anche se è più noto “The Windy City” (la città ventosa).

Ma perché quell’omaggio alla cipolla…? Perché i Nativi Americani chiamavano la cipolla selvatica “Shikaakwa” e, poiché nelle terre dove successivamente sarebbe sorta la città ne cresceva moltissima, percorrere il fiume che le attraversava in canoa era un’impresa nauseabonda per l’odore che regnava nelle paludi circostanti. Quindi il fiume e tutta l’area circostante, prese quel nome. 

Il termine indiano fu poi francesizzato dai primi coloni (l’area era una colonia franco-canadese) in “Chicagoua” e quindi nell’inglese Chicago

Però, la fiorente comunità di immigrati italiani di prima e seconda generazione, si guardò bene dal contaminare le proprie pizze, che rappresentavano le loro radici culinarie, con la cipolla. Non era mica una focaccia ligure…

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Ma tutto evolve e, nel 1943 due imprenditori, Ike Sewell e Ric Riccardo decisero di aprire assieme un nuovo ristorante.
Inizialmente Sewell voleva offrire cibi messicani che erano i suoi prediletti, ma l’idea lasciò freddo Riccardo (che già aveva un proprio locale, il “Riccardo`s” dove offriva pizze New York style).

Pizze Mondo 16I due arrivarono ad un compromesso: il nuovo locale “Pizzeria Uno” avrebbe offerto una versione italo-americana della pizza… a immagine e somiglianza di una lasagna!

Nacque così la “Chicago Deep dish pizza” (letteralmente pizza a piatto profondo di Chicago) con un bordo smisurato...

Alto più di 3 cm che consente la guarnizione con una enorme quantità di formaggio e salsa di pomodoro cotta in una padella di ferro: in pratica una nostra pizza al taglio cotta nella teglia, ma, come tutto negli Stati Uniti, oversize. 

Infatti, quando anche oggi si taglia una deep dish pizza il coltello affonda, affonda  e affonda attraverso strati di carne e verdure, doppia salsa di pomodoro, tripla mozzarella, per raggiungere alla fine la crosta croccante che deve reggere tutto quel tripudio di condimenti.

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Ora come testimonia il quotidiano "Chicago Tribune", la creazione di  Sewell e Riccardo non è più considerata un piatto da immigrati, ma una icona “Chicago-born”.

"... Sewell, owner of local favorites Pizzeria Uno [...] changed the history of pizza with the invention of his `Chicago- style` deep-dish pizza" (Sewell, proprietario della "Pizzeria Uno" ha cambiato la storia della pizza con l'invenzione della sua Pizza a piatto profondo, stile Chicago).

 Altre città come Boston e Detroit, che hanno visto anch’esse una forte immigrazione siciliana, hanno eletto a loro pizza d’elezione la Sicilian style square pizza, di diretta derivazione di un prodotto tipico della cucina Palermitana: lo Sfincione.

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Lo “sfinciuni” (in dialetto siciliano) il cui nome si fa derivare dal latino “spongia” e dal greco “spòngos, σπόγγος” (spugna) è uno street food per eccellenza in quanto i venditori ambulanti che girano per le strade di Palermo a bordo dei "lapini" (gli “Ape” della Piaggio) richiamano i clienti gridando in dialetto «Scairsu r'uagghiu e chin'i pruvulazzu!» (scarso di olio e pieno di polvere) per esaltare le qualità dello Sfincione. Infatti, se esso fosse condito con una quantità d'olio superiore al necessario risulterebbe poco soffice. La "polvere" poi fa invece riferimento alla consistenza compatta del suo condimento.

Pizze Mondo 18Lo Sfincione ha come ingrediente principale il pane pizza (morbido e lievitato, simile appunto ad una spugna) con sopra una salsa a base di pomodoro, cipolla, acciughe, origano e pezzetti di formaggio a pasta dura (la ricetta originale prevede il caciocavallo ragusano) che viene cotto in un vassoio quadrato.

La Sicilian-style pizza venne portata negli Stati Uniti dagli immigrati siciliani, ma anche lei divenne popolare solo al ritorno dei soldati statunitensi che stazionavano in Sicilia, dopo lo sbarco della Seconda Guerra Mondiale.

Anch’essa ha subito delle evoluzioni, divenendo  una torta salata di forma quadrata con pasta soffice alta un pollice ed una crosta spessa, condita con salsa di pomodoro e mozzarella, invece del formaggio a pasta dura, e servita in grandi porzioni rettangolari. 

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Secondo gli abitanti di New Haven, la seconda città del Connecticut, c’è la pizza, e poi c'è Apizza che a detta loro – ci mancherebbe - è la migliore degli Stati Uniti.

Il termine "apizza" è di per sé una caratteristica distintiva della New Haven style pizza: quella "a" è un retaggio delle sue origini, radicate nel dialetto napoletano. Tanto per dire, negli anni ’60 era in voga la canzone cantata da Aurelio Fierro. “ ’A pizza” il cui ritornello faceva : «ma tu vulive ‘a pizza/ ‘a pizza, ‘a pizza /  cu ‘a pummarola ‘ncoppa / ‘a pizza e niente cchiù».

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La apizza New haven style si pronuncia però: ”ah-beets” ed ha alcune peculiarità, prima fra tutte la crosta molto scura, che a prima vista sembra bruciacchiata.

Non sia mai!

La “apizza” è volutamente lasciata più a lungo nel forno a legna e - per gli estimatori - essa non è “burned” ma bensì “charred “ (carbonizzata) donandole in caratteristico  sapore amarognolo, compensato dal gusto degli altri condimenti.

Per dovere di cronaca citiamo una inchiesta della trasmissione “REPORT” andata in onda nel settembre del 2014 su RAI 3,

Pizze Mondo 22In essa il giornalista Bernardo Iovene faceva un esperimento semplicissimo, passando uno strofinaccio sul piano di cottura di un forno per pizze in funzione.

Quel “nero” recuperato dallo straccio altro non è che la farina – carbonizzata durante la cottura – che rimane attaccata alla pizza quando viene messa in forno e che ritroviamo nel piatto quando la mangiamo.

Bene, quelle “bruciacchiature” contengono elementi cancerogeni analoghi agli idrocarburi come benzopirene, benzoantracene, ecc, che respiriamo in autostrada dietro un camion…

Guido Perin, eco-tossicologo dell’Università di Venezia, però ridimensiona l’allarme affermando : «Non necessariamente uno mangia una pizza e prende un tumore ma la cosa va verificata».

Ma torniamo alla apizza: una sua seconda peculiarità è l’impasto che viene fatto lievitare a freddo in un frigorifero per una notte intera, per poi essere lasciato a riposo a temperatura ambiente prima di essere modellato. Questo consente di avere un impasto più soffice e gommoso.

La maggior parte dei veterani della New Haven style, chiamano la  mozzarella con una sola sillaba: "Mootz" ma essa è considerata una guarnizione perché la vera apizza nasce "bianca", guarnita con una combinazione di vongole, pecorino romano, aglio fresco e prezzemolo e – se la si vuole al top - pancetta affumicata.

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Ecco perché chi la desidera condita con pomodoro o mozzarella ne deve farne esplicita richiesta…

La apizza New Haven style è legata a tre pizzerie storiche:

“Frank Pepe Pizzeria Napoletana”, conosciuta semplicemente come “Pepe” che fu la prima ad essere aperta in Wooster Street nel 1925.

Seguì “Modern Apizza” in State Street nel 1934 e quindi “Sally’s Apizza” in Wooster Street nel 1938.

Noi ci soffermiamo su quest'ultima per un motivo molto preciso...

Perchè un certo Frank, che di cognome faceva Sinatra era “di casa” da Sally’s ...

Infatti il giovane Frank era amico di infanzia di Tony Consiglio (figlio di Salvatore, titolare della pizzeria) che restò vicino al cantante per ben 60 anni e, scrisse un piacevole  libro di memorie: "Sinatra and me - The very good years".

E, davvero, questo è tutto quello che si deve sapere, visto che molto poco è cambiato in questa pizzeria dai tempi di Salvatore Consiglio e del suo forno a carbone...

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Per cui la pizza che tu - gentile lettore - mangerai sotto il ritratto autografato di “Ol 'Blue Eyes” (l’altro soprannome di “The Voice”) avrà lo stesso sapore di quelle che Frank mangiava in compagnia dell’amico, magari parlandogli delle sue pene d’amore per Ava Gardner

Ora spostiamoci negli stati del Midwest soprannominati "The breadbasket of America" (il granaio d’America).

Pizze Mondo 27Pizze Mondo 26A St. Louis nel nello stato del Missouri il gran numero di immigrati irlandesi e tedeschi che vi arrivarono agli inizi del del XIX secolo contribuì in modo significativo alla formazione della cucina locale: per intenderci birra e bratwurst…

Ma una comunità di immigrati siciliani era presente anche qui… Per cui la St. Louis pizza style è più piatta di una frittella è condita con un normale quantitativo di pomodoro ma con più origano rispetto ad altri tipi di pizza e non c'è un accenno di mozzarella su di essa [NdA:  In Sicilia fino al tempo della "american diaspora" la mozzarella aveva un alto costo e altri formaggi venivano utilizzati per guarnire la pizza siciliana].

Questa interpretazione - senza cornicione rialzato - è caratterizzata da una crosta croccante estremamente sottile dovuta alla mancanza di lievito. La fetta di pizza, non potendo essere piegata facilmente, è tagliata in quadrotti da 3 pollici di diametro anziché in spicchi; il che la rende più facile da maneggiare.

Ma ciò che distingue la St. Louis style dagli altri stili di pizza è la guarnizione, costituita da formaggio “Provel”.

Ma che diavolo è il formaggio “Provel” ? Il solito surrogato di un DOP Italiano sul genere "Parmesan" ?

A parte il suono del nome, il “Provel” è è un marchio di fabbrica sviluppato dalla società Costa Grocery nel 1950 ed è realizzato  con una combinazione di tre formaggi: Cheddar, Provolone affumicato e Emmenthal svizzero, fusi insieme.

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Dato il mix, manca l'estensibilità caratteristica della mozzarella; per cui è una pizza molto “ordinata” da mangiare.

ll che potrebbe essere stato un punto di vantaggio agli esordi, in  una città la cui popolazione è generalmente angosciata dal disordine. [Nda: a St. Louis, uno spruzzo di una fontana che bagna il marciapiede, potrebbe essere fonte di denuncia...].

Comunque, ci sono solo due cose che gli abitanti di St.Louis amano senza riserve: la squadra dei St. Louis Cardinals e la St. Louis style pizza. Di contro, i detrattori di questo stile di pizza, tra i quali la maggior parte non nativa di San Louis -  lo descrivono come “Cheez Whiz on a cracker” (formaggio letale spalmato su un cracker). O addirittura "A War Crime" (un crimine di guerra).

Ecco però una opinione credibile visto che proviene da una Italo-Americana che di cucina se ne intende: Lidia Bastianich...

Pizze Mondo 29Pizze Mondo 30 La Bastianich - star televisiva e ristoratore, nonché mamma di di Joe, uno dei giudici di MasterChef Italia -  nel suo libro “Lidia's Italy in America” scrive:

"When you taste it, close your eyes and you'll understand the complexity or umami of the flavors…" (Quando lo gusti, chiudi gli occhi e comprenderai la complessità o lo “umami” dei sapori).

La Bastianich si sta riferendo ad una lussuosa mozzarella di bufala? Un regale gorgonzola? Nessuno dei due! Sta parlando del profilo aromatico che il Provel aggiunge alla pizza di “Imo’s” (secondo la leggenda locale, Ed Imo è stato il primo a utilizzare questo mix di formaggi e a tagliare la sua pizza a quadrotti).

Probabilmente, è la prima volta nella storia che il termine  "umami" è stato utilizzato nel contesto di un formaggio…

Pizze Mondo 34 bOra attraversiamo il continente fino alla East Coast dove troviamo la California style pizza.

Una varietà di pizza che combina quella Newyorkese ma con una base quasi biscottata (la “Romana” per intenderci) con ingredienti “New Age” , salutistici e a base di prodotti freschi, tipici della cucina californiana.

Ad esempio: scalogno ed olio di oliva (praticamente una focaccia); con spinaci e un uovo in camicia;  con salsa barbecue, formaggio cheddar e verdure…

 

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Alfiere di questo nuovo stile nelle guarnizioni delle pizze è stata – negli anni ’80 - Alice Waters (cuoca, ristoratrice ed autrice di libri di cucina) che con il suo “Chez Panisse” di Berkeley, famoso per la combinazione di tecniche francesi ed italiane e l’uso ingredienti freschi, biologici e coltivati localmente aveva "inventato" la California cuisine.

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Giusto per capirci, nel 2001, la rivista “Gourmet” nominò il “Chez Panisse” come “Best Restaurant in America” . Dal 2002 al 2008 è stato classificato dalla rivista “Restaurant” come uno dei 50 migliori ristoranti del mondo.

E poi, la "Guida Michelin" gli ha assegnato una stella nella sua guida dell’area della baia di di San Francisco…

La Waters, dopo un viaggio in Italia, decise di creare una "open kitchen"  con un forno a legna per pizze al centro del nuovo caffè che stava aprendo sopra la sala da pranzo principale.

Sebbene le pizze fossero preparate in modo classico, i suoi chef aggiunsero ingredienti esotici come il formaggio di capra e  la salsiccia d'anatra: un successo sfolgorante!Pizze Mondo 43

Ma la palma d’oro per aver introdotto ingredienti molto particolari nelle proprie ricette di pizza, in un momento in cui guarnizioni come il petto d’anatra, la salsa hoisin e il pollo cotto sul barbeque, erano considerati molto poco ortodossi, va ad un allora giovane pizzaiolo Ed LaDou, che diede sfogo alla sua creatività presso famoso ristorante “Spago” di Beverly Hills.

LaDou – le cui idee in merito a come guarnire le pizze si scontravano con quelle dei proprietari dei ristoranti in cui lavorava – era approdato al ristorante “Prego” di San Francisco. Qui, invece, venne incoraggiato a sperimentare nuove pizze, proponendo le sue creazioni “fuori menù” agli ospiti del locale.

Una sera, a un tavolo al quale aveva servito una pizza che coinvolgeva senape, ricotta, paté e peperoncino, il cliente si rivelò essere il famoso chef Wolfgang Puck, che stava progettando di aprire un ristorante a West Hollywood.

Pizze Mondo 44Dopo aver assaggiato la pizza di LaDou, Puck non ebbe dubbi, il giovane pizza chef doveva essere inserito nella “brigata” della cucina del nuovo locale…

Il ristorante “Spago” di Beverly Hills fu inaugurato nel 1982 con LaDou come primo pizzaiolo, autorizzato a scegliere a piacimento gli ingredienti e realizzare nuove ricette di guarnizioni per pizza, tra cui due entrarono ufficialmente nel menu del locale: con salsiccia d’anatra e con salmone affumicato.

LaDou in una intervista descrisse così il suo trasferimento a “Spago” « …It was like being an artist who'd worked with 10 colors all of his life and then got to use 300» (era stato come essere un artista che avesse lavorato con 10 colori per tutta la vita per poi trovarsi ad averne a disposizione 300).

Parlando di pizze salutiste alla “californiana” è d'obbligo citare “Inside Out”, il film d’animazione firmato Pixar diretto dal regista Premio Oscar Pete Docter (Monsters & Co., Up), appena uscito in Italia, che ci porta all’interno della mente di Riley, una bambina di 11 anni dove le sue emozioni: Joy, Sadness, Fear, Disgust e Anger (Gioia, Paura, Rabbia, Disgusto e Tristezza) la guidano in questa nuova avventura.

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Perché parliamo di questo film? Basta guardare la clip rilasciata in anteprima dalla Pixar, per vedere come San Francisco abbia “rovinato la pizza”.

Pizze Mondo 36Joy, per tirare su il morale a Riley dopo che il padre ha dovuto recarsi inaspettatamente al lavoro, le fa ricordare di aver visto un negozio che vende pizza lungo la strada e di non aver ancora pranzato.

Quello che poteva essere un momento di felicità, però, riserva una poco piacevole sorpresa: una tristissima fetta di pizza …ai broccoli.Così Anger esclama furibondo:

“Congratulations, San Francisco, you’ve ruined pizza!” 

Ma non pensiamo che la pizza ai broccoli sia obbligatoriamente triste ed insapore. Proprio a San Francisco alla “Gioia Pizzeria” viene servita  un’ottima pizza a base di ricotta, capperi pecorino romano e, ovviamente, broccoli…

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Nella terra degli Hambugher che, strato dopo strato diventano immensi, non poteva mancare la Pizza Cake (una pizza millefoglie). Se qualcuno avesse  voglia di cimentarsi nella sua preparazione...  Pizze Mondo 45

C’è da dire che la pizza cake ha una antenata nella layered pizza, una serie di pizze una sopra all’altra (da due a quattro) vendute in tranci sul molo di San Francisco.

Questa pizza, conosciuta anche con il soprannome di Alcatraz Pizza, era venduta agli inizi degli anni ’30 da Vincenzo Esposito - figlio di Carmine, ergastolano detenuto a Napoli - a chi andava a trovare parenti o amici detenuti nel carcere dell'isola di Alcatraz. Sì quello dove fu rinchiuso Al Capone….

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A volte si dice ad un amico: “quella pizza era stupefacente!”. Mai aggettivo è stato più appropriato per una pizza con un ingrediente, "particolare”... Infatti degli imprenditori di Los Angeles hanno preso alla lettera queste parole e, nel 2014, hanno iniziato a produrre il Podey Pizza, una guarnizione per la pizza a base di cannabis!

Ogni vasetto di salsa Podey Pizza contiene 250 mg di THC (delta-9-Tetraidrocannabinolo) la cannabis medica: sufficiente per una pizza grande o due piccole.

Subito, i media l’hanno ribattezzata  “Pot infused Pizza Sauce” [NdA: in slang americano ”pot” è sinonimo di marjuana]

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Fin qui le battute. Nella realtà la salsa viene unicamente venduta nei dispensari medici di Los Angeles, San Francisco, Washington ed in Colorado. [NdA: lo Stato del Colorado ha completamente liberalizzato la coltivazione, vendita ed l’uso della marjuana].

Ed è ormai un dato medico acquisito che i cannabinoidi agiscono con successo come farmaci antiemetici (contro il vomito o la nausea) durante la chemioterapia, come analgesici, contro le convulsioni, come vasodilatatori nell' asma bronchiale e per il trattamento dei casi di anoressia derivanti dall’AIDS. Poi, l’utilizzo di questo preparato può essere una valida alternativa per coloro che devono assumere il principio attivo della cannabis ma non vogliono acquistare prodotti dolciari che ne sono il normale veicolo.

Ma, negli Stati uniti, poteva mancare  una pizza “Presidenziale”?  Certo che no! Per cui ecco servita, per concludere questo tour tra le pizze US style la POTUS pizza, quella di Mr President, Barak Obama

Pizze Mondo 31Pizze Mondo 32Per scoprirla bisogna osservare i murales che coprono le pareti del ristorante “The Sink” (il lavandino) a Boulder, nel Colorado: sono iconici come le tante firme degli studenti della University of Colorado scarabocchiate sul soffitto. Il locale è un'istituzione per Boulder e da 90 anni serve pizza, hamburger e birra agli affamati studenti della città.

Fino al 2012 il murales più famoso era quello che Llloyd Kavich aveva dipinto per immortalare Robert Redford, che aveva lavorato lì come custode, per pagarsi gli studi all’università.

Ma dall’aprile di quell’anno una firma “particolare” ha trasformato il locale in una attrazione turistica: quella del Presidente degli Stati Uniti d’America Barak Obama…

Infatti, prima di tenere un discorso alla University of Colorado, Obama decise a sorpresa di fermarsi al “The Sink” per una una cena popolare tra gli studenti universitari. Uno shock quando i dipendenti e gli studenti che stavano pranzando lo videro entrare con gli uomini del Servizio Segreto al suo fianco….

Quando, dopo aver parlato e scherzato con gli studenti per circa un’ora, Obama prese il menù per ordinare delle pizze “take away” non ebbe esitazioni… La pizza "Sinkza" che gli ricordava una vittoria dei Democratici sui Repubblicani!

Pizze Mondo 33Infatti “Sinkza" è una contrazione presente in una barzelletta che girava negli Stati Uniti quando I Repubblicani volevano che il Ketchup diventasse  un vegetale [NdA: questa storia la racconteremo in un prossimo numero di WoW]:

"Hey, Axel, Why are zee Americans all so fat?"  - "Well, Pierre. It's becauze zey sink za pizza iss a fegetable." (perché gli americani sono così grassi? Perché pensano che la pizza sia un vegetale)

Ma i suoi ingredienti rappresentano un vero attentato al colesterolo: Pepperoni (salame piccante), salciccia, peperoncini verdi, olive nere e cipolla al prezzo di $15.

Quando, prima di uscire  Obama si assoggettò con piacere la tradizione di “The Sink" ed appose la sua firma sulla parete del locale, il titolare gli riferì che da quel momento in poi la pizza avrebbe cambiato nome in P.O.T.U.S Pie (l’acronimo utilizzato da le agenzie di Intelligence statunitensi per in dicare in codice il President Of The United States). Al che, Obama si disse "profondamente commosso".

Un po’ meno deve esserlo stata  sua moglie Michelle, che ha una intensa attività politica di promozione, per una dieta equilibrata...

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