Il magazine online di slogan

slogan

01 Son tutte bellePerché questo titolo che parafrasa quello di una canzone di altri tempi che parlava delle mamme…?

Semplice, perché la pizza è uno degli alimenti più conosciuti e diffusi a livello planetario.

Ma, poichè ogni paese ha creato il suo personalissimo stile: ecco una piccola selezione ragionata delle “altre” pizze nel mondo, cominciando con alcuni numeri - pochi ma indicativi - di un business che supera i 52 miliardi di euro.

In Italia ne mangiamo 7,6 kg pro capite, ma gli americani quasi ci doppiano con 13 kg all'anno di pizza a persona.Nella sola citta di di San Paolo in Brasile, ci sono oltre 7mila pizzerie e si stima che entro il 2020 circa 600 milioni di cinesi si appassioneranno alla pizza…

Detto questo,  cominciamo il nostro "giro del mondo in 80 pizze" andando a trovare i nostri cugini d’oltralpe che, decisamente la pizza la amano! Infatti in Francia, nel 2014, sono state sfornate 809 milioni di pizze.

02 Son tutte belleQui, oltre alle classiche pizze italiane, troviamo almeno due tipi di pizza “locale”.
La prima si ritrova principalmente nella regione dell’Alsazia situata sul confine orientale francese, sulla sponda occidentale del Reno a ridosso di Germania e Svizzera.

Manco a dirlo, hanno preferito chiamarla “Tarte flambée” anziché “pizza flambée” per via della mania di dare sempre un nome francese...

Cotta in un forno a legna, la sua pasta è sottilissima e il bordo è molto secco. Alla base del condimento c’è la “créme fraîche” (panna acida); ottima ma con un lieve difetto:ha  il 50% di grassi. Come guarnizione solitamente vengono poste cipolle tagliate finemente e cubettini di lardo. Il risultato è una pizza dal sapore inteso e molto salata.

Nel resto del paese  abbiamo una “aggiunta” molto  francese un “œuf sur le plat“, un uovo “all’occhio di bue" che può essere cotto a parte e poi aggiunto, oppure, come molto preferiscono, cotto direttamente sulla pizza.

Andiamo ora nel Nord d'Europa e precisamente in Scandinavia.

03 Son tutte belleIn Svezia le pizzerie sono diffusissime e, quindi è possibile trovare una grande varietà di pizze “tradizionali”.

Ma la pizza “Swedish style” è una cosa propria, che non ha niente a che vedere neanche con la “California Pizza Kitchen” e le proposte dai “Gastro pub” inglesi.

Qui le pizze sono definite in base a nomi esotici come: "Jamaica"; "Acapulco"; "Banana Special"; "Big Ben"; "Princessia" e sono accompagnate da un formaggio - il “gräddost” - che ha più a che fare con gli echi dei ricordi d'infanzia dei formaggini che venivano sciolti nella minestrina) piuttosto che con la  mozzarella. E poi, hanno guarnizioni “tremende”...

PIZZA HAJK: Pollo / Funghi / Uva passa / Arachidi / Banane (rondelle) / Curry (foto a sinistra)
PIZZA ERIKSSON: Polpettine svedesi / Kebab / Cipolle / Peperoni / Salsa Bernese / Salame (foto a destra)
PIZZA FRUIT: Conserve di cocktail di frutta / Cioccolato
PIZZA A LA DUCK: Anatra / Funghi “Galletti” / Ribes Nero / Miele

Nella "Eriksson" le famose polpettine stile IKEA… Ma dai!

Anche se gli Stati Uniti sono leader di mercato pizze surgelate al mondo, dal 2012 la Norvegia, con il suo consumo pro-capite di 4.4kg, è in vetta alla classifica europea.

30 Son tutte belleMa è della Finlandia che vogliamo parlare perchè è lì che abbiamo una pizza che è considerata dagli americani, la migliore del mondo. La rinomata ... "Pizza Berlusconi".

Ma cosa centra Silvio Berlusconi con la pizza e la Finlandia...? Centra, ed è una storia che vale la pena di essere raccontata!

Per prima cosa diciamo che la  "Pizza Berlusconi" è realizzata con farina integrale di segale, una guarnizione pomodoro, formaggio, funghi gallinacci, cipolle rosse e - visto che siamo nel Paese di Babbo Natale - savustettu poro (renna affumicata).

La pizza Berlusconi deve il suo nome al fatto che nel 2005 l’ex premier dichiarò pubblicamente che non c'era confronto tra il culatello di Parma e la renna affumicata di Helsinki e quindi, l’Autorità alimentare europea non doveva avere sede in Finlandia ma bensì in Italia.

[Nda: L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare - EFSA, acronimo di European Food Safety Authority, è un'agenzia dell'Unione europea istituita nel gennaio del 2002 ed ha sede in Italia, a Parma]

28 Son tutte bellePur con una sua ragione di fondo la battuta su un simbolo della a cultura alimentare finlandese fu ritenuta di dubbio gusto e creò un incidente diplomatico e dei tentativi di boicottaggio dei prodotti italiani.

Ma, poichè i Finlandesi sono persone con uno spirito arguto, misero in pratica - adattandolo alla bisogna - il famoso aforisma presente nel Vangelo (Matteo, 26,52) per cui... "Chi di renna ferisce, di renna perisce"!

La catena finlandese  Kotipizza Oyj (Koti, in finlandese, vuol dire "casa") decise di lanciare un nuovo "style" di pizza, proprio con la "famigerata" renna affumicata quale elemento principale della nuova guarnizione.

E come chiamarla? Ma con uno sberleffo che ha il sapore della vendetta, è ovvio...: "Pizza Berlusconi".29 Son tutte belle

La storia però non finisce qui...

31 Son tutte belleIl motto di Kotipizza Oyj è "Pizzaa, rakkautta & ymmärryst" (Pizza, amore e comprensione)  ricorda tanto il famoso "Pane amore e fantasia" film del 1953 diretto da Luigi Comencini con Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida.

Per cui ai pubblicitari finlandesi - sicuramente amanti del cinema italiano - non è parso vero poter realizzare uno spot - andato in sulle reti televisive finlandesi dal febbraio del 2014 - con il parlato in italiano ed i sottotitoli in finlandese, dove una Italia mezza anni '50 e mezza moderna, secondo l'immaginario nordico, scopre attonita dai giornali di essere stata superata dalla Finlandia nella preparazione della migliore pizza.

Ragione per cui il protagonista dello spot (l'attore Giacomo Carolei), dopo aver identificato la Finlandia su un mappamondo, afferma «...Sono partito alla ricerca della miglior pizza del mondo» e con una FIAT 500 d'antan emigra a Helsinki per gustare la famosa "Pizza Berlusconi", vincitrice dell'America's Plate International pizza contest di New York.

Gentile lettore, clicca sulle immagini delle sequenze, qui a destra, per vedere uno spot davvero impagabile!

La Scozia ha una popolazione fiera, con antiche tradizioni e l’amore per i sapori forti e intensi. Per cui è sembrato normalissimo per loro coniugare la pizza con il prodotto gastronomico locale per eccellenza, l’haggis.
04 Son tutte belleL'haggis è un insaccato di interiora di pecora (cuore, polmone, fegato), macinate insieme a cipolla, grasso di rognone, farina d'avena, sale e spezie, mescolati con brodo e bollite tradizionalmente nello stomaco dell'animale per circa tre ore.

Visto che l’haggis è tradizionalmente e rigorosamente tagliato con uno spadino, chissà se anche per la pizza se ne deve utilizzare uno…

Ma in Scozia – in particolare a Glasgow - amano anche un altro “style”, la “Deep-fried pizza” un vero attacco alle coronarie…

Invece di essere cotta nel forno (sia esso a legna o elettrico) la classica pizza con pomodoro e formaggio viene prima congelata e poi fritta in olio (o strutto) in una friggitrice.

Nulla da invidiare alla “pizza fritta” di Napoli, i “panzerotti” pugliesi! Ma se arriviamo alla ulteriore guarnizione con kebab del “Cafe Picante” allora ci troviamo di fronte ad un perfetto esempio di come “East meets West and South… and back again “ (l’oriente incontra l'occidente ed il sud… e viceversa).

Abbandoniamo gli Scottish Lochs ed approdiamo nel Mar Mediterraneo, all'isola di  Malta, dove essendo sempre stata un crocevia di vari culture, si mangia la pizza in tutti gli stili: dall’italiano a quello con condimenti locali.

06 Son tutte belleInfatti uno stile di pizza fast food è il tipico kwadra pizza (pizza quadrata).

una profonda pan-pizza tagliata appunto in quadrati e generalmente condita sia con Taz-Żebbuġ (olive verdi), uova sode e bajd u zalzett (salsiccia cocktail), sia con pollo e tat-tiġieġ (salsa barbecue).

La kwadra pizza si trova nelle pastizzeriji, negozi a conduzione familiare dove si affianca al più famoso dei prodotti della gastronomia maltese il pastizzi:

Il triangolo di pasta fillo - o meglio phyllo, dal greco “foglia”; una pasta sfoglia preparata in sottilissimi fogli separati - ripieni di ricotta o di purè di piselli.

Il costo bassissimo ne fa uno spuntino ideale per ogni momento della gionata, sebbene sia servito per lo più come aperitivo. Tradizionalmente, però, i venditori ambulanti aprono prestissimo la domenica mattina per “rifocillare” chi il sabato ha fatto l’alba.Ecco perché la popolarità dei pastizzi è entrata anche nel gergo colloquiale, creando frasi come: «jinbieg  all-pastizzi» (si vende come i pastizzi) per indicare un prodotto richiestissimo.

Poco distante -  in Israele - non ci si deve azzardare a chiedere una pizza al prosciutto in un locale kosher. Il cameriere, molto gentilmente, vi condurrà alla porta indicandovi un altro esercizio non kosher. Infatti anche le pizze sottostanno alla regione ebraica che vieta di mescolare carne (e quindi prosciutto) con prodotti lattiero-caseari (e quindi il formaggio).

07 Son tutte belle

Ora, forti dell’insegnamento appreso, provate a tornare durante il Pèsach (la  Pasqua Ebraica) nella stesso ristorante dove non avete potuto mangiare la volta scorsa.

Per non sbagliare, chiedete di avere una pizza Israele style con una ampia guarnizione di vegetali - come i funghi o cipolle o mais e labneh e spezie mediorientali, come il za'atar. [NdA: il labneh è un formaggio-yogurt  realizzato con latte di pecora, mucca, talvolta di capra, tipico delle cucine del Medio Oriente a cui – come quello greco – è stato rimosso il siero, ottenendo una consistenza relativamente spessa].

Lo stesso cameriere vi ricondurrà nuovamente all’ingresso e con un sorriso vi indicherà la stessa pizzeria non kosher dell’altra volta, in quanto durante questa festività, nei locali kosher è consentita unicamente la somministrazione di pane non lievitato. E visto che la pasta per la pizza lo è…

Abbandoniamo il vecchio continente e attraversiamo l’Atlantico. Dei vari tipi di pizza "US Style” ne abbiamo già parlato, ma c’è anche il Sud America che ha le sue brave varianti di pizza…

08 Son tutte belle

In Messico ci sono due scuole di pensiero sulla “pizza mexicana”. La prima è che sia solo una trasformazione della classica pizza all’italiana con l’aggiunta di condimenti locali: chorizo, fette di jalapeno, cipolle grigliate o fritte, pomodoro, peperoncino, gamberi, avocado, e talvolta manzo, peperoni e formaggio Oaxacain sostituzione della mozzarella.

La seconda è che le somiglianze tra le due “cugine” sia limitata alla farina, il formaggio e i pomodori. Il Messico è la patria delle tortilla, quindi, per avere una vera pizza mexicana, è necessario utilizzarne una di mais bianco come base, fritta in olio vegetale oppure cotta in forno e guarnita da: fagioli fritti, carne di manzo macinata, queso fundido (formaggio fuso), salsa di chili verde piccante pomodori, insalata. Però nessuno ha detto loro che, forse, sarebbe stato meglio chiamarla “Tacos pie style”...

09 Son tutte belleIl Brasile con le sue 25.000 pizzerie è secondo solo agli Stati Uniti per consumo di pizza.

Nella sola città di  San Paolo  si ha un consumo medio giornaliero di un milione di pizze e la varieta di pizze è impressionante; si pensi che  in una normalissima pizzeria da asporto si possono scegliere fino a 100 pizze differenti.

Se riportiamo in un "diagramma a pizza” le tipologie più richieste,  [NdA:questo termine ce lo siamo inventato noi in quanto  quello canonico di “diagramma a torta” ci sembrava meno appropriato per questo articolo]  abbiamo dei risultati interessanti:
Tralasciando le classiche pizze all’”Italiana” vediamo che un buon 21% delle richieste sono per la Pizza à Portuguesa, che però è differente da quella preparata in Portogallo, con cozze abbinate a salame piccante, 

10 Son tutte belle

 

 

 

 

 

 

 

 

Quella brasiliana è condita con uova sode e salciccia chouriço (chorizo) [NdA: con il termine chorizo si indica numerosi tipi di insaccati e salsicce tipici della penisola iberica. Una sua peculiarità è che la carne di maiale non è macinata ma tritata grossolanamente e condita con sale e paprica  che dà all’insaccato il suo tipico colore rosso].11 Son tutte belle

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma, quella che può essere considerata la pizza per eccellenza del Brasile è la pizza de frango com catupiry, guarnita da petto di pollo sminuzzato e condita con abbondante formaggio cremoso che viene siringato sulla pizza con un sac à poche (tasca da pasticciere).

12 Son tutte belle

 

 

 

 

 

 

 

 

Un ultima notazione: nella città di San Paolo, quando vi sono liti “minori” è usanza che quando si sia arrivati ad un accomodamento, le pacificate parti coinvolte, finiscano per alzarsi da un ipotetico tavolo delle trattative, per sedersi ad un tavolo di pizzeria. Così la lite si conclude "terminando em pizza" (finendo la pizza).

Restando in Sud America, ci spostiamo in un paese che ha visto una fortissima immigrazione italiana: l’Argentina.
Qui troviamo una pizza a cui si è avuto l’accortezza di dare un altro nome, visto che con la pizza classica ha poco a che fare ed ha origini – come vedremo – liguri: la Fugazza.

La Fugazza Argentina, è un tipo di focaccia analoga a quella genovese: è preparata con un mix di cipolle ed erbe aromatiche ed è completamente assente la salsa di pomodoro. La variante che si può gustare a Buenos Aires è la Fugazzetta, destinata 13 Son tutte belle

solo a stomaci forti: alta, grezza, straripante di mozzarella fusa e coperta di cipolle dolci crude.

Il termine "fugaza" o "fugazza" foneticamente non è una voce genuinamente spagnola e si configura come un prestito proveniente dalla Liguria, passato allo spagnolo parlato nell’area del Rio del la Plata.

La diffusione continentale della voce è probabilmente legata al prestigio di cui lo spagnolo rioplatense –  e in particolare la lingua popolare di Buenos Aires, il lunfardo -  gode in tutta l'America Latina per la rinomanza culturale di Buenos Aires e per la fortuna dei programmi televisivi argentini.

14 Son tutte belleSe si pensa alle isole Hawai la mente va subito alle palme ed alla frutta tropicale, no?

Per cui l'Hawaian Pizza consiste in un formaggio e pomodoro base con pezzi di prosciutto e grandi fette di ananas oppure i con ananas e Bacon insieme a peperoni e funghi.

Nonostante il nome però, la pizza hawaiana non è un'invenzione delle isole del Pacifico che fanno parte degli USA ma è canadese e, da lì, si è diffusa in molte Nazioni, incluso il Nord Europa.

Molti quotidiani Canadesi avvalorano la paternità di questa pizza da parte di Sam Panopoulos che nel 1962, nel suo ristorante “Satellite” a Chatham, Ontario  creò questo “style” di pizza.

Ma, visto che non l'anno inventata, questa versione di pizza piace agli Hawaiani…? La domanda fu posta a Nadine Kam giornalista dell’Honolulu Star Bulletin. esperta di ristoranti locali che rispose in maniera netta: «...Just about every chain restaurant here has a version of the pineapple-topped pizza, popular with a small segment of the population who like sweet-sour flavors. They love it, but they're an exception.»15 Son tutte belle

(...Qui, praticamente ogni catena di ristoranti ha ha una propria versione della pizza guarnita con ananas, che è popolare in un piccolo segmento della popolazione che ama i sapori agrodolci. A loro piace, ma sono un'eccezione).

34 Son tutte belleDi altro avviso sono gli australiani dove questo “style” rappresenta il 15% delle vendite totali di pizza…

Visto che siamo nell’Oceano Pacifico ed abbiamo tirato in ballo l’Australia, in questo continente, più che parlare di pizza australiana bisogna riferirsi ad una “torta” fatta di pasta, formaggio e pomodoro con sopra carne grigliata. La particolarità sta nei tipi di carne usata: canguro, coccodrillo ed emu…

Spostandoci nel Subcontinente Indiano troviamo la  Chicken Tikka Pizza, la pizza piccantissima del Pakistan dove l’ingrediente principale è il pollo condito con una gran quantità di chili. Solitamente questo ingrediente viene aggiunto alla pizza già preparata con della salsiccia.

16 Son tutte belle 33 PARATHA 17 Son tutte belle

 Anche l'India con la sua apprezzata cucina millenaria, si è fatta contagiare dall’amore per la pizza e così, a Nuova Delhi, potreste imbattervi in una pizza assai saporita, condita con zenzero in salamoia, carne di montone macinata e un tipo particolare di formaggio indiano noto con il nome di Paneer. Assomiglia molto ad un disco di Paratha lievitato [NdA: il Paratha è un pane all'olio senza lievito che assomiglia ad una piadina ed è condito a piacere], ma non sottilizziamo... 

Più a est, mentre i cuochi della cucina tradizionale della Corea del Sud aderiscono alle convenzioni per cui un piatto è quel piatto e nient'altro, i pizzaioli  vanno  nella direzione opposta, seguendo la regola del: “tutto è permesso”.

18 Son tutte belleLa pizza che va per la maggiore in Sud Corea è la Pizza Bulgogi.

[NdA: Il Bulgogi è una carne, di maiale o manzo, lasciata marinare con: pepe nero, cipolle, aglio, olio di sesamo e semi di sesamo, e poi cotta su di un grill ed ammorbidita con lo zucchero]

In questa pizza, alla guarnizione di Bulgogi viene aggiunta salsa di pomodoro, formaggio, funghi, peperoni e kimchi, ovvero verdure fermentate con spezie.

I sapori sono una buona combinazione di dolce e salato, che si sposano alla perfezione con l’asprezza del kimchi. Una delle più buone, se allarghiamo il concetto di “pizza” ad una base di pasta lievitata dove porre ciò che più ci aggrada.

19 Son tutte bellePer cui per la serie “meglio abbondare” ecco gli ingredienti della "Grand Prix Pizza": gamberetti Cajun, peperoni, olive e funghi su un lato e fette di patate, pancetta, tortilla chips schiacciate e panna acida sul lato opposto.

La sua crosta è cosparsa di semi di girasole, semi di zucca, e uvetta, e ciascun boccone può essere intinto in una salsa di mirtilli che viene fornita a parte.

All’inizio del paragrafo dedicato alla Corea abbiamo indicato che il Bulgogi è una piatto tipico della Corea del Sud. Ma non è proprio così, perché lo è anche della Corea del Nord.

20 Son tutte belleL’unica sostanziale differenza - e mai aggettivo risulta più appropriato - è che nel paese del leader supremo della Repubblica Popolare Democratica di Corea: Kim Jong-un,  per milioni di denutriti nordcoreani la nozione di mangiare in un ristorante della carne Bulgogi appartiene al mondo della fantasia, visto che il salario medio di un operaio è tra i 1,5 e i 2,5 euro al mese.

Però, un per la classe dirigente ed i militari di alto rango del Paese a Pyongyang c’è una pizzeria, voluta espressamente dal  “Brillante Compagno” (Yŏngmyŏng-han Dongji) - unico epiteto disponibile visto che "Grande Leader" e "Caro Leader" erano già stati utilizzati da Kim Il-sung e Kim Jong-il.

Sua l'affermazione che «… alla gente dovrebbe essere consentito l'accesso ai piatti famosi del mondo».

[NdA: La Corea del Nord è una delle Nazioni più povere al mondo. Durante la terribile carestia della metà degli anni ’90 più di due milioni di persone morirono di polmonite, tubercolosi e dissenteria contratte per via della malnutrizione].

Dietro a questa pizzeria c'è una storia che vale la pena di essere raccontata...

Nel 1990, su ordine del "brillante compagno", venne convocato a Pyongyang un team di pizzaioli italiani per istruire degli ufficiali dell'esercito nell’arte della pizza: sì, abbiamo scritto bene, ufficiali in veste di aspiranti pizzaioli!

21 Son tutte belle22 Son tutte belleUna cosa molto seria, visto che uno degli chef invitati: Ermanno Furlanis (insegnare della Accademia Pizzaioli) poi raccontò che uno degli allievi  chiese di specificare la distanza precisa in cui le olive debbono essere poste su una pizza…

Sembra poi che una volta lo stesso Kim andò a controllare i progressi dei suoi ufficiali, durante le sessioni di formazione. Furlanis non sa dire se fosse veramente lui perchè gli fu posta una mano davanti al viso da parte di un terrorizzato aspirante chef che era al suo fianco, ma un collega riuscì a dare un'occhiata alla scena ed affermò che la sensazione che proveniva dalle persone fosse come  se avessero visto Gesù Cristo sceso in terra...

23 Son tutte belleLa formazione però non sembrò soddisfare le aspettative del "leader supremo" e quindi vennero compiuti ulteriori sforzi per riprodurre una "perfetta" pizza italiana in Corea del Nord in base al metodo "repeated trial and error" (per tentativi ed errori).

Si arrivò persino ad inviare degli aspiranti pizzaioli nordcoreani a Napoli!

Infine, soddisfatto, il leader autorizzò il ristorante…

E gli ufficiali pizzaioli che avevano disatteso le aspettative del leader che fine fecero…? Non lo sappiamo ma, abbiamo un brutto presentimento...

Il Nis - National intelligence service della Corea del Sud afferma che nel 2015 è stato giustiziato Hyon Yong-chol comandante delle forze armate popolari della Corea del Nord, per essersi addormentato durante un evento militare presieduto dal capo del regime…

Ora andiamo in Cina per vedere come, dopo gli spaghetti, anche la pizza rischia di essere considerata nata nel Chung Kuo (Stato del Centro) come i cinesi chiamano il proprio paese. Infatti girano un paio di leggenda metropolitane in proposito…

24 Son tutte belle

La prima è che la pizza non sia altro che una evoluzione della Cōngyóubǐng (frittella di scalogno cinese) una specie di focaccetta salata preparata con una pasta senza lievito olio e scalogno tritato, arrivata in Italia grazie a Marco Polo.

La leggenda è questa…

Marco Polo arrivato in Cina si innamorò letteralmente delle frittelle di scalogno per cui, quando rientrò in Italia, cercò uni cuoco che fosse in grado di preparargliele.

Un giorno, per una cena organizzata organizzata per un amico chiese ad un cuoco originario di Napoli di provare a ricreare il piatto.

Dopo una mezza giornata spesa dal cuoco senza successo, Marco Polo suggerì di porre il ripieno come guarnizione alla frittella, piuttosto che all'interno dell'impasto.

Il cambiamento, creò un piatto che fu lodato da tutti i commensali.

Fu così che il cuoco, tornato poi a Napoli, decise di aggiungere del formaggio e altri ingredienti, creando la pizza come oggi la conosciamo.

35 Son tutte belle36 Son tutte belleLa seconda storiella è forse più “cattiva” perché sottintende una scarsa abilità manuale di noi europei evidenziando la primogenitura e quindi la supremazia della cucina cinese anche sul simbolo stesso della cucina italiana, la pizza.

Protagonista sempre Marco Polo che, di ritorno dal suo secondo ed ultimo viaggio in Cina, volle riproporre ai Veneziani gli Xiao lonbao - i ravioli cinesi che noi conosciamo come dumplings -  apprezzati presso la Corte del Kubilai Khan.

Purtroppo, la sua scarsa abilità manuale lo portò a non riuscire a chiuderli e quindi li servì aperti, realizzando così un piatto antesignano della pizza!

25 Son tutte belleNoi sappiamo perfettamente che la pizza ha avuto ben altra nascita ed evoluzione!

Ma se pensiamo che attualmente moltissimi cinesi sono convinti che la pizza sia nata negli Stati Uniti, ad opera della catena Pizza Hut

Comunque in cucina, nulla si butta e oggi, soprattutto negli Stati Uniti, si è rivalutata l’idea alla base della leggenda della frittella cinese guarnita.

Ecco quindi la Scallion Pankake Pizza che – a vederla - non sembra affatto malaccio, no?

Mangiare una pizza nelle Filippine è molto diverso da mangiarla in Germania. Le pizze tedesche sono spesso autentiche pizze italiane. Non c'è da stupirsi, visto che molti italiani  vivono e lavorano lì.

37 Son tutte belleMa la pizza ha raggiunto Filippine perché ci sono un sacco di filippini che lavorano all'estero e, questo, fa la differenza… Infatti i  filippini hanno stabilito il proprio personalissimo style di pizza, come la Pinoy Pizza.

Ad una guarnizione di base fatta con pomodoro, cipolle rosse tagliate a fette, mozzarella, pepe in grani e, a cottura ultimata, lattuga fresca, gli ingredienti locali aggiunti sono:

Tinapa, Pampanga tocino, Vigan longganisa, Lucban longganisa, e itlog na maalat.

Chiarissimo, no?

Ora – doverosa - la spegazione degli ingredienti. Con il termine Tinapa si intende un particolare pesce affumicato , mentre il Tocino è una sorta di bacon fritto fino a renderlo croccante. Il Lucban Longganisa è una salciccia locale ed infine le Itlog na maalat sono le uova di anatra messe in una salamoia a stagionare per tre settimane e quindi bollite e tagliate a fette. 26 Son tutte belle

Ma dobbiamo arrivare in Giappone per avere una sorpresa!

Citiamo per dovere di cronaca la Mayo Jaga, fatta con salsa di pomodoro e condita con cipolle, mais, patate, pancetta, peperoni e una gran quantità di maionese.

Ma, è proprio nel paese del sol levante che troviamo  Akinari «Pasquale» Makishima (soprannome che si è dato in onore dal nome del suo maestro napoletano).

Cosa ha di particolare il nostro "Pasquale", giapponese DOC? Nulla, a parte il fatto che nel 2010 si aggiudicò  il titolo di miglior pizzaiolo del mondo battendo ben 150 contendenti nel campionato internazionale dei pizzaioli, con una pizza... Margherita.

27 Son tutte belle

Noi ci fermiamo qui ma, poiché di pizze ce ne sono centinaia, forse migliaia d’altre, magari in futuro racconteremo qualche altra storia a base di farina, acqua, lievito, formaggio e pomodoro.

Killing me softly
libro

Killing me softly

Vuoi ricevere WoW?

Numeri precedenti (clicca sulle copertine per leggere)

  • Editoriale
    Autunno 2015 - Google
  • 1 a storia pizza
    Expo 2015 - Le parole del cibo
  • Editoriale Rotore
    Enigma e Betchley Park
  • Copertina Charlie Ebdo
    Speciale "Charlie Ebdo"
  • ghirlanda
    Novembre - Dicembre 2014
  • copertina-giu-ago-14
    Giugno - Agosto 2014
  • copertina-sett-ott-14
    Settembre - Ottobre 2014
  • Natale 2015 Pallina fucsia
    Natale 2015
  • banner agis1