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Doodle 00Google, ci ha abituato a cliccare sui  suoi loghi speciali che appaiono sulla sua homepage in occasione di giorni, anniversari o eventi speciali, per rammentarci passaggi storici, così come temi cult e popolari.

Il termine che definisce queste boot animation – ormai lo sappiamo tutti - è: Doodle (scarabocchio).

Ma, come sempre, dietro ad un nome c’è una storia interessante e "WoW!" è qui per raccontarla…

Per prima cosa bisogna dire che il concetto di Doodle nacque nel 1998, prima ancora che Google assumesse una ragione sociale.

Larry Page e Sergey Brin [Ndr: i due fondatori di Google] erano ancora due studenti presso la Stanford University in California e, oltre ad essere due “geniacci”, erano dei ragazzi ventenni che volevano anche divertirsi.

Doodle 01Quell’anno decisero di partecipare al Burning Man Festival, la manifestazione che si svolge ogni anno dal 1991 a Black Rock City, una città che vive solo per otto giorni, sulla distesa salata del Deserto Black Rock nello Stato del Nevada.

Facile ad intuirsi, il nome del Festival deriva dal rituale dell’ultima notte, quando viene bruciato un enorme fantoccio di legno.

Il Burning Man è un festival leggendario e difficile da inquadrare: è ufficialmente dedicato “alla comunità, all’arte, all’espressione personale e all’autosufficienza”, tanto è vero che gli organizzatori lo descrivono come «A city in the desert. A culture of possibility. A network of dreamer and doers» (Una città nel deserto. Una cultura del “possibile”. Una rete di sognatori e di persone pratiche).

Doodle 02Ma non si pensi a un festival musicale o Hippy, sul genere “Three Days of Peace & Rock Music ” della Woostock anni ’60.

Il Burning Man Festival non ha concerti con grandi nomi. Ognuno dei partecipanti è democraticamente libero di organizzare esibizioni, mostre d’arte, performance, workshop, corsi di bricolage, di yoga e molte altre attività.

Ma soprattutto l’attrazione principale del Burning Man è in realtà il Burning Man stesso…! Lo spirito del festival è che ognuno può fare qualsiasi cosa. In pratica una sostanziale anarchia sotto delle regole precise e rigidissime: la gente si veste (o non si veste) come vuole, e si predica la massima libertà di espressione artistica e personale.

’ambiente in cui si svolge il Burning Man è però decisamente ostile: fa caldissimo, anche per via del periodo dell’anno, e spesso capita che arrivi una tempesta di sabbia.

Doodle 04Doodle 03Ecco l’ammonimento scritto il lettere capitali e grassetto, stampato sul biglietto di ingresso che Larry e Sergey acquistarono nel 1998:
  “YOU VOLUNTARLY ASSUME THE RISK OF INJURY OR DEATH BY ATTENDING”
(Lei assume volontariamente il rischio di lesioni o morte con la partecipazione [al festival]).

Il biglietto continuava con i severi ammonimenti, imponendo (you must) di portare con sé un quantitativo sufficiente di cibo e acqua, una attrezzatura da campeggio per avere un riparo e un “pronto soccorso” al fine di sopravvivere una settimana in un deserto dove scoppiano tempeste di sabbia improvvise e la temperatura  di giorno superai 40 °C, mentre la notte si abbassa di diverse decine di gradi…

Doodle 05

Il luogo giusto per due giovani che avrebbero cambiato il mondo con il loro sogno, no?

Ora, bisogna capire che il primo “server” di Google – beh,  “server” …  un “parolone” per descrivere un computer da un terabyte assemblato nella camera di Larry al campus universitario -  poteva andare in crash in qualsiasi momento.

Doodle 27Per cui Larry e Sergey dovevano trovare un modo per comunicare che in tale evenienza non ci sarebbe stato un servizio di assistenza di pronto intervento.

Mentre discutevano di questo problema - proprio così come fa chiunque sia al telefono o partecipi ad una riunione d’ufficioDoodle 00 ed abbia un foglio per prendere appunti - su una stampa della Home Page con il logo “Google” dietro alla seconda "o" della parola venne disegnata la figura di un omino stilizzato.

Bene, quell’omino stilizzato altri non era che il fantoccio che sarebbe stato arso di lì a pochi giorni  al Festival ed era ben noto tra la popolazione studentesca della Stanford University …

Una sorta di messaggio, neanche tanto subliminale, per segnalare agli utenti di Google che l’assistenza (loro stessi) era andata a divertirsi al Burning Man Festival!

Doodle 06

Ciò che avevano disegnato non  era  nient’altro che uno scarabocchio ma quell'idea di comunicare tramite il logo piacque a Larry e Sergey. Dovevano però trovare un nome che lo definisse: e cosa c’è di più semplice e pragmatico dell’usare proprio il termine “Doodle” che nella lingua inglese significa principalmente “scarabocchio”…?

Se poi aggiungiamo l’intuizione della assonanza google/doodle, il gioco era fatto! Fu così che si instaurò l’abitudine di decorare il logo aziendale per celebrare eventi significativi.

Ora ci sia consentita una brevissima digressione da linguisti e cinefili inguaribili quali siamo…

Doodle 08Originariamente il termine doodle aveva un altro significato e cioè quello di “babbeo” o “sciocco”, che probabilmente derivava dal tedesco “dudel” o “dödel”.

Come abbiamo già avuto modo di parlarne in un altro numero di WoW!  nell'articolo "Storia della pizza”, è proprio questo il suo significato in Yankee Doodle, una canzone delle truppe britanniche ai tempi della guerra franco-indiana (1754-1763) quando gli Yankee, cioè i futuri americani, combatterono a fianco dei britannici. Poi, nel corso della guerra di indipendenza americana, divenne  una canzone patriottica negli Stati Uniti.

Solo all’inizio del Novecento la parola “doodle” ha assunto il significato attuale, probabilmente confondendosi con un’altra parola dal suono simile, ossia “dawdle”, che significa “bighellonare, perdere tempo”.

Già nel film di Frank Capra del 1936: "Mr. Deed goes to town" (È arrivata la felicità) il protagonista Longfellow Deeds/Gary Cooper afferma che i doodle sono scarabocchi che aiutano una persona a pensare e concentrarsi.

Doodle 09Ma torniamo ai nostri due intraprendenti e visionari fondatori di Google.

Due anni dopo Larry e Sergey affidarono a Dennis Hwang - al tempo oscuro stagista e oggi webmaster a capo del team

Doodle 10Doodle 11 di  grafici e disegnatori appositamente creato da Google - la realizzazione un doodle per commemorare il giorno della presa della Bastiglia. Il risultato fu apprezzato moltissimo dagli utenti di Google che Hwang venne promosso "Chief doodler" e i doodle divennero una presenza sempre più regolare sulla home page di Google.

Ora però, uno scoop! I doodle di Google sono un plagio! Ma in realtà no...Perché è molto improbabile che Larry Page e Sergey Brin vedessero le trasmissioni della RAI – Radiotelevisione Italiana e in particolare il programma di RaiUno

Doodle 12 "Almanacco del giorno dopo" che veniva trasmesso quotidianamente prima del telegiornale e dove era inserita la rubrica fissa "Domani avvenne”.

Un doodle “ante litteram” in quanto un breve documentario di sei o stette minuti illustrava gli avvenimenti storici o un personaggio che avevano nel passato caratterizzato il giorno seguente.

Per chi si ricorda questa trasmissione o per chi desiderasse constatare come  la RAI – in quegli anni –  fosse fonte di cultura, sede di professionalità ed avesse una  “mission” di alto profilo: acculturare gli italiani divertendoli, consigliamo la lettura dell’articolo “Buonasera domani è il ....”  in questo numero di WoW!.

Doodle 13Ma torniamo ai Doodle di Google.

All’inizio i celebravano soprattutto le festività più diffuse negli Stati Uniti.

Poi, sono stati utilizzati per ricordare una vasta gamma di eventi e anniversari, soprattutto di nascita e morte di molti e diversi personaggi: dai più famosi a quelli che pur essendo noti nel proprio ambito hanno comunque lasciato un “segno”.

Infine, si è assistito alla localizzazione dei Doodle, per vari mercati di riferimento:

Doodle Italiani Doodle "locali"
Doodle 14 Doodle 15

 

Con il passare del tempo, la richiesta di doodle negli USA e a livello internazionale è cresciuta. Oggi la creazione dei doodle è compito di un team di illustratori di talento (chiamati confidenzialmente “doodler”) e ingegneri che  ha creato oltre 2000 doodle per le home page di Google in tutto il mondo.

Doodle 16 Le idee per i doodle provengono da numerose fonti, inclusi i googler e gli utenti di Google. Il processo di selezione dei doodle mira a commemorare eventi e anniversari interessanti che rispecchino la personalità di Google e il suo amore per l'innovazione. C’è da dire che il team di Hwang è molto democratico, accettando idee di tutti gli utenti del mondo [N.d.A.: se anche tu – gentile lettore - vuoi spedire la tua proposta per nuovi doodle, ecco l’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ].

Come concludere questo articolo sui doodle di Google che commemorano anniversari?  Ovvio… Con lo speciale doodle pubblicato il 27 settembre 2015 per il Google's 17th Birthday!

Ma non era il 15 settembre 1997 che Larry Page e Sergey Brin  registrarono google.com come nome di dominio? E due anni prima non era comparsa la homepage di Google sotto il dominio google.stanford.edu ? [NdA: aguzzando la vista si possono leggere le due date nella "cattura da schermo" sottostante].

Doodle 17

E perché non considerare il primo doodle di Google (l’“out of office at the Burning Man Festival” che abbiamo visto all’inizio dell’articolo) che venne pubblicato prima ancora che Google fosse ufficialmente costituita come società: 30 agosto 1998 contro il 4 settembre 1998?

Doodle 19

Inoltre Google ha anche festeggiato il suo quarto compleanno il 27 settembre 2002; ma il quinto è stato l'8 settembre 2003 e poi il 6 °birthday” fu fatto cadere il 7 settembre 2004.

Alla fine, un guazzabuglio di date...

Ma Google ha nel suo DNA anche una vena giocosa.

Ogni hanno fa un “April Fool's Day” (pesce d’aprile) annunciando lanci di prodotti inventati o servizi mirabolanti che poi, con una gran risata, rivela essere “jokes and hoaxes” (scherzi e “bufale”). Per cui si possono anche accettare tutte queste varianti nella sua data di nascita.

Comunque, dal 2006 la data del suo compleanno è rimasta il 27 settembre…

Doodle 20Nel 2010, ecco una collaborazione d’eccezione da parte di Wayne Thiebaud, figura chiave dell’arte contemporanea americana.

Artista che dipinge principalmente oggetti simbolo del consumismo, come: torte, rossetti, lattine di vernice, coni gelato, dolci, e hot dog ed è contrario a etichette come "fine art" contro "commercial art".

Egli non ama essere definito un artista della "pop art" - infatti dichiara di non amare la pittura "piatta" e "meccanica" di Andy Warhol - e si autodefinisce «Just an old-fashioned painter» (solo un pittore vecchio stile)

Nel 2013 poi, un doodle interattivo: “Birthday Piñata games”, per il 15° compleanno di Google. Il doodle era un videogiocoDoodle 21molto semplice: il giocatore doveva  colpire con un bastone - manovrato dalla barra spaziatrice della tastiera del computer - una piñata messicana a forma di stella che oscilla, al fine di vincere caramelle virtuali.
[NdA:in Italia il gioco è la "pentolaccia"  dove i giocatori bendati debbono colpire e rompere con un bastone una sagoma appesa, ripiena solitamente di dolcetti].

Ed arriviamo giorni odierni dove Google festeggia il suo 17° compleanno con un doodle commemorativo stile web anni ‘90, dove troviamo tante "citazioni" che rimandano alla sua storia: vediamole un po'…:

Doodle 22Qui troviamo tante citazioni che rimandano alla sua storia: vediamole un po'…:

Il vecchio ed ingombrante monitor a tubo catodico che mostra la prima Home Page di Google del 1998 con il “nuovo” logo ed il primo server di Larry e Sergey che aveva il coperchio realizzato con mattoncini “Lego”.

Poi, una icona degli anni ’60-‘70 che tutti i “beatlesiani” hanno posseduto (o desiderato), dopo che Ringo Star acquistò una "Astro" la “Lava Lamp” da tavolo con le bolle in cera che fluttuavano ipnotiche…

E infine Tux, il pinguino mascotte di Linux a cui tanti programmatori si sono affezionati fin dalla sua prima apparizione.

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E infine Tux, il pinguino mascotte di Linux a cui tanti programmatori si sono affezionati fin dalla sua prima apparizione.

L'idea che la mascotte di Linux dovesse essere un pinguino venne inizialmente a Tove Torvalds, moglie di Linus Torvalds, il creatore del kernel Linux, sapendo della simpatia che il marito provava per questi uccelli polari.

L'origine del nome Tux, poi, è un acronimo, derivato da Torvalds UniX. Inoltre, il nome è assonante all'inglese “tuxedo”, ovvero il vestito da sera da uomo (a cui il pinguino di profilo assomiglia grazie alla sua coda).

Doodle 25Doodle 29

Qui ci sia consentita un altro “escursus” linguistico… Noi italiani ci ostiniamo a definire con “Smoking” - un termine ormai in disuso nel mondo -  l’abito da uomo da indossare in tutte le occasioni che hanno inizio dopo le ore 18.

Il termine è una contrazione di “Smoking jacket” (letteralmente "giacca da fumo") una veste da camera che nel 1800, nel Regno Unito, veniva indossata dagli uomini nelle stanze per fumatori dei club londinesi, con lo scopo di preservare l'abito dall'odore del tabacco.

Oggi, invece, è noto come “Dinner jacket” (giacca da cena). Negli Stati Uniti fece la sua prima apparizione al Tuxedo Club nel New Jersey. Il circolo diede quindi il nome all'abito, che negli Stati Uniti viene appunto chiamato "Tuxedo" (talvolta abbreviato in "Tux").

Doodle 26Per concludere questa mini-storia dei doodle, aspettiamoci l’anno prossimo di vedere cambiata ancora una volta la data del "compleanno" di Google...

Infatti  il 12 ottobre di quest'anno è stata creata la Holding Alphabet, che riunisce sotto il suo ombrello Google (che manterrà il web advertising, Gmail, YouTube e la ricerca correlata al software Android per gli smartphone) mentre risulteranno società separate la divisione Life Sciences Calico, Google X, la società di home automation Nest Labs, l’investment group Google Ventures, e Google Fiber in qualità di internet service provider.

 

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