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Google Rifatto 01

Martedì 1 settembre 2015 - in tutto il mondo, chiunque abbia aperto la Home Page di Google per fare una ricerca in Internet, ha visto comparire sul proprio schermo il logo di Google con una  grafica completamente rinnovata: colori pastello e un carattere più leggero senza “grazie”.

Ma perché Google si è rifatto il look…?

Wow! in questo articolo, spiega i motivi per cui il look di Google si è evoluto nel tempo. Una fonte di riflessioni - per chi si occupa di comunicazione – su “qualcosa” che in soli 17 anni è entrato nel nostro DNA e nelle nostre azioni quotidiane…Google Rifatto 02Partiamo pertanto dal presente e vediamo di capire le ragioni alla base della ricerca da parte della società di Mountain View, Santa Clara County, California. di un “New visual language”: Google Rifatto 03

il linguaggio con cui Google, nel corso dell’ultimo anno, ha declinato la grafica di tutti i suoi prodotti, da Gmail fino al nuovissimo sistema operativo mobile Android: Lollipop.

Ecco come, nel giugno di quest’anno, al Google I/O, l’annuale conferenza dell’azienda rivolta ai programmatori e sviluppatori di applicazioni e dispositivi dotati di suoi software e sistemi operativi, viene descritta, pragmaticamente, la genesi del nuovo linguaggio visivo:

...Il design è l'arte di un processo creativo ragionato. Il nostro obiettivo è quello di soddisfare l’intero spettro dei bisogni   umani. Poiché tali esigenze si evolvono, così deve essere per il nostro design, le nostre pratiche e le nostre filosofie.
Ci siamo posti una sfida: creare un linguaggio visivo per i nostri utenti che sintetizzi i classici principi del buon design con l'innovazione e le possibilità offerte dalla tecnologia e della scienza.Tutto ciò è “Material Design” (letteralmente “stile materiale”).

Google Rifatto 04

In pratica la mission del Material Design di Google è quella di offrire un’esperienza unificata tra diverse piattaforme: spazio, colore, font, grassetti dovranno “guidare” l’utente nella navigazione.

Google Rifatto 05A dominare, nel nuovo ambiente grafico, saranno i colori vivaci accostati ad aree tenui, unitamente ai font, con particolare attenzione al contrasto per il raggiungimento della massima leggibilità.

Per le immagini l’imperativo sarà quello di mantenerne l‘integrità originale:
Sì alla desaturazione ma bando all’utilizzo di filtri invasivi ed alle modifiche che cambiano la sostanza della rappresentazione.

Le icone dovranno essere moderne, eccentriche e minimal. In altre parole un ritorno al significato semiotico del termine: “Il segno è icona quando la correlazione significante/significato esiste in virtù di  una similarità effettiva”. Complicato e astratto…?Google Rifatto 06

Basta guardare il video realizzato dagli sviluppatori di Google per comprendere come il Material Design consente alle interfacce grafiche di comportarsi come oggetti (i materiali) reali, adeguandosi alle varie situazioni…

Detto questo, neanche tre mesi dopo… ecco comparire il nuovo logo, perfettamente in linea con gli assiomi di cui sopra!

Il modo migliore per descriverlo è quello di proporre due paragrafi di un articolo di Alex Cook, Jonathan Jarvis e Jonathan Lee, gli autori del nuovo logo, pubblicato sulla rivista “Google Design”.

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Questa Ezine curata da un gruppo di designer, sviluppatori, redattori e “UX Advocates” (User eXperience = esperienza dell’utente: l’insieme di sensazioni, emozioni e ricordi che l’utente prova nel relazionarsi con un sito, un prodotto o un brand) ha un obiettivo molto preciso: quello di condividere con tutti le idee ed esperienze che essi vivono lavorando con Google.

...Google non è un’azienda convenzionale. La nostra mission –organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e utili -  continua ad evolversi. […] Siamo emozionati nel condividere una nuova brand identity che ha lo scopo di rendere Google più accessibile e utile per i nostri utenti ovunque possano incontrarlo. Google Rifatto 08

Sin dall’inizio, la homepage di Google.com è stata estremamente semplice: l’eccentrico logo multicolore posizionato sopra una singola ed accessibile casella di input su uno sfondo bianco.
Ma la tecnologia muove passi in avanti. […] Gli utenti ora entrano in contatto con Google attraverso una costellazione di apparati e il nostro brand deve quindi esprimere la stessa semplicità e piacevolezza offerti dalla nostra homepage, garantendo contemporaneamente piena compatibilità con le opportunità di ciascuna nuova periferica e schermo.

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Spiegate dunque le ragioni, ecco cosa cambia - praticamente - con il nuovo logo che verrà utilizzato da Google per tutti i suoi servizi: da Maps a Gmail, e verrà integrato nei servizi Android mostrando in che modo esso sta lavorando per il proprio utente.

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i quattro colori di base di Google sono leggermente più accesi così da essere visibili anche quando la “G” delle scheda è molto piccola e deve condividere lo spazio con altri elementi, infatti le proporzioni del colore trasmettono l'intero spettro del logotipo e sono in sequenza per aiutare il movimento degli occhi in tutto il letterform.

Google Rifatto 11Google Rifatto 12Tutto questo affinché il nuovo logo e il brand di Google - originariamente pensati per una pagina visualizzata da computer - quando compariranno  sulle schede aperte del browser “funzionino” meglio, in  un mondo sempre connesso attraverso un numero crescente di dispositivi e di modalità di input diversi tra loro (vocale, digitazione e touch).

In pratica, il nuovo logo non comunicherà semplicemente che si sta utilizzando Google, ma mostrerà anche in che modo Google sta lavorando per l’utente.

Google Rifatto 13Per esempio, nuovi elementi come un microfono colorato aiuteranno a capire come interagire con Google, che si stia parlando, digitando o toccando lo schermo.

Ora, per dare una dimensione storica a questo cambiamento, ecco una carrellata sull’evoluzione del logo di Google, partendo dal “fai da te” della pagina di presentazione dell’antenato del motore di ricerca: BackRub. [NdA: La mano nella foto è quella di Larry Page, il co-fondatore di Google…].

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Nell’agosto del 1996,  cliccando su BackRub title search demo, si veniva trasportati direttamente sulla demo del futuro Google Search Engine, che sfoggiava questo primordiale logo:

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Seguirono una serie di progetti di logo che poi vennero scartati, prima che Google divenisse ufficialmente Google…

Eccone uno con un font un po’ metal e un altro con le due “O” come due occhi a metà tra l’inquietante e il comico:

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Alla fine i designer pensarono ad un modo per visualizzare un senso di giocosità e quindi crearono un modello di colori primari blu, rosso, giallo … che si interrompono però con la lettera raffigurata dal (secondario) verde.

Essi rappresentano la precisione, l’unicità, la crescita, l’eleganza e l’eccellenza, per affermare che Google è il marchio di una società molto forte e dinamica che si discosta dalle rigide regole dell’establishment.
Eccone l’evoluzione negli anni: Google Rifatto 20 E come celebrare la nascita del nuovo logo?

Semplice! Con un Doodle, una boot animation sulla pagina di ricerca di Google...

Google Rifatto 18Qui, una “manina” puliva la pagina con il vecchio logo e con i gessetti disegnava quello nuovo che, con la comparsa dei “pallini” e dell’icona G multicolore, per rispecchiare l’evoluzione dei servizi della società.

Il racconto sull'evoluzione del logo di Google termina qui, ma se tu, gentile lettore, vuoi conoscere la "History of doodles", quella temporanea alterazione del logo sulla home page di Google che celebra particolari feste, eventi,  ricorrenze o persone, non hai che da leggere – sempre in questo numero di WoW!, l’articolo “Doodle: lo “scarabocchio che ci rammenta quello che avvenne … oggi”.

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