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Hwasong 02 quaterQuando Barak Obama lasciò l’”Oval Office” (studio ovale) al nuovo inquilino della Casa Bianca riferì ai media di aver indicato al Presidente entrante – Donald Trump - che la sfida più urgente da affrontare era quella della Corea del Nord, in quanto essa stava accelerando lo sviluppo delle sue capacità nucleari e dei missili balistici intercontinentali (ICBM) con l'obiettivo di avere la capacità di lanciare un attacco nucleare sul continente americano.

Ma se la “Strategic patience” della amministrazione Obama, può non aver generato i frutti sperati, fino ad oggi l’amministrazione Trump non si è discostata più di tanto da essa, a parte dichiarazioni e tweet roboanti.

Ora, rileggiamo l’affermazione del primo “post” che è stato citato:

Hwasong 02 tris

Per confutarla è sufficiente dare uno sguardo alla seguente infografica. Da essa si può comprendere che è fin dal lontano 1984 (Presidenza Reagan) che la Corea del Nord sta sviluppando il proprio arsenale nucleare e missilistico indisturbata. Una escalation si è avuta tra il 2005 ed il 2010 (Presidenza Bush). Infine a consolidamento del trend precedente, oltre la metà dei test è avvenuta a partire dal 2011, anno in cui Kim Jong-un ha preso il potere (Presidenza Obama). Nel 2016 – primo anno della Presidenza Trump - la Corea del Nord ha proseguito la sperimentazione di missili balistici: 20 lanci di prova e due test nucleari.

Hwasong 03In tutti questi decenni gli Stati Uniti hanno cercato di controllare la Corea del Nord con le minacce verbali, conducendo esercitazioni militari, imponendo sanzioni economiche, cercando l’appoggio della Cina fino, come si è detto, alla “pazienza strategica” di Obama condotta con azioni di cybersabotage contro i lanci dei missili nordcorani. Bene, nessuna delle azioni intraprese ha avuto successo.

Passiamo ora alla seconda affermazione, rafforzata dalla seconda parte di un successivo post:

Hwasong 03 bisIl 3 settembre 2017 è stato condotto un nuovo test nucleare con una bomba all’idrogeno della potenza di 100 chilotoni: circa 5 volte la bomba sganciata dagli Usa su Nagasaki nel 1945. L’esplosione ha generato un sisma di magnitudo 6.3 e la natura artificiale dell’onda sismica è confermata dal fatto che il suo epicentro è stato identificato a “zero chilometri“.

La TV di stato di Pyongyang ha annunciato che la bomba all’idrogeno è stata testata “con successo” ed è destinata “ad armare un super missile intercontinentale“. Hwasong 04La definizione di “super missile intercontinentale” comunicata dalla televisione di Stato (unica fonte di informazione per la popolazione nordcoreana) altro non è che la trasposizione nella realtà della propaganda narrata nel romanzo distopico di George Orwell: “Nineteen Eighty-Four” (1984) dove sui teleschermi non passano altro che notiziari con dati e fatti che esaltano la potenza del partito e che non hanno alcun fondamento di realtà, parate e manifestazioni in onore del “Grande Fratello” o - meglio - la "Guida Suprema".

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Ma ogni informazione deve essere valutata nel giusto contesto, per cui, in questo caso, bisogna tenere presenti due altri recenti avvenimenti...

A fine agosto è stato lanciato un missile che ha sorvolato l’isola giapponese di Hokkaido, spezzandosi poi in tre parti che si sono inabissate al largo delle acque territoriali nipponiche e il precedente il lancio del missile Hwasong-14 avvenuto il 4 luglio 2017, sprofondato nel mare del Giappone ad una breve distanza - orizzontale - dal lancio.
 Hwasong 06Questi lanci si inseriscono nel programma missilistico di Pyongyang che nel 2017 ha iniziato a lanciare vettori a maggiori distanze, con quella che è conosciuta come una "lofted trajectory" una traiettoria quasi verticale.

Le traiettorie abituali prevedono una altitudine massima (apogeo) intorno ai 1.200 chilometri. L’apogeo dello Hwasong-14 è stato di quasi 2.800 km. Per dare una idea, più di sette volte superiore a quello della Stazione Spaziale Internazionale che è in orbita a 400 chilometri sopra la Terra.

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Questo test era indice di nuovi motori più potenti e una maggiore capacità di carico utile a quella distanza, consentendo agli ingegneri nordcoreani di raccogliere dati per comprendere meglio le sfide affrontate quando una testata di questo genere rientra nell'atmosfera terrestre a velocità ipersoniche, cosa che, per l’attrito, genera enormi quantità di calore.

Altro che "carcasse" o "lattine" lanciate in aria... Questi lanci sono stati un modo “elegante” da parte del regime di Pyonyang di dimostrare al mondo di aver raggiunto la capacità di disporre di un ICBM, in grado di raggiungere bersagli distanti anche seimila chilometri, potendo potenzialmente colpire la base degli Stati Uniti sull'isola di Guam, così come il territorio dello Stato USA della Alaska.

Il tutto senza arrivare ad inviare effettivamente un missile a tale distanza, in quanto tale azione sarebbe stata interpretata dagli Stati Uniti come una vera e propria dichiarazione di guerra.

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Un ultimo aspetto da tenere in considerazione è il fatto che il vettore è stato valutato dagli analisti come dotato di motore a combustibile solido; gli stessi nordcoreani hanno poi confermato di aver utilizzato tale combustibile.

Hwasong 10Nel 2016 la Corea del Nord mostrò le immagini di un test condotto con successo su un nuovo motore per missili a combustibile solido.

A differenza dei combustibili liquidi, che richiedono tempo per essere caricati ed hanno una problematicità di gestione (sono estremamente tossici e corrosivi) i combustibili solidi sono più facili da manutenere e sono più stabili.

Giusto per avere una analogia, si pensi di caricare uno ad uno e sul momento dei fuochi d’artificio con un combustibile liquido, rispetto ad utilizzare quelli usuali, già pieni di polvere pirica.

Il combustibile solido infatti riduce i tempi di lancio da ore a minuti e questo è un fattore fondamentale in una batteria missilistica, quando viene estratta all’aperto per essere preparata al lancio: essa viene pertanto esposta alla osservazione nemica per un tempo minore, rendendo molto meno probabile la sua individuazione, tracciatura e distruzione. Infine l’utilizzo di combustibile solido riduce anche il numero di veicoli supplementari necessari al trasporto i carburanti liquidi: volatili e pericolosi.

Proseguendo a descrivere il progresso delle capacità missilistiche della Corea del Nord, si può dire che – ad oggi - la Corea del Nord dispone di un arsenale di oltre 1.000 testate. I missili nordcoreani si differenziano attualmente in missili a corta gittata, capaci di estendersi per un raggio compreso tra i 300 e 500 km, missili a media gittata come i Nodong (1300 km di raggio d'azione), i Taepodong1 (2900 km di raggio d'azione), i Taepodong2 (6.700 km di raggio d'azione) e i Hwasgong (oltre 9.500 km di raggio d’azione).

La Corea del Nord dispone di un gran numero di missili impiegabili da un TEL - transporter erector launcher (erettore/lanciatore mobile). Il paese ha rispettivamente 724 km di strade asfaltate 24.830 km di strade non asfaltate. Per cui gli sforzi degli ingegneri di Pyongyang sono stati diretti sia a dotare i veicoli di cingoli, anziché ruote, affinché il lanciatore mobile possa viaggiare ovunque, sia realizzare un contenitore idoneo a salvaguardare il missile durante il trasporto su terreni accidentati.
Hwasong 11La combinazione di combustibile solido, un trasportatore robusto e un'arma protetta dai danni derivanti da strade accidentate, significa che una batteria missilistica nordcoreana potrebbe nascondersi nelle foreste, sotto le sommità delle scogliere, sotto i ponti - praticamente ovunque – con la capacità di essere operativa in pochi minuti dall’ordine di lancio con un grado di sopravvivenza significativamente elevato.

Hwasong 12 Il traguardo di montare una testata nucleare su un Hwasong significherebbe che un missile balistico intercontinentale lanciato dal Regime di Pyongyang contro gli Stati Uniti, impiegherebbe mezz'ora per raggiungere San Francisco e poco meno per colpire Seattle.

Hwasong 13

Le città di Los Angeles. New York e Washington, a meno di 6.800 miglia di distanza, avrebbero un preavviso compreso tra i 30 e i 40 minuti.

Questi sono dei tempi ragionevoli affinché i vari sistemi antimissile effettuino le necessarie contromisure.

Ma non bisogna dimenticare però che nessuna difesa ABM-Anti Ballistic Missiles è efficace al 100 per cento…

A ricordarcelo, è proprio lo stesso Kim Jong-un che è un ottimo comunicatore, soprattutto con messaggi non verbali.

Infatti si osservi la seguente fotografia dove il dittatore è ritratto mentre sta studiando dei documenti insieme ai suoi generali.

La solita foto celebrativa si dirà…

Ma ora, come nel film “Blade Runner”, si reciti: “Track 45 right. Stop” uno dei comandi verbali impartiti da Rick Deckard (Harrison Ford) al computer per ingrandire il particolare di una fotografia: Hwasong 14Bene, nella fotografia di Kim e il suo Stato maggiore, la mappa che – volutamente - è stata posta su un treppiede sullo sfondo, una volta ingrandita mostra degli obiettivi potenziali negli Stati Uniti: e stiamo parlando del 2013…

Hwasong 15 Pertanto, la capacità di far arrivare un ordigno nucleare sul suolo americano, significherebbe per gli Stati Uniti che la Corea del Nord ha passato quella “reddish line” (linea rossa) che essi considerano invalicabile “costringendoli” ad agire, per impedire alla DPRK di minacciare il proprio territorio.

Per dare il “polso” di ciò che hanno significato questi avvenimenti, ecco due azioni intraprese dai vari attori e comprimari di questo dramma e un dichiarazione politica che apre il sipario sui vari scenari di guerra che andremo a descrivere, per rispondere agli altri “post” che sono stati citati.

In Giappone tutte le batterie di missili antimissile Patriot – situate non solo nei sobborghi delle città ma financo nel compound del Ministero della Difesa di Tokyo - sono state poste in stato di massima allerta.

Secondo il trattato di alleanza tra Usa e Giappone, Washington si impegna a difendere Tokyo in caso di aggressione. Gli Stati Uniti hanno inoltre esteso il loro "ombrello nucleare" all'isola nipponica, e potrebbero quindi ricorrere alla opzione nucleare in risposta ad eventuali attacchi nordcoreani.

Il premier del Giappone Shinzo Abe ha ha fatto decollare i propri aerei dotati di sistemi di rilevazione di possibili radiazioni che potrebbero essere fuoriuscite dal sito del test nucleare nordcoreano, e trasportate dalle correnti aere verso il territorio del Giappone.

Hwasong 16A Seul, dopo il test nucleare della Corea del Nord: il presidente Moon Jae-in, dopo aver convocato il Consiglio di Sicurezza ha dato ordine alle forze armate della Corea del Sud di alzare il livello d'allerta predisponendo l'attivazione del "team di risposta" alla minaccia atomica. È seguita una esercitazione con un missile balistico, simulando un attacco contro un sito nucleare nordcoreano, con l'utilizzo anche di caccia F-15.

La Corea del Sud ha inoltre ufficializzato l'ipotesi di accettare più armi tattiche dagli Stati Uniti come deterrente: un ritorno delle bombe atomiche tattiche sul suolo sudcoreano che Washington aveva ritirato nel 1991.

Hwasong 17La Cina, con un gesto finora mai visto, ha fatto sorvolare i propri jet al confine nordcoreano a pattugliare i confini. Inoltre le autorità cinesi hanno già lanciato un "piano di emergenza" per realizzare "misure di controllo delle radiazioni" al confine nordorientale.

Al di là dei furibondi “tweet” di Donald Trump, indirizzati fondamentalmente alla sua base elettorale, a mitigare i “tamburi di guerra” che rappresentano le notizie riportate, James Mattis, Segretario alla Difesa degli Stati Uniti che è conosciuto per essere un “falco”, ha rilasciato alla CNN una dichiarazione ufficiale.

Hwasong 17 bisPoichè egli era davanti alla Casa Bianca, è da presumere che il contenuto sia stato concordato con lo stesso Trump – in cui afferma che:

“We are not looking to the total annihilation of a country, namely North Korea, but we have many options to do so”.

(non stiamo puntando all’annientamento di una nazione, nello specifico la Corea del Nord, ma abbiamo molte opzioni militari per farlo).

Per cui, sulla scia di questa dichiarazione, allora, parliamo delle “molte opzioni” , piantando però prima un paletto, attorno al quale ruota tutta la geopolitica del Nord Est asiatico: una regione in cui la Cina, la Corea del Sud, la Corea del Nord e la Russia condividono i confini e gli Stati Uniti – unitamente al suo alleato, il Giappone - intervengono profondamente per i propri interessi economici e di sicurezza.

Bene, nessun Paese lo afferma apertamente ma attualmente nessuno vuole un ricongiungimento delle due Coree.

Partiamo dalla valutazione più semplice: la Corea del Nord ha un regime che può sopravvivere solo nello status-quo.

Passando alla Corea del Sud essa ama essere ricca avendo conquistato negli anni il 12° posto nella classifica del G20. Nel 2016 il suo PIL è stato di 1.411 migliaia di miliardi di dollari. Poiché essa difficilmente potrebbe eguagliare il positivo processo di riunificazione delle due germanie, il giorno successivo alla riunificazione, cinquant'anni di crescita economica sarebbero annullati sotto l' enorme prezzo da pagare per portare la DPRK al livello dei propri standard di vita.

Hwasong 18Il costo dell'unificazione potrebbe arrivare fino al 7% del PIL per un decennio. La Commissione per i servizi finanziari della Corea del Sud ha stimato che l'innalzamento dello standard di vita del Nord al livello di quello del Sud - senza una massiccia migrazione interna - costerebbe 500 miliardi di dollari l'anno.

La Cina non vuole assolutamente un protettorato statunitense al suo confine. La Corea del Nord fornisce un cuscinetto di sicurezza, perché senza di essa i 28.000 soldati americani di stanza nella Corea del Sud guarderebbero negli occhi i loro omologhi cinesi al di là del nuovo confine. Pechino ha aperta l'opzione militare di un suo intervento a fianco della Corea del Nord ma molto difficilmente la metterà in atto. Essa, probabilmente, manterrebbe le proprie forze armate in stato di allarme,  aspettando di vedere l’evoluzione del conflitto.

Una guerra al proprio confine avrebbe poi un impatto incalcolabile sulla Cina, costretta ad occuparsi di una catastrofe umanitaria: milioni di rifugiati che affluirebbero sul proprio territorio. E se essi fossero contaminati da radiazioni, lo scenario sarebbe da incubo.

Per il Giappone, una Corea riunificata potrebbe affrontare delle controversie storiche molto impegnative: ci sono infatti diversi problemi irrisolti tra i due paesi, tra cui le dispute territoriali delle Isole Dokdo / Takeshima e numerose questioni originate dalla colonizzazione della Corea da parte del Giappone durante seconda guerra mondiale. Questi temi alimenterebbero il nazionalismo nella costruzione di una coesione tra le poolazione del nord e del sud della Corea, ma si riverberebbero negativamente verso il Giappone. Mentre i due paesi potrebbero non diventare apertamente ostili, i loro rapporti sarebbero quasi certamente deteriorati, intensificando la tensione nella regione.

L'atteggiamento della Russia è storicamente sempre stato favorevole ad una divisione delle due Coree.

Infine gli Stati Uniti temono per il proprio interesse strategico in Asia orientale. Al di là della attuale crisi, la loro posizione è stata sempre quella di preferire un certo grado di tensione nella penisola coreana, tale da giustificare la massiccia presenza di truppe statunitensi sia nella Corea del Sud, sia in Giappone. Una Corea unita - data la crescita dell'area di influenza della Cina nell'intero Pacifico - potrebbe modificare il suo allineamento, inducendo una destabilizzazione pericolosa nella regione.

Detto questo, due parole su Kim-Jong-un…

Hwasong 19In generale i post della gente comune sui social media ma anche tanta stampa lo dipingono come un pazzo scriteriato:Ignorant maniac” (maniaco ignorante), "Evil Genius” (genio del male) o un personaggio da operetta: “Evil Buffoon” (Dannato buffone). Persino Asian Trump” (il Trump asiatico).

Ma quello che gli calza a pennello ed è stato ufficialmente vietato in Cina, è: Kim Fatty the third” (Kim terzo il ciccione) in quanto è il terzo nella dinastia Kim.

A parte i nickname, Kim Jong-un ama essere definito come la “Guida Suprema” della Repubblica Popolare Democratica di Corea (DPRK). Egli detiene inoltre i seguenti titoli: presidente del Partito del Lavoro di Corea e presidente della Commissione per gli affari di Stato; Presidente della Commissione militare centrale e comandante supremo dell'Armata del popolo coreano.

Parlando seriamente di Kim Jong-un, partiamo dal fatto che ha una notevole base culturale e una preparazione tecnica: egli - sotto pseudonimo - ha studiato alla Scuola Inglese Internazionale di Berna e sa parlare coreano, inglese, francese e tedesco. Inoltre ha studiato privatamente scienze informatiche in Corea del Nord e ha ottenuto due lauree: una in fisica all'Università Kim Il-sung e una all'Accademia Militare Kim Il-sung.

Nel 1762, il filosofo e politico Jean-Jacques Rousseau, nella sua opera “Du contrat social: ou principes du droit politique" (Il contratto sociale) affermava che: «...è più facile conquistare che reggere uno Stato».

Hwasong 20 trisKim Jong-un non ha conquistato lo Stato, lo ha ereditato dal padre Kim Jong-il che, a sua volta, l’aveva ereditato da Kim Il-sung.

Ma Kim Jong-un, sin dal 18 dicembre 2011, quando salì al vertice del potere in Corea del Nord, non solo è riuscito a reggere lo Stato, ma ha addirittura rafforzato il suo potere, basti pensare alla uccisione di membri della propria famiglia, divenuti “scomodi”.

Kim-Jong-un è sicuramente un essere spregevole, ma è un uomo razionale ed è perfettamente conscio che se egli lanciasse un attacco alla Corea del sud, al Giappone o addirittura direttamente su un territorio americano, la risposta degli Stati Uniti – qualsivoglia fosse: convenzionale o nucleare – distruggerebbe il suo regime. E una delle cose a cui egli tiene di più è invece restare al potere.

La sua strategia nucleare e missilistica si basa su un gioco d'azzardo ad alto rischio. In pratica che la minaccia dei suoi missili balistici intercontinentali possa essere una condizione sufficiente a dissuadere gli Stati Uniti dall'utilizzare il proprio arsenale nucleare in un “first strike” (primo colpo).

Kim non possiede i mezzi militari per eliminare tutte le basi militari statunitensi nelle sue vicinanze, come quelle situate a Guam o in Giappone, per cui si è concentrato sullo sviluppo dei suoi ICBM, che ora hanno il potenziale per colpire la terraferma americana. E con questa carta in mano sta mettendo sul piatto della partita a poker che sta giocando la sua puntata, che può essere riassunta nella domanda: gli Stati Uniti: sono veramente disposti a rischiare - sia pur lontanamente - Los Angeles o Chicago?

Così, se è molto improbabile che egli – un giorno – decida di lanciare un missile su Los Angeles oppure su Tokio, ciò che deve fare paura è che la crescente tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti porti questi ultimi a commettere errori a seguito di erronee interpretazioni degli atti del regime di Pyongyang.

Poiché il programma missilistico della DPRK è ancora in fase di sviluppo, c’è sempre la possibilità che un un lancio fallito produca conseguenze ingestibili. Ad esempio, cosa sarebbe successo se il missile lanciato sopra il Giappone fosse caduto – ancorchè accidentalmente – su un centro abitato? Esso avrebbe potuto essere interpretato come un “atto di guerra” e scatenare una escalation di rappresaglie fino ad un conflitto potenzialmente catastrofico.

Gli Stati Uniti ritengono relativamente improbabile che la Corea del Nord rischierebbe la sua sopravvivenza con un attacco al paese o ai suoi alleati. Infatti, il presidente Trump ha più volte affermato che una possibile guerra con la Corea del Nord potrebbe uccidere milioni di persone.

Il senatore americano John McCain - un repubblicano che ha fama di essere una personalità politica indipendente - ha affermato in una intervista alla CNN:Hwasong 21

"I think that we have to consider that option as the very last option […] the carnage would be horrendous […] Their capabilities of firing artillery on Seoul is absolutely real”.

(Ritengo che dobbiamo considerare [una guerra] come l’ultima opzione […] il massacro sarebbe orribile […] La loro capacità di bombardare Seul con la propria artiglieria è assolutamente reale).

Per cui, cerchiamo di analizzare le possibili opzioni strategiche che possono scegliere gli Stati Uniti per affrontare la Corea del Nord e il suo programma nucleare e missilistico in espansione, precisando che – tutte quelle militari - per un verso o per l’altro, hanno pesantissime conseguenze.



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